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Luca Galardi: "Il Green pass? E' l’apogeo dei 'crimini' commessi da questa classe politica"

Intervista al candidato sindaco del Movimento 3V: "Ripartire dall'economia circolare, dall'imprenditoria locale e dai valori cristiani"

"Il “lasciapassare verde” rappresenta l’apogeo dei crimini commessi da questa classe politica ed è stato usato come strumento di estorsioni di stato". Luca Galardi, candidato sindaco per il Movimento 3V Partito Politico, ha posizioni apertamente contro il Green pass e molto critiche rispetto alla campagna vaccinale. Dopo le proteste di piazza ha deciso di scendere in campo per concorrere alle elezioni comunali del 12 giugno. 

Com'è nata l'idea di candidarsi a sindaco di Parma?

"Negli ultimi due anni abbiamo assistito a continue violazioni da parte delle istituzioni delle nostre libertà costituzionali. Molte di queste violazioni sono stati veri e propri attacchi alla dignità umana. Io mi sono opposto a queste violazioni fin dal primo giorno. E fin dal primo giorno ho lottato fianco a fianco con i miei concittadini. Per mesi nelle piazze e nelle strade di Parma abbiamo urlato il nostro “No" alle politiche lesioniste del Governo. Oggi il mio intento è alzare il livello del dissenso ad un livello più concreto, più alto e nobile: la protesta diventa proposta! Assistiamo inesorabilmente a quanto sia facile perdere i nostri diritti costituzionali, conquistati nella storia
attraverso lacrime, coraggio, sangue e ideali. Abbiamo visto la nostra Parma portare sul volto le cicatrici di anni di “mala gestio”. È giunto il momento di rialzare la testa, rimboccarsi le maniche e seguire l’esempio dei nostri genitori che con sudore, sacrificio e passione ci hanno regalato un periodo di prosperità che oggi viene minato, vilipeso, corrotto. Adesso tocca a noi fare lo stesso per i nostri figli. Abbiamo infatti il dovere, come cittadini, di redimere la “politica”. Per troppo tempo abbiamo associato questo termine al marciume di chi ha usato la “politica” come strumento per perseguire le logiche del potere e del profitto. In realtà la “politica” è l’aspetto più nobile nella gestione del “res publica” e deve tornare ai cittadini come tale. Soprattutto a quel 50% di cittadini che, non votando più, ha smesso di far valere la propria scelta, disillusi, nauseati, stanchi di veder sprecato il proprio voto. A questi cittadini dico “andate a votare, non lasciate che altri scelgano per voi”.

Quali sono le vostre posizioni in merito ai temi del sociale, delle nuove povertà e della sicurezza a Parma?

"Purtroppo, i temi sociali tornano di moda solo nei periodi elettorali. Troppe volte le promesse fatte in campagna elettorale sono state presto dimenticate dopo le elezioni. Questo, di fronte al totale collasso del “sistema Italia”, non deve più accadere. Il nostro programma elettorale, infatti, non prevede solo alcuni punti incentrati sulle tematiche sociali, utili a raccogliere voti qua e là con false promesse, ma è interamente focalizzato sul tema sociale. Il nostro programma vede il cittadino al centro del progetto in un duplice ruolo: “con e per il cittadino”. La nostra squadra di candidati consiglieri, grazie ad un eccezionale lavoro di squadra, suffragato dal pensiero politico del nostro partito nazionale, sta sviluppando un modello di “società circolare” che coinvolga l’intera cittadinanza di tutte le fasce d’età. Dai più piccoli fino agli anziani ciascuno ha un proprio ruolo funzionale nelle dinamiche dei processi sociali ed è dovere dell’amministrazione pubblica dare enfasi a questi processi, contrastando lo smarrimento, la solitudine e il senso di inutilità dei cittadini che si vedono esclusi dalle decisioni. Ognuno deve ricevere un contributo civile, etico e morale dagli altri, e contribuire dando il proprio. Questo modello deve essere implementato in diversi quartieri di Parma, permettendo in questo modo la massima partecipazione di tutti. È mia intenzione presentare questo progetto ai cittadini, in numerosi incontri con la cittadinanza che abbiamo in programma e che saremo ben lieti di comunicarvi tempestivamente, al fine di rendervi altrettanto partecipi e portare tale progetto all’attenzione dei vostri lettori. 

Il Governo Conte, il Governo Draghi, hanno causato danni tali nel tessuto socio-economico del Paese da sembrare quasi irreparabili senza un modello nuovo, etico e ripetibile in tutta Italia. L’obiettivo era lapalissiano: fare in modo che la povertà colpisse quante più persone possibili. In questo, gliene do atto, sono stati veramente bravi! Ho visto con i miei occhi e continuo a vedere parmigiani che, dopo una vita di lavoro, sono costretti a chiedere aiuto ai lati delle strade. Al danno si aggiunge l’umiliazione di veder distrutta e mortificata la loro dedizione alla giustizia, all’onestà. Umiliazione forse, ma non vergogna, perché la vergogna è tutta di una società che permette tutto ciò e, nel piccolo, dell’amministrazione cittadina. Questo è inaccettabile, inammissibile, ed io lotterò fino al mio ultimo respiro perché ciò non si ripeta mai più. Per ciò che concerne il tema della sicurezza, esso è molto articolato e non può essere generalizzato in poche righe, ma va affrontato nella sua complessità. Se pensiamo che più agenti e maggiore sorveglianza possano risolvere tutti i problemi stiamo sbagliando. Se pensiamo che una normativa che è stata utilizzata dal sistema per censurare le voci fuori dal coro, come il Daspo, possa essere una soluzione, siamo fuori strada. È un po’ come curare i sintomi invece delle cause. Sono infatti proprio quest’ultime la chiave di volta del problema. Bisogna distinguere fra delinquenza comune e “baby gang”, e agire sui motivi che sono all’origine di queste degenerazioni sociali, distinguere fra spacciatori e disagiati, tra chi fa della delinquenza uno scopo di vita e chi invece ha solo bisogno di capire come ci si comporta nella società civile. I tempi, purtroppo, richiedono una linea meno permissiva, ma senza ledere i diritti fondamentali del cittadino e, allo stesso tempo, senza assolutamente permettere che la parola “diritto” sia alla base di una pura e semplice anarchia". 

I tre punti principali della campagna elettorale?

Punto 1: “società circolare”
La “società circolare”, cosi come da noi immaginata, è un modello sociale che vede il suo epicentro nell’essere umano, nel cittadino, come evidenziato dal programma nazionale del nostro partito. Sono gli uomini e le donne di Parma i protagonisti del nostro progetto. A noi l’onere di creare i presupposti affinché ciascuno possa esprimere il suo pieno potenziale e recuperare quel senso di appartenenza oggi sempre più relegato al passato e tanto avulso agli abitanti del nostro bel Paese, che troppo spesso sentiamo affermare “mi vergogno di essere italiano”. I cittadini di Parma, così come quelli delle città italiane, “antichi comuni, signorie, ducati e vero vanto dell’Italia”, come sottolineato dal nostro manifesto, hanno bisogno di sentirsi parte viva del tessuto sociale, ingranaggi perfetti che permettono all’intero meccanismo di funzionare. Tutti consapevoli di avere un ruolo all’interno della nostra “società circolare”, senza venirne emarginati, isolati, con conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni e nel prossimo. Ciò che con questo termine può apparire astratto e accademico, vi assicuro essere invece un progetto molto concreto su cui la squadra di consiglieri candidati e il partito 3V stanno sviluppando da tempo. La“società circolare” è un progetto auto-sostenibile che migliorerà il nostro modo di vivere in città.

Punto 2: “economia circolare di prossimità”
La storia di Parma è piena di successi imprenditoriali. Il modello di questi successi ha una radice comune: la “libera imprenditoria”. È grazie a questi imprenditori che hanno saputo conciliare profitto e tutela del territorio e delle sue risorse se Parma è diventata una delle principali eccellenze in Italia e in Europa. Da qui oggi noi dobbiamo ripartire. Il volano è sicuramente quello della “libera imprenditoria” che può esprimersi in tantissimi settori: dall’industria alimentare alle eccellenze locali. Pochissime realtà italiane possono infatti vantare una produzione alimentare d’eccellenza a chilometro zero come Parma, capace non solo di sfamare i suoi cittadini, ma di rendere i suoi prodotti ambiti e richiestissimi in tutto il mondo. Questo discorso vale per ogni settore: dall’agricoltura al turismo, dal patrimonio culturale all’innovazione tecnologica. Parma ha sicuramente tutte le carte in regola per costruire un futuro radioso di benessere e
crescita per tutti.

Il nostro progetto di “economia circolare di prossimità” esalta appunto queste potenzialità valorizzandole con politiche che mirino alla salvaguardia e tutela dei nostri territori e delle nostre risorse. In sintesi “economia circolare di prossimità” significa puntare sulle nostre eccellenze del territorio, da qui prossimità, in un’economia circolare ovvero un’economia che metta al bando il concetto di “usa e getta” e che torni ai concetti di qualità e durabilità nel tempo. Così si valorizzano le eccellenze del territorio. Così si rispetta
l’ambiente.

Punto 3: “recupero dei valori Cristiani”
Pasqua è appena passata, e ancora una volta ci poniamo di fronte alla constatazione che i valori che contraddistinguono la società dei nostri genitori e che noi abbiamo ereditato siano in decadenza, sempre più relegati ad un ruolo marginale, scherniti, derisi. Come ci insegna la componente antropologica dei primi del novecento, la religione non è solo funzionale all’amministrazione del potere, come purtroppo gli errori commessi nei secoli da ogni religione sembrano ripetere: essa è invece una diretta evoluzione del mondo
rituale, del culto e del rispetto dell’anima degli esseri umani, una componente essenziale per il corretto sviluppo dell’individuo che attraverso “prove” è portato ad una propria maturazione mentale e spirituale e ad una successiva collocazione all’interno della società. Ce lo ricorda chiaramente il Frazer, nel suo “il Ramo d’Oro”, che descrive l’evolversi del rito in rivelazione religiosa in tutto il mondo ricercandone una radice unica e comune; lo sottolinea il Propp, nel suo “Radici Storiche dei Racconti di Fate”, ove analizza la favola
come mezzo d’insegnamento basato sulla conoscenza tramandata agli uomini dai loro predecessori. Pensare ad an futuro che si scinda totalmente dal nostro background culturale significa puntare ad un concetto etico e morale non in linea con una corretta evoluzione della società. Carità, solidarietà, capacità di sacrificio personale sono oggi concetti schiacciati dal velo del qualunquismo: lo stesso velo che sembra volersi fregiare di titoli sempre più distanti da quella che è la nostra matrice cristiana, che viene celebrata
ogni anno e fin troppo spesso dimenticata il giorno dopo, troppo difficile da imitare per noi semplici cittadini, ormai sempre più legati al “perseverare autem diabolicum” che non al semplice “errare humanum est”.

Il recupero di tali valori, che vanno accompagnati alla transizione rapida e inevitabile della società contemporanea, tecnologica, laica, in una società del futuro, sono un punto inevitabile di rinascita del pensiero critico e della capacità di aiutarsi l’uno con l’altro, uno per tutti e tutti per uno, a differenza del concetto di “homo homini lupus”, oggi così in voga da essersi trasformato in un esempio negativo cui molti ambiscono, un esempio fatto di consumismo, capitalismo e distruzione degli ideali. Questo è per noi inaccettabile: imparando dagli errori del passato, siamo convinti che spazzare via tale matrice sarà l’inizio di un decadimento inarrestabile, una barbarie culturale già fin troppo evidente al giorno d’oggi, e che va arrestata con ogni mezzo".

Cosa pensate dei temi relativi alla campagna vaccinale e al Green pass?

"Il dibattito sulla campagna vaccinale può essere sviscerato su almeno tre tavoli di confronto differenti. Il primo è sicuramente quello medico. Lasciando i tecnicismi ai medici, molto più qualificati di me, occorre porre attenzione sul “come” e sul “perché”. Infatti è attraverso il “come” e il “perché” che si evolve e prende forma la “ricerca della verità” che, non a caso, è il motore del nostro partito. È la verità che ci rende uomini e donne quali esseri senzienti. La verità è allo stesso tempo mezzo e fine ultimo. L’obiettivo non è tanto essere portatori della “verità assoluta”, con superbia e arroganza, quanto il condurre il cittadino verso il confronto, verso il porsi domande cui egli stesso può rispondere con logica, logica che nasce dal “come” e  dal “perché”. Ebbe a dirne Socrate: “la nostra arte è simile a quella delle levatrici”. Anche se “sterili in sapienza”, occorre portare il nostro interlocutore a porsi tali domande, avendo come obiettivo che egli stesso sia in grado di raggiungere da sé un maggior grado di consapevolezza. Tale consapevolezza non va
inculcata attraverso la propaganda, tale e quale a quella operata dal sistema, ma va raggiunta appunto domandandosi “come” e “perché” “Come mai per oltre un anno non è stato possibile avere un confronto costruttivo fra medici e scienziati che hanno avuto e continuano ad avere posizioni diverse in merito ai vaccini?” “Perché abbiamo avuto 74.000 decessi Covid prima dell’arrivo dei vaccini e 88.000 dopo l’arrivo dei vaccini?” “Come mai il Ministero della Salute non ha mai voluto incontrare i medici che hanno sostenuto e
sostengono di curare il COVID? Come ad esempio il Dott. De Donno, oggi rivalutato perfino dalla stampa d’oltreoceano.”
“Perché furono vietate le autopsie? O semplicemente non utilizzate come strumento primario di indagine?” “Come mai nel Marzo del 2020, quando ancora non sapevamo nulla sul COVID, c’era già chi sosteneva che solo il vaccino avrebbe potuto salvare il mondo?”
“Perché non si può parlare di effetti avversi, quando le cronache di tutta Italia mostrano uno spaventoso
incremento di morti improvvise, sempre “non correlate al vaccino”? “Come mai si sono triplicati i casi d’infarto in Italia così come pure in Europa?” Ebbene ogni risposta che diamo è un passo verso la verità!

Il secondo tavolo di confronto non può che essere quello politico. La politica italiana ha sospeso la democrazia e si è sostituita alla scienza ridisegnando regole comportamentali che nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione e, tanto meno, col nostro essere cristiani. La Politica Nazionale è colpevole, a mio  avviso, di avere ingannato i cittadini facendo credere loro di dover scegliere fra salute e libertà! Questo non solo è falso, ma è anche un grave attacco a tutti i nostri diritti costituzionali e umani. Ricordiamo infatti che
l’Italia è una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” (Art.1), e non sulla salute. Ricordiamo inoltre che “in nessun caso una legge può oltrepassare il limite imposto dal rispetto della persona umana” (Art.32). Il “lasciapassare verde” rappresenta l’apogeo dei crimini commessi da questa classe politica. Non solo perché è di fatto un falso ideologico, in quanto chi è vaccinato non è immune dall’infezione, anzi, può infettarsi e infettare gli altri, ma la cosa ancor più grave è vedere come il “lasciapassare verde”, indegno di
società civile, sia stato utilizzato come strumento di estorsione di stato. A comprova di ciò basta leggere (in dettaglio) il consenso informato che tutti hanno firmato e in cui le stesse case farmaceutiche dichiarano, fin dal 1° giorno di inizio della campagna vaccinale, che “il vaccino non protegge dall’infezione”. Vedere in questi mesi esponenti del governo, pagati profumatamente dai cittadini, “gongolarsi” nelle trasmissioni televisive soddisfatti che il “ricatto” abbia funzionato è qualcosa di ignobile, sulla quale è assolutamente necessario fare luce e fare giustizia.

L’ultimo tavolo di confronto è quello sociale. La nostra società esce a pezzi da questa campagna vaccinale. Divisa, smembrata, impoverita e incattivita. Questo è il bilancio degli ultimi 18 mesi. Sicuramente la nostra classe politica ha gravi colpe per quello che è successo, ma io credo che ognuno di noi debba farsi un esame di coscienza e chiedersi se effettivamente è convinto delle proprie scelte. Non possiamo ricercare la verità se poi non siamo capaci di raccontarla a noi stessi". 

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