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Bosi contro il direttore della Gazzetta: 'Brambilla, non si vergogna?'

Il capogruppo M5s al direttore del quotidiano cittadino: "Concludo dicendole che d'ora in avanti può evitare di farmi chiamare dai suoi giornalisti e collaboratori, d'ora in avanti dal sottoscritto non avranno alcuna dichiarazione, ne per il giornale, ne per la televisione, ne per la radio.

Il capogruppo M5s in Consiglio Comunale scrive un post su Facebook contro il direttore della Gazzetta di Parma Brambilla, accusato di non aver dato spazio alla replica della giunta in merito alla questione delle multe che, secondo i Nuovi Consumatori, alcuni assessori si sarebbero fatti togliere. E le accuse di Bosi sono pesanti: "Quello che avete fatto voi, e cioè di dare spazio in prima pagina solo a chi vuole far passare persone oneste per disoneste, è di una bassezza morale senza eguali"

IL POST DI MARCO BOSI - Direttore Brambilla ma non si vergogna? Queste che vedete qua sotto sono le prime pagine della Gazzetta di ieri e di oggi. Dopo le accuse false a cui abbiamo risposto in maniera puntuale, oggi ci saremmo aspettati di vedere i nostri chiarimenti in prima pagina, come avevano trovato spazio in prima pagina le accuse. Tale spazio non solo era dovuto e logico, ma era pure stato richiesto in forma scritta al giornale. Il giorno prima ci hanno fatto passare per quelli che si fanno togliere le multe e una volta dimostrato che è stato fatto un normale ricorso al prefetto come QUALSIASI cittadino può fare che fanno? Pubblicano un senatore che negli ultimi anni si è contraddistinto per aver fatto prima opposizione votando porcate come il piano urbanistico SPIP e il mega centro commerciale della Pizzarotti, poi in Senato per leggi ignobili come il Jobs Act. Secondo quale logica si è dato spazio ad una persona estranea alla vicenda e non ha chi è stato attaccato?

Vede caro direttore, ho imparato che nello scontro politico ci sta tutto, ma che si resti sul piano politico. Quello che avete fatto voi, e cioè di dare spazio in prima pagina solo a chi vuole far passare persone oneste per disoneste, è di una bassezza morale senza eguali. E non mi venga a raccontare che nell’articolo all’interno ci sono le nostre difese, perché chiunque abbia un minimo di competenze giornalistiche e di comunicazione sa benissimo che il titolo in prima pagina ha un numero di persone che lo leggono non paragonabile ad un articolo all’interno. Lei sa cosa vuol dire per una persona onesta essere fatta passare per uno che abusa del proprio ruolo? Sa cosa si prova a sapere che quando tuo padre va al bar con gli amici si ritrova persone che ora grazie a lei pensano abbia il figlio disonesto? Perché nonostante io non sia una delle persone coinvolte nei fatti lei con quel “grillini” nei titoli ci rende tutti partecipi di questi inventati abusi. Di tutto questo, almeno un po’, si vergogna?

Al suo arrivo nella nostra città ci era stato riferito che lei fosse un bravo giornalista. Vede ognuno ha la sua concezione di bravo giornalista, ma una cosa è certa, non tutti i bravi giornalisti sanno essere liberi e indipendenti. Perché se l’idea di gestire in questo modo un’accusa infondata e infamante è sua beh, allora la cosa si commenta da sola. Se invece è solo un soldato semplice che esegue degli ordini allora mi dispiace, ma le manca totalmente la forza di dire no. La storia ci insegna che le persone che sanno cambiare in meglio le cose non sono di certo i soldati che dicono sempre sì ai generali, ma quelli che quando si sta facendo qualcosa di sbagliato sanno dire no.
Probabilmente lei il suo risultato l’ha raggiunto e alcuni parmigiani da oggi penseranno che siamo persone disoneste, che abusiamo del nostro ruolo per farci togliere delle multe che andavano pagate. Complimenti, questa cosa non era riuscita a nessuno prima di lei. Forse ne andrà pure fiero. Ma Parma è una città piccola e le persone non sono sempre stupide. Se il suo giornale vende sempre meno copie un motivo ci sarà, ma forse l’obiettivo non è neanche vendere copie.

Concludo dicendole che d’ora in avanti può evitare di farmi chiamare dai suoi giornalisti e collaboratori, d’ora in avanti dal sottoscritto non avranno alcuna dichiarazione, ne per il giornale, ne per la televisione, ne per la radio. Forse ci rimetterò pure con questa scelta, ma me lo posso permettere perché non ho obiettivi al di fuori di svolgere bene il mio mandato. Non ho bisogno di poltrone nuove ogni 5 anni come alcuni Senatori a cui da tanto spazio. Mi dispiace solo per le persone che all’interno del suo giornale si spaccano la schiena per stipendi da fame. E mi lasci togliere un ultimo sassolino dalla scarpa. Quando ci siamo visti in redazione e le ho espresso preoccupazione per gli ipotetici tagli al personale della Televisione poteva evitare di prendermi in giro dicendo che non ci sarebbe stata nessuna solidarietà o che al massimo sarebbe arrivata al 5%, visto che avete fatto poi l’esatto opposto. Saluti, da una persona libera. PS: Se siete stanchi anche voi di questa informazione condividete, la rete è l'unico strumento che ci resta!
 

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