Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica Cortile San Martino / Ugozzolo

Inceneritore, Iotti (Pd) a Pizzarotti: "Come intende fermare i lavori?"

Il consigliere comunale del Pd incalza il primo cittadino sulla questione del termovalorizzatore in costruzione ad Ugozzolo: "Riferisca in consiglio, le decisioni non devono essere prese da altri"

Il cantiere dell'inceneritore a Ugozzolo

Pizzarotti e l'inceneritore. Continuano le prese di posizione di politici ed esperti. Dopo la risposta del Movimento 5 Stelle alle parole dell'amministratore delegato di Iren Garbati il consigliere comunale Massimo Iotti, eletto all'interno della lista del Pd, torna sull'argomento spingendo il nuovo sindaco a riferire in consiglio comunale sul piano pensato per fermare il termovalorizzatore in costruzione ad Ugozzolo.

"Si faccia chiarezza a beneficio di tutti -esordisce Massimo Iotti. Quanto appreso a mezzo stampa da parte di M5S/GCR in materia rifiuti ci fa ritornare di colpo ai vecchi metodi della politica dove i partiti e le forze politiche decidono fuori dal Comune e danno la linea da eseguire. La chiarezza che serve adesso è quella di sapere dal Sindaco, che aveva detto e promesso in campagna elettorale che avrebbe chiuso, subito, l’impianto di Ugozzolo, come intende farlo. Se il Sindaco è in grado di mantenere quanto promesso, dica chiaramente a tutti come intende procedere: adesso deve rendere noto chiaramente quale provvedimento vuole prendere per ‘fermare subito i lavori’, e come intende fare per non farne pagare il costo ai cittadini, già gravati di molti debiti e tasse".

"A poco adesso valgono le dichiarazioni fatte da soggetti esterni -prosegue Iotti- su ipotetici ‘piani alternativi’: se i nuovi politici che governano Parma sottoscrivono tali proposte, devono farlo e assumerne la responsabilità con atti e deliberazioni e farne proprio impegno, non si può accettare che le decisioni siano prese da altri. Quindi serve chiarezza, altrimenti sono ancora i vecchi sistemi delle promesse non mantenute. La questione è prioritaria, il Sindaco mantenga la parola data agli elettori, renda noto il provvedimento in grado di ‘spegnere subito il forno’ e non rimandi gli impegni presi".

"Le discussioni e le responsabilità non possono essere delegate al partito/movimento, risponda subito e senza rimandi a referendum di comodo resi vincolanti senza quorum. La sede di discussione in materia rifiuti non può essere quella di un partito/movimento, ma quella propria di tutti i cittadini, l’aula civica della democrazia è ancora il Consiglio Comunale. Si apra un dibattito, serio che termini con atti deliberativi e non slogan. Altre vicende e modalità sanno solo e molto di vecchi metodi della politica".
 

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