Caro Bernazzoli, la storia non ha nascondigli!

Intervento del Movimento 5 Stelle di Parma sulle dichiarazioni del presidente della Provincia Bernazzoli a favore dell'inceneritore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“L’opzione zero non esiste. Nessun paese al mondo si è posto l’obiettivo di portare a zero la percentuale di rifiuti da smaltire. Semplicemente perché è tecnicamente impossibile”.
Esordiva così un articolo de “La Nuova Provincia“, Anno 7 – n.22 – Luglio 2008, pubblicazione destinata alle famiglie di Parma curata dall'Ente di Piazzale della Pace presieduto da Vincenzo Bernazzoli.
Articolo perentorio che non ammetteva repliche.
Erano i tempi in cui occorreva costruire consenso tra i parmigiani, altrimenti non avrebbero mai accettato una industria insalubre di classe 1 (la più pericolosa, ndr) (art. 216 RD 1265/34 DM 5.9/1994) che per legge non si può costruire in zone caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti (D.lgs 228 del 18/05/2001).
Occorreva impedire che arrivassero a Parma notizie da Capannori (LU), primo comune italiano a DELIBERARE nel Febbraio 2007 la strategia Rifiuti Zero con tanto di scadenza, fissata per il 2020, entro la quale segnare questo incredibile goal.
I parmigiani avrebbero potuto cedere alla seduzione di fronte a certe idee libertine che hanno portato Capannori ad entrare nella Zero Waste International Alliance, una GAIA Alleanza for Incinerator Alternatives che coinvolge città, regioni e addirittura stati quali la California, la Nuova Zelanda, l'Ontario, le Filippine, India e metropoli come Seattle, San Francisco e Los Angeles, Canberra in Australia…
Ecco perché fecero ricorso ad espedienti d’altri tempi: “Ripeti una bugia una, cento, mille volte; essa diverrà una verità“.
“Una grigliata di carne inquina più di un’industria insalubre di classe I (la più pericolosa, ndr)“.
“L’inquinamento prodotto verrà mitigato da un boschetto mangiapolveri (sic!, ndr)“.
“Le cassette dell’ortofrutta vengono recuperate al 99,9%“.
“L’inceneritore non emette diossine“.
“L’opzione zero non esiste. Nessun paese al mondo. Semplicemente perché impossibile“.
“L'inceneritore inquina come dieci auto e un autobus“.
La Verità non si può costringere in eterno.
Prima o poi emerge con tutta la sua forza dirompente e la vita procede inesorabile.
La storia non ha nascondigli. La storia entra dentro le nostre stanze e le brucia, per dirla alla De Gregori.
E infatti, è di pochi giorni fa la notizia che vede la Provincia di Lucca catapultata dal sistema incenerimento alla prospettiva rifiuti zero entro il 2020 con tanto di motivazioni: “gravi criticità emerse nell'esercizio degli impianti di incenerimento, diffuse preoccupazioni riguardo alla tutela della salute e dell’ambiente, le attività proprie della raccolta differenziata, del riuso e del riciclo sono ad alta intensità di lavoro e pertanto la chiusura degli inceneritori non produrrebbe la perdita di posti di lavoro“.
Altra notizia oltreconfine del 31 Agosto scorso arriva dalla Sicilia.
Il Comune di Biancavilla (CT), premesso che a livello internazionale molte città hanno assunto il percorso verso rifiuti zero e considerata l’importanza di ridurre l’emissione di gas serra, ha deliberato l’adesione alla strategia internazionale rifiuti zero.
Anche il Comune di Colorno (PR) ha aderito alla strategia internazionale rifiuti zero con la deliberazione n.61 del 30 Novembre 2009.
Alla faccia dell'articolo della Provincia di Parma.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

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