Patrizia Maestri (Cgil): "Dimissioni attese, volute, necessarie"

La nota della segretaria generale della Cgil di Parma

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Alla fine le dimissioni del sindaco - attese, dovute, necessarie - sono arrivate. Una brusca e davvero poco gloriosa interruzione di mandato, che ci riconsegna una città sommersa di debiti, infangata da indagini e arresti che hanno coinvolto esponenti di spicco delle istituzioni, accuse di corruzione, malaffare diffuso.
Vicende delle meno edificanti, che hanno acceso i riflettori sulla petite capitale portandola alla ribalta mediatica nazionale e internazionale, gettandola nel ridicolo.
Ma ora quello che serve, a Parma e ai suoi abitanti, è un cambio di passo radicale, che permetta, al di là delle polemiche e delle recriminazioni, e fuori da ogni strumentalizzazione, di ripartire, di costruire una prospettiva di ripresa sostenibile, fuori dai proclami, dagli annunci ad effetto, dalla politica dell’immagine.
Lo abbiamo già detto nei giorni scorsi: la situazione della città, dei suoi servizi pubblici, delle infrastrutture bloccate, delle risorse che mancano, è troppo grave per permetterci di perdere ulteriore tempo prezioso: occorre che tutte le forze responsabili e sane si impegnino per mettere a punto le soluzioni a problemi tutt’altro che semplici, per dare ai cittadini, ai lavoratori, ai pensionati, alle famiglie, quelle risposte che meritano.

Cercando, questo sì, di trarre qualche lezione dalle ultime vicende. A partire dall’esigenza di ritornare a un’idea di città, di amministrazione della cosa pubblica, basata sui bisogni reali delle persone e sulle soluzioni concrete da proporre. Per superare finalmente quel modello della “Parma modo di vivere” che si
è rivelato fatale nella sua inconsistenza oltre che pericolosamente disponibile ad una diffusione di stili di comportamento tutt’altro che civici e anzi diffusamente permeati di illegalità. Auspico che, con chiunque venga incaricato di prendere in mano le redini di questa città umiliata, si possa quanto prima riprendere quella serie di confronti con le parti sociali che il vuoto amministrativo degli ultimi mesi aveva lasciato in sospeso e che la macchina comunale, tenuta operativa grazie al prezioso lavoro di quei dipendenti pubblici mortificati come fannulloni dal ministro Brunetta, possa ritrovare una guida seria ed efficiente.
Spetta a noi, a tutti noi. Solo con la coesione e l’impegno comune sarà possibile ridare a Parma un futuro di credibilità e sostenibilità, far ripartire un sistema-città dal volto umano – quello che Parma aveva smarrito – e creare, ciò che più conta, una prospettiva di crescita, di lavoro e di equità sociale per le nuove
generazioni.

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