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Pellacini attacca: "Parma sui giornali per una solenne sputtanata"

Il vero problema di Pizzarotti non sono tanto le indagini, la magistratura farà il suo corso, ma l'aver tenuto nascosto per mesi le pesanti accuse di abuso d'ufficio all'opinione pubblica

"Pizzarotti aveva assicurato pubblicità e visibilità per Parma, ci è riuscito con le ultime notizie" scrive Pellacini dell'Udc.

La “buona fede” giustifica i mezzi, a sentire Pizzarotti. La sua tanto nominata trasparenza in campagna elettorale ora gli si rivolta contro proprio per la mancanza di chiarezza e trasparenza verso i cittadini prima di tutto e, a quanto vedo, anche verso il suo partito.

Il vero problema di Pizzarotti non sono tanto le indagini, la magistratura farà il suo corso, ma l’aver tenuto nascosto per mesi le pesanti accuse di abuso d’ufficio all’opinione pubblica. Non si tratta di un fatto privato ma di un problema molto serio che riguarda la collettività e il buon nome della città.

Parole, quelle sulla buona fede, che in questi giorni ricorrono come un mantra, sulle multe cancellate agli amministratori 5 Stelle, sul Regio e chissà in quale altro ambito le si riuscirà a infilare. Forse anche nel caso Ex Stimmatini, sono in attesa che la Procura mi chiami per chiarire come potessero esserci due documenti diversi con la stessa data e stesso numero di protocollo. Oppure di “buona fede” si può parlare anche per le occupazioni abusive, forse anche su Mater, su Tep e chissà quante ancora.

Riguardo alla trasparenza di Pizzarotti sono anni che ne parliamo. L’ultimo caso sono gli atti che per legge non mi possono essere negati e che invece il Sindaco in persona ha ritenuto di non volermi mostrare riguardo al procedimento disciplinare del capo della Polizia Municipale di sua nomina.

Ma si sa, Pizzarotti scambia molto spesso quel che riguarda il pubblico e quanto invece tocca il privato. Per la firma contro la legge antiproibizionista ha detto che si trattava di un fatto privato, peccato che lo abbia fatto in Comune con tanto di fotografie e comunicato così che diviene un fatto pubblico, come primo cittadino.

“Sono per la trasparenza” diceva in campagna elettorale e appena c’è da essere trasparenti si gira, nascondendosi, e fa una telefonata tutta pissi-pissi bao-bao. Esattamente quel che ha fatto nel caso delle nomine al Teatro Regio per cui è indagato: ha cancellato un bando emesso dal commissario Ciclosi per aprirne uno successivo che fa finire in un cassetto per poi ricorrere a una telefonata. Proprio l’idea contro cui il Movimento 5 Stelle e Pizzarotti dicevano di volersi schierare. Eccolo lì il sindaco delle giravolte!

La chiamata diretta, tanto per cambiare, è stata fatta senza i necessari parametri, senza un contraddittorio e senza un minimo spiraglio di democrazia come da tradizione dei 5 Stelle parmigiani. Che dire poi delle pesanti voci di interferenze al momento della scelta? Solo la magistratura potrà dare una risposta.

Il Sindaco disse che la scelta del direttore generale sarebbe stata fatta in base al progetto culturale, una volta nominato il direttore generale ci si accorse che di progetto non c’era la benché minima idea, di cosa fare per il teatro e nemmeno per la città.

Proprio questo è il punto, il tempo ha svelato che questa Amministrazione non ha nessuna idea e nessuna capacità da mettere in campo per una città come Parma.

Pizzarotti ha sempre sostenuto gli espulsi dal Movimento 5 Stelle, una volta eletto ha sempre detto “tenete duro” mentre in campagna elettorale diceva “dimissioni per gli indagati”. Ed ecco una delle sue giravolte a cui negli anni ci siamo abituati, lo stesso motivo per cui non gode più da tempo del consenso dei parmigiani. E’ riuscito a creare disagi anziché risolvere problemi, ha creato nuovi problemi solo per dimostrare di avere una soluzione.

Cosa pretende ora, che il Movimento nazionale gli dica “come sei bravo, come sei buono”? I panni sporchi glieli lascio lavare in casa ma i panni pubblici, quelli di Sindaco e del suo operato, vanno lavati di fronte ai cittadini. Solo in una cosa è riuscito, a far tornare Parma sui titoli delle prime pagine dei giornali per un’altra solenne sputtanata.

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