5 Stelle: "Maestri ha votato contro il taglio delle pensioni d'oro". La replica: "No al linciaggio mediatico"

"Maestri figura tra i 337 che hanno votato contro e di fatto bocciato l'emendamento del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Sorias) che avrebbe consentito un prelievo alle pensioni d'oro ricavando un miliardo e 140 milioni"

"Le scie chimiche colpiscono il PD -esordisce così una nota del Movimento 5 Stelle di Parma. La sindacalista (?) Maestri vota contro il taglio delle pensioni d’oro. Gli effetti delle scie chimiche, tanto amate da Matteo Renzi  quando ironizza sui temi ritenuti importanti dal M5S, devono essersi abbattuti inaspettatamente sugli esponenti parmensi del suo partito. E’ quello che verrebbe da pensare, osservando le improvvise amnesie che colpiscono i parlamentari i parmensi del PD quando premono i tasti nelle votazioni in parlamento. Come poco più di un mese fa Pagliari si scusava, ammettendo pubblicamente di provare vergogna, per non essersi accorto di aver votato a favore della legge-scandalo per le slot machine e contro gli enti pubblici, così adesso la stessa epidemica “incoerenza” deve aver colpito Patrizia Maestri del PD".

LA REPLICA DI PATRIZIA MAESTRI. “Né il PD né tantomeno la sottoscritta, sul tema delle pensioni d’oro, possono essere accusati di incoerenza, anzi. Ricordo che quello proposto del deputato Sorial, bocciato a larghissima maggioranza dal Parlamento, non era affatto un emendamento (e quindi un intervento di modifica della legge) ma una mozione, ovvero un atto di indirizzo parlamentare che pur importante dal punto di vista politico, anche se approvato, non avrebbe avuto alcun effetto concreto, men che meno un prelievo sulle pensioni”. “Per altro” - ha spiegato la Maestri – “le idee dei 5 Stelle sono decisamente discutibili anche nel merito: non mi pare che le pensioni tra i 500 e i 2000 euro lordi al mese possano essere definite “d’oro”, eppure nella loro proposta è previsto un prelievo anche su queste. Altro che attenzione ai ceti meno abbienti! Come per la proposta di Fratelli d’Italia, su cui sta dibattendo la Commissione Lavoro di cui faccio parte, non c’è solo un problema di equità ma anche di costituzionalità di questi prelievi forzosi. Evitiamo di esporre lo Stato ad infiniti contenzioni e affrontiamo i problemi per quello che sono, con determinazione ma anche con la dovuta serietà; come ad esempio abbiamo cercato di fare nella Legge di Stabilità con un prelievo crescente sulle pensioni superiori ai 90.000 euro”. Mi permetto quindi di invitare gli associati al Movimento ad una maggiore attenzione nell’uso del linciaggio mediatico, ormai a loro così familiare. Se vorranno confrontarsi sul merito dei problemi e delle proposte, da parte mia confermo la massima disponibilità, a loro e a tutti i cittadini di Parma”.

"La sindacalista di Trecasal -prosegue il comunicato dei 5 Stelle- deve aver dimenticato i suoi proclami a favore dei ceti meno abbienti e con le sue crociate volte a stigmatizzare i privilegi della politica, votando contro, l’8 gennaio 2014,  l’emendamento del Movimento 5 Stelle. Ricordiamo affermazioni altisonanti in tal senso, come quello di circa un anno fa sulla Gazzetta di Parma: "terapia d’urto contro la crisi: riduzione dell’IMU, piano nazionale per gli asili nido, più risorse ai Comuni". Oltre a parlare della situazione nazionale, Patrizia Maestri lancia una stoccata alla giunta a cinque stelle di Parma, che avrebbe accentuato la crisi con alcune scelte sul welfare. E ancora nel 2011, in qualità di dirigente CGIL con tanto di corteo sfilato sotto i portici del comune: "Non si fa pagare chi ha di più" (9/2011).

L’8 gennaio 2014 le scie chimiche annebbiano la Maestri che figura tra i 337 che hanno votato contro e di fatto bocciato l’emendamento del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Sorias) che avrebbe consentito un prelievo alle pensioni d’oro ricavando un miliardo e 140 milioni per aumentare le pensioni minime di 518 euro all’anno. Forse dovremmo addurre come attenuante che la sindacalista “piddina” non sia la sola a tradire i propri rappresentati, con lei infatti altri 336 dei “soliti noti” appartenenti  al Nuovo Centrodestra di Alfano, Scelta Civica, Udc, Svp, Lega Nord e, “ça va sans dire”, del PD “renziani” inclusi. I seguaci del Matteo nazionale infatti  anche se  si propongono come il nuovo che avanza, hanno confermato anche questa  volta di avere molto  a cuore i “vecchi” privilegi dei Paperoni d’Italia: i partiti.

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Ma non è la prima volta e oltre il danno la beffa. Già nel maggio del 2012, in una famosa votazione al Senato, Pd, Pdl e montiani si fecero in quattro per salvare le pensioni d’oro. E ci riuscirono votando compattamente per salvaguardarle. Ne scaturì una gigantesca polemica nel Paese e l’indignazione dell’opinione pubblica fece loro ammettere l’errore. Ebbene, l’hanno rifatto. Mentre eravamo intenti a riporre l’albero di Natale dopo l’Epifania, hanno rimesso in salvo le “rendite” della casta. Come M5S Parma vogliamo continuare a vigilare su queste sistematiche prove di disonestà intellettuale della politica, dandone opportuno risalto, perché crediamo che i cittadini debbano sapere come agiscono i propri rappresentanti in parlamento al di là dei grandi proclami. Inoltre può rappresentare un utile strumento di orientamento per gli elettori: la prossima volta che andremo a votare, infatti, sarà probabilmente con le preferenze". 

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