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Consiglio, Pizzarotti si smarca ma l'opposizione insiste: 'Venga a riferire'

Dopo la conferenza con la più alta copertura stampa che si ricordi a Parma i consiglieri ribadiscono la richiesta al sindaco di riferire nel Consiglio di oggi, 24 maggio. E Pagliari attacca: 'Pretestuosa la Procura?'

Dopo la conferenza a reti unificate di Pizzarotti, che ha liquidato con poche considerazioni la vicenda della richiesta delle opposizioni
di riferire in Consiglio comunale i consiglieri di minoranza hanno risposto al primo cittadino mediante alcuni comunicati, così come il senatore Pagliari chiamato più volte in causa in quanto autore dell'esposto presentato in Procura sul Teatro Regio, che ha datto avvio all'indagine. Oggi, 24 maggio, in Consiglio comunale vedremo quale sarà la scelta finale di Pizzarotti: se in apertura dirà qualcosa, se -come sostenuto ieri- invece non farà riferimento a nessun elemento che possa coinvolgere le indagini e l'avviso di garanzia. 

PELLACINI: 'SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI' - 'Pizzarotti si arrampica sugli specchi parlando della sua espulsione dal suo non-partito di cui non ce ne importa assolutamente nulla. Federico Pizzarotti, in quanto cittadino e attivista politico, lavi i panni sporchi in casa sua e la smetta di farsi pubblicità personale sui media nazionali.  Venga piuttosto a rendere conto di quanto gli si chiede in Consiglio comunale perché è suo compito, il suo dovere da cui fugge sempre più spesso. Venga a chiarire sul suo avviso di garanzia. Si prenda la responsabilità della mozione della Minoranza rigettata, proprio perché non vuole venire a chiarire cosa sta accadendo. E’ un fatto gravissimo contrario al concetto di democrazia che certo non può capire. Non ci interessano i cavilli legali di un non-partito che adotta un non-regolamento per cui è stato nominato un non-sindaco a Parma. Pizzarotti non era in Consiglio nemmeno alla presentazione del Bilancio, il momento più importante della città. Si dimetta dai 5 Stelle, si faccia espellere, si faccia giudicare dall’inquisizione, chieda udienza al Papa: non importa. Vada in pellegrinaggio o faccia le ferie alle Maldive, non ci interessa. 

Venga in Consiglio, porti alla svelta i documenti dovuti per legge che sta negando da mesi. Si prenda la responsabilità di quanto non ha fatto in quattro anni e non la “scarichi” su qualcun altro, come fa sempre. Non ci interessa quanto sta in carica il direttorio, sono beghe del suo non-partito. Ci dica invece quanti e quali procedimenti penali ha pendenti, nel nome di quella trasparenza con cui si riempiva la bocca anni fa. Ricorda? Dice di essere pronto a collaborare con la magistratura per “chiarire e chiudere” ma a oggi, per quanto se ne sa, non è ancora stato sentito in Procura per un avviso di garanzia consegnato a febbraio, è normale secondo lei Sindaco? Evidentemente non sa che dire.

Pizzarotti parla di regolamenti quando non ha mai tenuto fede nemmeno a mezza regola, nemmeno a quelle scritte da lui stesso. Sindaco, ricorda il referendum popolare che non si è mai fatto a Parma e chiesto a gran voce? Dice di non aver contravvenuto a nessun regolamento mentre ha tradito la fiducia degli elettori, di una città, di chi si aspettava qualcosa di nuovo. Pizzarotti dice di aver “tenuto il fiato sul collo” alle istituzioni. A Parma sono dovuti intervenire i cittadini a tenere il fiato sul collo a un Sindaco che si è sempre negato, con le fiaccolate, le proteste che non sono mai comparse sui media nazionali mentre lui oggi indossa la sua cravatta migliore di fronte alle telecamere. Immagino che Pizzarotti avrà già dimenticato, troppo preso dalle luci della ribalta politica: il San Leonardo, i Genitori Infuriati, quelli degli asili, i comitati, le raccolte firme a cui non ha mai dato peso. Le controdeduzioni le metta su facebook, in padella con un po’ di burro o sott’olio, ce ne importa meno di nulla. Ci dica perché sta distruggendo questa città. La smetta di dire che ha sostegno in privato, sta forse parlando di attivisti di Gela? Di Quarto? Di Livorno? Di quali altri posti? A Parma la gente lo schiva, dove crea problemi solo per far finta di saperli risolvere. Pizzarotti è stato eletto a Parma, se vuole occuparsi di problemi nazionali o di altre città si dimetta e faccia quel che vuole, un pic-nic, una gita in bicicletta. Tanto i cittadini di Parma sanno già com’è la storia.

GIUSEPPE BIZZI: 'RIFERISCA IN APERTURA DEL CONSIGLIO' - Dopo il Movimento 5 stelle, speriamo tocchi ai cittadini di Parma e ai loro rappresentanti. Credo sia doveroso che domani, in apertura di Consiglio, il Sindaco riferisca su tutte le questioni connesse all’avviso di garanzia in merito alla nomina del direttore generale del Teatro Regio. Sarebbe paradossale se, proprio nel massimo organismo democraticamente eletto, il primo cittadino non trattasse l’argomento che da due settimane affronta con conferenze stampe e interviste e che ha portato Parma a una ribalta nazionale tutt’altro che positiva, facendo scontare alla città non solo l’ipotesi di reato ma anche le divisioni del Movimento 5 stelle. Non ho firmato la mozione degli altri gruppi di opposizione che chiede la revoca dei consiglieri del Regio, perché credo sia necessario e onesto intellettualmente difendere la responsabilità della politica di distinguere caso per caso davanti a indagini che ancora non sono arrivate a un rinvio a giudizio o a un’archiviazione. Le differenze con le opportune dimissioni del cda di Parma Gestione Entrate sono, dal mio punto di vista, evidenti: per il tipo di reati contestati, per la possibilità di una loro reiterazione, per la delicatezza di un servizio che richiede un rapporto fiduciario senza ombre con i cittadini. Il Sindaco però non può esimersi dal riferire al Consiglio su due punti politici e amministrativi fondamentali. Il primo è una spiegazione chiara e esaustiva, che mai è stata data, sul perché il cda del Teatro Regio abbia scelto il direttore al di fuori di delle autocandidature e del lavoro svolto dalla commissione incaricata dallo stesso cda. Il secondo punto riguarda il perché il Sindaco non abbia comunicato alla città che lo ha eletto di essere indagato: la semplice notizia con i commenti del caso, senza bisogno di pubblicare nessun documento né di coinvolgere altri. Non chiarire domani questi punti, o altri che il Sindaco ritenga opportuno affrontare, sarebbe un gesto di chiusura  e arroganza non solo verso il Consiglio ma verso la città tutta che merita una “controdeduzione” almeno uguale, per accuratezza e esaustività, a quella inviata al Movimento 5 stelle. 

GIORGIO PAGLIARI: PRETESTUOSA LA PROCURA? L’art. 50 c.p.p. stabilisce che il Pubblico Ministero esercita l’azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione. Pertanto, dire che l’esposto è pretestuoso significa – esclusivamente – dire che l’azione del P.M. è pretestuosa perché, se ha ritenuto di sviluppare l’indagine, è il P.M. che ha ritenuto non palesemente infondata la ipotesi della sussistenza di un reato. Il Sindaco smetta di dire inesattezze o si faccia leggere il codice di procedura penale. L’avviso di garanzia gli è stato notificato perché, evidentemente, l’indagine è arrivata al compimento di un atto al quale il difensore ha diritto di assistere (art. 369 c.p.p.). Crede davvero che nessuno si accorga che del “pasticciaccio di via Garibaldi” (sede del Teatro Regio), che è questione politico-amministrativa a prescindere dal problema penale, il Sindaco non vuol parlare perché non sa come giustificarsi?

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