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La difesa di Federico: 'Il Regolamento? Mai approvato da un'assemblea'

Il primo cittadino 'assediato' dai giornalisti in Sala stampa: "L'obiettivo principale è finire il mandato, c'è una città da amministrare. Non penso a nessuna lista civica e Renzi, come qualcuno forse ha detto, non mi telefona tutti i giorni e nemmeno gli altri" 

Come abbiamo imparato in questi giorni per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti la miglior difesa è l'attacco, ma non frontale. Anche oggi, lunedì 23 maggio, la conferenza stampa del primo cittadino a reti unificate, davanti all'assedio dei giornalisti cartacei e televisivi dei network nazionali, l'eletto dei 5 Stelle Pizzarotti, ha utilizzato la platea mediatica per parlare dell'attività della Giunta ma soprattutto per offrire una possibilità al Movimento, una riflessione per arrivare ad un cambiamento. Di fianco all'attacco, spinto come sempre contro "l'anonimo staff", soprattutto contro Di Maio e Fico, senza mai cadere nell'attacco personale, c'è lo spazio per la proposta, con l'idea di un protagonismo da rilanciare all'interno del Movimento che si pone l'obiettivo di accreditarsi come una delle voce più influenti dello stesso. 

"IL REGOLAMENTO NON E' STATO APPROVATO DA NESSUNA ASSEMBLEA"- "Queste cinque pagine rispondono alle affermazioni fatte ma hanno anche una parte con riflessioni per il futuro del Movimento, fatta di roposte per trovare soluzioni ai problemi gestionali da parte del Direttorio. E' paradossale il fatto che in dieci giorni nessuno mi ha telefonato, nessuno si è fatto vivo. Sarebbe stato qualcosa di dovuto. C'è una parte di cittadini ma ci sono anche gli attivisti di tutta Italia, solo ieri è uscito un documento in nostro sostegno. I punti salienti sono: noi della trasparenza abbiamo fatto una bandiera, a livello di Comune continuiamo a pubblicare documenti che non sono dovuti per legge. Non bisogna dare però delle interpretazioni personali per quanto riguarda la trasparenza. Questo ampiamento di esposizione mediatica ha fatto gioco al Pd. Lo statuto è l'unico documento è l'unico a essere riconosciuto come regolamento e qui non si parla di procedure di sospensione ma di requisiti e non si è violato nessuno di questi principi. Il regolamento non è mai stato approvato da nessuna Assemblea e non ha quindi validità. Anche volendolo leggere quello che è scritto per la sospensione non è stato violato. Poi c'è il regolamento per il Senato, che si applica ai parlamentari eletti, che parla di rinvio a giudizio o di condanne: anche se lo prendessimo in considerazione non lo avremo violato. E' proprio la procedura di sospensione che non dovrebbe essere presa in considerazione".

"INCHIESTA ABBIAMO TUTELATO I DIRITTI DEGLI ALTRI COINVOLTI"  - L'avviso di garanzia; nessuno lo ha taciuto: per prima cosa abbiamo tutelato i diritti costituzionali delle altre persone coinvolte. Mi chiedo come dei consiglieri comunali pensano di poter utilizzare questa scusa, anche perchè i loro rispettivi partiti hanno detto che non potevano chiedere le mie dimissioni. Il Consiglio comunale non è l'inquisizione quindi non è difficile pensare che se si parlasse della mozione proposta dalle opposizioni non si cadrebbe su temi che non c'entrano con il Consiglio. Quindi per prima cosa abbiamo parlato con la Magistratura e ora vogliamo fare le nostre controdeduzioni: è corretto che la Magistratura indaghi. L'altro tema è quello di non aver avuto contatti con il Direttorio da mesi: abbiamo pubblicato solo una piccola parte dei contatti che abbiamo cercato di prendere con Di Maio e Fico". 

"HO MANDATO GIU' TANTO' - "In questi anni più di una volta ho mandato giù tante cose, penso a chi mi diceva che avevo manie di protagonismo, ai tanti post sul blog di Grillo nel 2014, penso ai posti di alcuni eletti, come Bugani, penso ai tanti che anche in Consiglio Regionale e in Parlamento, citando fatti travisati e sintetici, hanno comunque piuttosto che tendere una mano, provato a gettare ombre. Se questo è quello che siamo diventati è veramente una brutta immagine. Penso invece che questa sia l'occasione per sanare tutto quello che è stato, per farlo davanti a tutte le persone che ci stanno guardando da tutta Italia. Noi la credibilità ce la costruiamo soprattutto con chi non ci ha votato. Andando in giro in città e fuori non sapete le persone che hanno detto 'Tenete duro e andate avanti' e questo è sintomatico. Fa fatta chiarezza, va data un'immagine diversa".

"ANDIAMO AVANTI, C'E' UNA CITTA' DA AMMINISTRARE" - "Dobbiamo far vedere a tutti che siamo diversi nei fatti. Noi comunque andiamo avanti, abbiamo una città da amministrare, abbiamo cittadini che contano su quello che stiamo facendo e noi lo faremo fino in fondo. Non sto pensando a niente che vada aldilà di quello. Non mi interessano liste civiche, non mi chiama Renzi tutti i giorni come forse ha detto qualcuno, non mi chiama neanche nessun altro. Questo è il nostro obiettivo: tutto il resto ce lo dirà la Storia". 

CONSIGLIO ED OPPOSIZIONI - "Pagliari? Non è detto che sia l'unico che ha detto cose che danneggiano la Fondazione Teatro Regio. Il posto più adatto per parlare dell'avviso di garanzia è la Procura, non il Consiglio comunale. Il magistrato decide in base ad atti e fatti che non sono messi in mezzo al Consiglio comunale perchè ci sono modalità, rispetto non solo a me ma anche a tutti gli altri che non devono essere messi in mezzo, ma non rispetto al lavoro di altri e non rispetto all'indagine in corso. Il Consiglio è il luogo in cui dibattere di mozioni e delibere che hanno obiettivo il beneficio della collettività, non lo scredito dell'Amministrazione, Questo deriva da una visione distorta che è passata in alcuni membri politici in tutta Italia. Abbiamo la responsabilità di riportare quella che è la retta via per amministrare".

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