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Pizzarotti sbotta: "Da uomo libero lascio il Movimento 5 Stelle"

La decisione era nell'aria ed è stata ufficializzata nella mattinata del 3 ottobre in una conferenza stampa: "Rifarei tutto quello che ho fatto, non sono stato io a cambiare, ma è stato il Movimento ad abbandonare gli ideali"

Pizzarotti lascia il Movimento 5 Stelle. Lo ha ufficializzato la mattina del 3 ottobre durante una conferenza stampa, affollata da giornalisti e fotografi, in Comune. "A differenza del solito, del mio tono e del mio modo, sarà abbastanza difficile parlare questa volta". Attacca così il primo cittadino di Parma: "Non è semplice fare questo passo, ma qualcuno doveva pur farlo. Rispetto ad avere il coraggio di prendere una decisione, ho dovuto farlo, quel passo che nessuno ha voluto fare. Non si è voluta ricomporre una situazione che si poteva semplicemente discutere, ci è stato vietato fare questo passo. Ci si poteva sedere intorno a un tavolo e parlare. Tantissimi attivisti hanno consigliato di ricomporci, di fare un passo ulteriore verso l'unità di intenti. Dopo 144 giorni dalla sospensione del provvedimento nessuno ha pensato di chiamare". 

"Il 144esimo giorno da una sospensione illegittima - dice PIzzarotti - non compresa nel regolamento, è volato via così. Stiamo parlando del nulla. Il regolamento adesso è in corso di revisione, non si sa chi lo ha proposto, una volta ne discutevamo in rete, adesso si raccolgono le firme di chi è iscritto, ma noi non sappiamo neanche chi sono gli iscritti. Sono l'unico sospeso di Italia, senza spiegazioni. E' come ai lavori forzati: 12 mesi o 24 mesi, ma per cosa? Perché? Questo ci lascia perplessi. Quello che ho sempre voluto rappresentare, dal 2009 in poi, è stato sempre quello che potevamo essere se avessimo avuto il coraggio di fare le cose. Ringrazio Beppe Grillo senza il quale non mi sarei alzato dal divano e non sarei davanti ai miei cittadini oggi. Ma ci tengo a dire che sono sempre stato un uomo libero, che ha fatto tanti passi in molte direzione e in virtù di tante responsabilità. E siccome sono un uomo libero, non posso che uscire dal M5S, perché non si basa sui principi di criticità, di libertà. Adesso siamo quelli che vanno nei direttori. Da quelli che volevano aprire i Comuni e il Parlamento, siamo diventati quelli delle stanze chiuse. Rigrazio tutte le persone che in questi quattro anni e mezzo ci hanno messo il cuore in un momento incattivito dal punto di vista umano. Sono stato lasciato solo, solo perché etichettato come 'meno grillino', un'etichetta che non sopporto, perché noi non siamo repliche. Non ho mai accettato di aver paura. Bisogna dire le cose senza urlare, senza alzare la voce, Grillo adesso è un megafono, sono stato anche tacciato di rovinare il movimento. Io non ho mai avuto paura, paura di cambiare. Noi pensiamo profondamente che i nostri ideali non siano cambiato. Il nostro obiettivo non è cambiato, è cambiato quello del M5S, se fino a 5 anni fa si fosse parlato di capo politico tutti si sarebbero scandalizzati, oggi invece l'idea del capo politico è accettata. Io voglio sempre cambiare la persona che ho di fronte, tanti parlamentari ad esempio, no".

"Continuerò a lavorare per la mia città, non trascuro il Comune in cui sto almeno dodici ore, lo chiudo io il Comune. Sto facendo il mio lavoro, è normale avere qualcuno che la pensa in maniera diversa da te, ma siamo uniti. Quando siamo nati l'idea era di includere le persone, - dice in conferenza stampa Pizzarotti - adesso non abbiamo più una coscienza critica, mi sono stufato di farla da solo. Mi sento sindaco dal primo giorno, perché sono stato attaccato dal primo giorno quando dicevo di essere sindaco di tutti e non solo dei sostenitori del M5S. Sono stato isolato perché ho dato priorità alla città, non al M5S. Abbiamo fatto delle scelte che andavano in una direzione equilibrata. Abbiamo ridotto il debito, abbiamo cancellato la parola default. Abbiamo fatto più di 150 milioni di investimenti, eliminato l'amianto dalle scuole, investito in strutture. Se altri hanno fatto debiti noi non possiamo permetterci di estinguerli. Abbiamo investito anche nell'attività antisismica e a livello nazionale Parma non viene mai citata, quando sentiamo parlare ancora di ponte sullo Stretto... . Siamo diventati primi nella raccolta differenziata, e qui ringrazio l'Assessore Folli. Abbiamo fatto rete tra i Comuni, non siamo riusciti a farla all'interno del Movimento. Dal Movimento della rete, della collaborazione passiamo a quello che si è dimenticato le regole. Non mi riconosco assolutamente nel M5S, siamo come gli oltranzisti negli altri Comuni. Diciamo 'no' a prescindere. Di tutto quello che abbiamo fatto, sul blog non c'è scritto nulla. Siamo la città che ha avuto il riconoscimento Unesco per la gastronomia. Perché non lo si dice? Mi dispiace soprattutto per gli attivisti, che ci credono".WhatsApp Image 2016-10-03 at 12.13.18-2

PIZZAROTTI ATTACCA GRILLO - "La codardia di non dare una risposta, di non fare una telefonata va cercata nel direttorio che si è messa dietro al garante. Dopo Palermo e il capo politico che abbiamo voluto aspettare, la mia è diventata una decisione improcrastinabile. Ce lo diremo tra qualche anno, o qualche tempo, perché il tempo è galantuomo. Noi andiamo avanti come sempre, perché non c'è nessuna crisi di maggioranza. Siamo andati avanti compatti, pur nel silenzio generale mediatico. Ai miei cittadini dico grazie per la pazienza che hanno portatao soprattutto per accuse arrivate dal contesto nazionale. Aver visto dei titoli tipo: "Indagato..." in caratteri cubitali e vedere ancora "Assolto..." scritto in piccolo, mi ha dato fastidio. E penso che abbia dato fastidio anche ai cittadini di Parma. Il Movimento si dovrebbe vergognare, la mia città è stata sempre al primo posto, se avessi voluto una facile candidatura per fare il Parlamentare mi sarei allineato come hanno fatto gli altri che aspettano il 2018 per scalare posizioni. Andare in Tv e farsi dei selfie è più facile, certo, ma almeno modificate il regolamento che vieta di andare in tv. Questo passaggio era dovuto, e penso di fare un favore al garante che ancora una volta sarà contento di non decidere. Questa non è una resa, ma un dimostrare che la responsabilità noi ce la prendiamo sempre e non arretriamo mai". 

LISTA CIVICA? NON C'E' NIENTE - "Dicono che io sia pronto a fare la lista civica con il PD. Non c'è nessuna previsione in questo senso, ancora dobbiamo decidere se cadnidarci o no. Io sarei stato felice di ricandidarmi con il M5S, penso che la differenza la facciano ancora le persone e l'umanità che il Movimento ha perso. Noi usiamo come slogan 'Nessuno rimanga indietro' e i primi a rimanere indietro siamo noi. Gradirei che finissero le invenzioni dei giornalisti, secondo cui io avrei parlato con Civati ecc. Il cappello sulla mia testa è difficile metterlo. Io sono libero di decidere il da farsi con i miei consiglieri. Non c'è nessuna lista civica o partito a livello nazionale. Ho sempre lavorato per il mio Comune, il mio obiettivo rimane questo".

INCENERITORE E DOMANDE - "Ci tengo a dire che sto uscendo io e non il gruppo consigliare - spiega Pizzarotti in conferenza stampa -. Non mi prendo responsabilità per altri. Noi faremo discorso legale per un regolamento che non esiste, mi sembra una magra consolazione. Il trattamento che ho ricevuto potrebbe invece essere oggetto di analisi, ma non mi piacciono queste cose. Siamo stati tra i primi in Italia a mettere online ogni delibera e determina, che è l'atto dirigenziale che indica il rispetto di spesa per il Comune. Abbiamo la massima trasparenza nei confronti di tutti e questo ci ha provocato anche qualche problema nell'interpretazione di dati. Non ho visto però centinaia di cittadini leggere queste determine per aiutarci a fare le pulci a chi comanda. Nel 2012 dicevamo di mettere le telecamere e controllare. Bene, noi siamo qui per farci fare le pulci. Il bilancio partecipativo andrà prossimamente in consiglio comunale. Ci prendiamo critiche e responsabilità, abbiamo però preso dei premi. L'inceneritore? Non abbiamo mai detto che siamo a favore e faremo di tutto per fermarlo. Remeremo contro, abbiamo fatto tutti i ricorsi legali possibili. Nel 2013 ho subito pressioni e messaggi sgradevoli dalla Casaleggio per chiudere la nostra esperienza. Allora come oggi non possiamo non pensare a  una città in default, comunque la si voglia pensare, l'inceneritore pur essendo il baluardo di una politica italiana sbalgiata, rappresenta cinque righe in sessanta pagine del nostro programma elettorale. Siamo andati avanti per la responsabiltà  nei confronti dei nostri cittadini".

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