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Politiche giovanili, Vignali: “Parma non è pronta per essere Capitale europea dei giovani”

Tra i punti principali del decalogo la costruzione di un hub sull’esempio di altre realtà virtuose come per esempio il Mind a Milano, nella zona dell’ex scalo merci, oggi luogo completamente abbandonato e degradato

“Riteniamo che una candidatura di Parma a Capitale europea dei giovani sia una forzatura. Un’amministrazione, prima di cercare delle medagliette, deve affrontare i problemi e risolverli con degli atti concreti, cosa che a oggi non è ancora accaduta. Per questo già a dicembre, durante l’iter di approvazione del bilancio, abbiamo presentato due articolate mozioni sulle politiche giovanili che, purtroppo, non sono state approvate. Noi invitiamo l’amministrazione a cambiare strada, in questi mesi sono stati fatti solo tavoli e annunciati degli eventi, ma in bilancio non ci sono investimenti e progetti concreti per le politiche giovanili”. Queste le parole di Pietro Vignali, capogruppo della lista che porta il suo nome, che in mattinata ha presentato le proprie linee guida per le politiche giovanili stampa, assieme alla consigliera Virginia Chiastra. Tra i punti principali del decalogo la costruzione di un hub sull’esempio di altre realtà virtuose come per esempio il Mind a Milano, nella zona dell’ex scalo merci, oggi luogo completamente abbandonato e degradato. L’hub sarebbe uno spazio per la creatività, l’impresa, la ricerca e lo studio, l’innovazione, dove i ragazzi della città potrebbero sviluppare le proprie idee in autonomia, grazie alla collaborazione delle categorie produttive e dell’amministrazione. Altro punto importante è la riforma sistematica dell’InformaGiovani oggi - secondo i consiglieri assolutamente inefficace - e la contestuale creazione di un’unica “agenzia per il lavoro”. Per Vignali e Chiastra, deve esserci maggiore e costante contatto in un’ottica di occupazione giovanile tra la scuola, l’università, l’alta formazione, le associazioni di categoria e le imprese.

Per questo il decalogo prevede anche che il pubblico debba supportare e facilitare l’incontro tra domanda e offerta, anche con politiche di sgravi fiscali (riduzione delle tasse comunali) per le imprese che assumono under 30. Vignali ha poi ribadito la necessità di realizzare un palaeventi per manifestazioni culturali e sportive: “Oggi in bilancio ci sono 6 milioni di euro per il Palasport che serviranno solo per sistemare il tetto. In questo modo non si aumenta la capienza e la struttura rimarrà una palestra di periferia inadatta a ospitare concerti nel periodo invernale. E Parma sarà tagliata fuori da questo circuito”. Altra idea contenuta nel decalogo è quella di riformare il sistema dei centri giovanili nei quartieri e di rilanciare il modello “via Farini” estendendolo anche ad altre strade della città come via Garibaldi e via Bixio, con le pedonalizzazioni strutturate di alcuni tratti con politiche di arredo urbano. “Oggi Parma non offre molto la sera e l’unico modo per non costringere i ragazzi ad andare altrove per soddisfare i propri bisogni di svago e divertimento è renderla più attrattiva - ha dichiarato Vignali”.

“Parma non è una città per giovani – ha proseguito Virginia Chiastra – i ragazzi hanno bisogno di luoghi in cui trovarsi sia a livello associativo che imprenditoriale e oggi ci sono molte difficoltà per trovare luoghi gratuiti dove riunirsi. Candidare Parma per un ruolo così importante mi sembra eccessivo. Per i giovani servirebbero più spazi per lo sport anche destrutturato nei quartieri e nei parchi. A livello culturale non si organizzano mai eventi a misura di ragazzi. È stato così anche quando la città ha avuto grandi opportunità essendo Capitale Italiana per la Cultura. Noi pensiamo che lo sport sia un fattore di crescita e di socialità. Per questo bisogna migliorare anche gli impianti che ci sono nei parchi, pensiamo per esempio ai campi da basket in Cittadella quasi impraticabili – ha spiegato Chiastra”. “Infine - ha concluso Vignali – c’è il problema della sicurezza. Crediamo che gli street tutor non bastino per contrastare il fenomeno delle baby gang. Bisogna intervenire, anche perché spesso le vittime sono minori. Si sa dove e quando avvengono frequentemente questi fenomeni, per questo bisogna fare molto di più”. I consiglieri hanno infine annunciato l’organizzazione di una giornata di approfondimento in cui verranno presentate le “best practice” nell'ambito delle politiche giovanili a livello italiano, il Mind di Milano e saranno organizzati incontri tra giovani e imprese. Infine ci sarà spazio per i ragazzi con “Parma vista dai giovani”.

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