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"Ponte Nord: la vigilanza disposta dal Comune costa 456 euro al giorno"

"L'auto che staziona in pianta stabile in zona ponte ha infatti un costo di 19 euro all'ora, che tradotto significa 456 euro al giorno"

"Una delle prime mozioni -si legge in una nota del consigliere Roberto Ghiretti- a me presentate in Consiglio comunale ad inizio mandato fu quella volta a capire quale utilizzo sarebbe stato fatto del Ponte Nord. Mi fu chiesto di non discuterla in quel momento poiché erano in corso contatti con il Ministero e la situazione sarebbe presto cambiata. Ad oggi sto ancora aspettando una qualche novità. Sbaglierebbe però chi pensasse che in questi quattro anni la Giunta Pizzarotti non abbia fatto nulla. Pur non avendo assolutamente trovato una soluzione all'utilizzo della struttura ha infatti investito circa 800mila euro per realizzare le vetrate e, soprattutto, ha disposto il presidio del ponte da parte di una società di vigilanza privata 24 ore al giorno. Quest'ultima iniziativa risale al 20 giugno scorso ed è stata oggetto di una mia interrogazione specifica all'assessore Casa. La risposta mi ha lasciato a dir poco perplesso. L'auto che staziona in pianta stabile in zona ponte ha infatti un costo di 19 euro all'ora, che tradotto significa 456 euro al giorno. Ad oggi sono stati spesi dunque circa 50mila euro per presidiare una struttura vuota, sulla quale non esiste un progetto e per la quale si è abbondantemente dimostrato il massimo disinteresse. Nella sua replica l'assessore ha spiegato, a mo'; di giustificazione, che questo costo è sostenuto dalla Stu Authority, come se non sapessimo che questa società, in liquidazione dal 2014, è partecipata al 100% dal Comune di Parma. Si tratta in definitiva sempre di soldi della collettività! Dunque in quattro anni sono stati spesi 850mila euro letteralmente per nulla. Capisco che le autorizzazioni ministeriali non sono evidentemente arrivate, ma in tutto questo tempo si sarebbe potuto almeno aprirla, cosa che era stata promessa nel 2014, e cominciare ad utilizzarla per attività temporanee. Si sarebbe insomma potuto lavorare per riempire di contenuti quello che ad oggi rimane un guscio vuoto e si sarebbe magari potuto aprire il vicino parcheggio e la relativa viabilità. Invece si è scelto, come nel caso del Teatro dei Dialetti, di abbandonare la struttura per poter dire “guardate lo spreco delle passate amministrazioni”; sia chiaro però che per me lo spreco è lasciare andare in malora edifici realizzati per incapacità progettuale o peggio per un cinico calcolo politico".
 

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