ponte sul po, disagi e crisi nel territorio.

Colorno è allo stremo. I cittadini pure.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“..e vissero tutti infelici e contenti”. Sembra l’epilogo agro-dolce di una vicenda che continua a paralizzare un intero territorio, tanto discussa ma ancora irrisolta. Fiumi di parole si sono spese e si continuano a spendere sulla chiusura del ponte che collega Colorno a Casalmaggiore. Dal 7 settembre 2017; da quando il ponte ha chiuso i battenti nulla o quasi è stato fatto. Si sono fatte tante proposte ma nessuna attuata davvero. Si era parlato di stanziamenti atti alla sua provvisoria riparazione in attesa di realizzarne uno nuovo. Si era parlato di migliorare le tratte dei bus e dei treni per concedere un pò di respiro ai tanti pendolari che ogni giorno devono raggiungere l’altra sponda del PO per recarsi a lavoro. Sono stati fatti incontri su incontri con Sindaci, province, regioni e ministri, per cercare la chiave di un arcano moderno, che forse con un pò di volontà si potrebbe risolvere con meno fatica. Tempo è passato, e 4 mesi di chiusura sono tanti. Sono tanti per i commercianti che non vendono più. Sono tanti per i pendolari che devono triplicare il loro tragitto ogni giorno arrivando a spendere anche mille euro in più all’anno di carburante. Ormai siamo a Gennaio, e anche le feste natalizie sono andate. L’albero di natale è stato smontato e le luminarie tolte dai balconi, riportando il buio perenne sulla bassa est. Il presidente della provincia Fritelli, ricorda il passaggio ad ANAS della gestione di strade provinciali, Asolana e Ponte e che quindi spetta ad ANAS costruirlo. Per mettersi in moto ovviamente occorrerà un bando. Tempistiche di un anno di attesa solo per decidere chi dovrà costruirlo. Ad oggi purtroppo la situazione è peggio di quanto si scriveva qualche mese fa. Di quando appena predisposta la chiusura del ponte, Fratelli d’Italia Colorno si era immediatamente mobilitata per chiedere mezzi di trasporto e sgravi fiscali per i commercianti. Richieste inascoltate o quasi. Autobus per Casalmaggiore se ne contano sulla punta delle dita, e la gestione del servizio è abbastanza discutibile. Dall’acquisto del biglietto agli orari di partenza, alle fermate. I treni sono costantemente in ritardo, a volte si fermano sui binari per diverso tempo. Sono sporchi e i bagni sono quasi sempre inutilizzabili. Le “stazioni” anche peggio. Spesso abbandonate e senza la dovuta illuminazione. A volte degradate come quella di Mezzano Rondani e la zona ex/carico scarico merci ferroviaria di Colorno. In un momento di reale difficoltà per il nostro territorio, sono a chiedere pubblicamente che almeno TEP e TRENORD si impegnino a fare la loro parte con maggior serietà. Che si impegnino a migliorare il servizio di cui paghiamo biglietto. Che vengano adeguatamente informati i cittadini sugli orari e le modalità dei bus per Casalmaggiore. Che vengano aumentate le corse. Che le stazioni vengano ripulite, adeguatamente illuminate e messe in sicurezza. Nell’attesa di risposta ufficiale di TEP e TRENORD, sul ponte qualcuno continua a passare. A piedi o in bicicletta nel buio totale per raggiungere con tutti i rischi possibili, la meta ormai tanto desiderata. E’ il momento che i preposti organizzino un incontro pubblico per dare definitiva e ufficiale soluzione al problema indicando tempistiche certe. Colorno non può più aspettare! Nicola Scillitani Coordinatore comunale Fratelli d’Italia

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