Regionali, sfida Bonaccini-Borgonzoni: gli scacchieri in campo

Ad un settimana dal voto che porterà 146 mila parmigiani alle urne il 26 gennaio fronte aperto tra gli 84 aspiranti consiglieri per l'Assemblea Legislativa, tra nuovi nomi, amministratori storici e vecchie conoscenze...

Tra poco più di una settimana, domenica 26 gennaio, circa 146 mila parmigiani saranno chiamati al voto per la scelta del prossimo presidente della Regione Emilia-Romagna e per il rinnovo dell'Assemblea Legislativa regionale. Sono ottantaquattro le candidate e i candidati di Parma, che si sfideranno a colpi di preferenze sulla scheda. Sei liste sostengono la candidata Lucia Borgonzoni e sei il candidato e presidente uscente Stefano Bonaccini. 

Gli altri cinque candidati alla carica di presidente della Regione Emilia-Romagna, invece, avranno una lista a testa: Simone Benini è sostenuto dal Movimento Cinque Stelle, Marta Collot da Potere al Popolo, Laura Bergamini dal Partito Comunista, Stefano Lugli è sostenuto dall'Altra Emilia-Romagna, Domenico Battaglia dalla lista "3v-Vaccini vogliamo verità".

Lo scacchiere parmigiano delle candidature vede innanzitutto i consiglieri regionali uscenti Massimo Iotti, Barbara Lori e Fabio Rainieri come candidati rispettivamente per la liste del Partito Democratico - con Iotti capolista -, e come capolista nella lista della Lega. La loro rielezione all'interno dell'Assemblea Legislativa è molto probabile. Anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca Simona Caselli è candidata nella lista del Pd: in caso della vittoria di Bonaccini e della sua conferma all'interno della Giunta Regionale, potrebbe lasciare spazio  - in caso di elezioni - ad un altro consigliere della sua lista.

A completare la lista del Pd ci sono Matteo Daffadà, vicesindaco di Borgotaro e Pasquale Gerace, assessore a Salsomaggiore Terme. Le novità di queste elezioni regionali, per quanto riguarda il centrosinistra, sono la lista Emilia-Romagna Coraggiosa, capitanata a Parma da Mario Boschini, coordinatore dell'Associazione Nazionale Comuni Virtuosi, e la lista Bonaccini Presidente, il cui capolista è Giovanni Marani, ex-assessore allo Sport della giunta Pizzarotti. In lista anche l'attuale assessore alla Partecipazione e ai Diritti dei Cittadini, Nicoletta Paci.

Nella compagine che sostiene Bonaccini c'è anche un altro componente di Effetto Parma, il gruppo consigliere di maggioranza in Consiglio Comunale a Parma: Marco Maria Freddi, capolista di +Europa. Il sindaco Pizzarotti, fondatore e presidente del partito Italia in Comune, dà subito ha espresso la sua posizione a favore della candidatura di Bonaccini ma ha scelto di non presentarsi direttamente all'interno della lista civica in sostegno del presidente uscente. Alcuni esponenti di Italia in Comune però sono candidati all'interno della lista Bonaccini Presidente, in sostegno al presidente uscente. 

Lo scontro mediatico tra Salvini e Pizzarotti, già in corso e alimentato dalla presenza del leader della Lega a Parma, in sostegno alla candidatura di Lucia Borgonzoni, ha sicuramente contribuito, da una posizione esterna, alla campagna elettorale di Stefano Bonaccini, di cui Pizzarotti ha tessuto le lodi già dai tempi dell'alluvione del Baganza nel quartiere Montanara, nell'ottica di una collaborazione istituzionale aldilà dei partiti di appartenenza. Il legame tra i due si è stretto recentemente anche per l'inaugurazione di Parma Capitale della Cultura. Anche se il primo cittadino ha più volte espresso la sua volontà di rimanere a governare Parma non è escluso che Bonaccini, in caso di elezione, lo possa volere alla sua corte per gestire uno degli Assessorati chiave della futura giunta regionale. 

Per quanto riguarda le liste di centro destra che sostengono Lucia Borgonzoni va segnalato il ritorno sulla scena politica locale di Gianpaolo Lavagetto, ex Assessore della giunta Vignali come capolista della lista civica Borgonzoni Presidente. Lavagetto, che aveva sostituito l'ex capogruppo del Pdl Luigi Villani come componente dell'Assemblea Legislativa regionale dopo il suo arresto per l'inchiesta Pubblic Money. La Lega schiera come capogruppo l'attuale consigliere regionale, Vicepresidente dell'Assemblea Legislativa ed ex deputato Fabio Rainieri, che verrà molto probabilmente rieletto e l'attuale consigliere comunale e segretario provinciale della Lega Emiliano Occhi. 

Il voto del 26 gennaio sarà fondamentale anche per la città di Parma, per capire se gli equilibri, a livello locale, cambieranno. Nelle ultime elezioni politiche il partito che aveva ottenuto più voti, nonostante la mancata elezioni in Parlamento di Lucia Annibali era stato il Pd con oltre il 24% dei voti, al secondo posto la Lega con il 21% mentre alle elezioni Europee del maggio 2019, per quanto riguarda Parma, la Lega aveva ottenuto il 31,6% dei voti, battendo il Pd che si era fermato al 29,5. Una tendenza, quella del voto dei parmigiani verso la Lega, che è incrementata nel corso degli ultimi anni. Dopo il 26 gennaio vedremo se il Pd, sull'onda della fiducia al presidente Bonaccini, riuscirà a ridurre il gap con il partito dell'ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

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