Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Regionali, Bonaccini: "Il Pd parte davanti, ma occhio a chiacchiere e litigi"

"A Parma (seconda città per abitanti della regione) il Pd e il centrosinistra sono tornati a governare dopo oltre vent'anni, soltanto due anni fa con l'affermazione di Michele Guerra"

Stefano Bonaccini conferma il proprio ottimismo sulle regionali in Emilia-Romagna e assicura: il centrosinistra parte "in vantaggio" per le regionali d'autunno. L'Emilia-Romagna, scrive il governatore sui social, "è certamente contenibile ed il vento di destra soffia forte ovunque, ma qui abbiamo idee, progetti e classe dirigente con cui costruire una solida e larga alleanza per continuare a battere la destra. L'importante è non parlarsi addosso e mettersi subito al lavoro. Forza e coraggio", è lo stimolo del presidente che nei prossimi giorni si dimetterà per approdare all'Europarlamento. Il dem parte da una considerazione: non ci sono più luoghi 'sicuri' dal punto di vista elettorale. "E peraltro - rileva - non è che la sinistra o il centrosinistra debbano vincere per diritto divino in Emilia-Romagna. Qualcuno ricorda che Bologna si perse nel 1999? Non propriamente due giorni fa. Oppure che a Parma (seconda città per abitanti della regione) il Pd ed il centrosinistra sono tornati a governare dopo oltre vent'anni, soltanto due anni fa con l'affermazione di Michele Guerra?

Eppure, prosegue Bonaccini, "andrebbe registrato che negli ultimi due anni, in Emilia-Romagna, il Pd ed il centrosinistra hanno vinto e oggi governano ben otto capoluoghi su dieci (erano sei pochi anni fa) e ben 20 su 22 città con oltre 30.000 abitanti (erano 14 pochi anni fa), con un'avanzata importante, mentre nel paese e in Europa soffiava e soffia un vento forte di destra. E ci si chieda perché nei sondaggi, fossi ricandidato per la terza volta, sarei stabilmente oltre il 60% delle intenzioni di voto". Certo "sono intenzioni di voto - aggiunge - ma il record di 270.000 preferenze alle ultime elezioni europee significherà qualcosa. Che al di là dei miei presunti meriti, è stato un premio al lavoro corale di tanti, in questi dieci anni. Perché nonostante un terremoto, una pandemia e un'alluvione devastanti, l'Emilia-Romagna oggi è più forte di prima ed è la regione più attrattiva e innovativa del paese". Detto questo, "abbiamo problemi da risolvere? Certo. Ci sono difetti da correggere? Assolutamente sì. Serve che chi verrà dopo di me debba migliorare ciò che non va e innovare, perché nel mondo contemporaneo fermarsi significa arretrare? Assolutamente sì. Ma io penso che il Pd ed il centrosinistra alle prossime elezioni regionali partano in vantaggio. Per i risultati comunque ottenuti, per i primati in tante classifiche raggiunti, per la solidità ed unità di una maggioranza che in dieci anni non si è mai divisa una sola volta, consapevole che più che a se' stessi ed ai propri protagonismi serva sempre rispondere agli elettori che ti hanno dato fiducia per governare e decidere, piuttosto che litigare e chiacchierare". 

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