Emilia-Romagna Coraggiosa: ecco i candidati parmigiani

Matteo Angri, Marco Boschini, Silvia Massera, Anna Rita Maurizio. In corsa anche Maurizio Ghisoni

Emilia-Romagna Coraggiosa ha scelto il Fuori Orario per lanciare la sua proposta politica in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio. Oltre 300 persone da Reggio Emilia e da Parma hanno raggiunto il circolo Arci di Taneto di Gattatico per incontrare i candidati della lista, che sosterrà Stefano Bonaccini per la sua rielezione alla presidenza della Regione. Sul palco sono saliti anche Elly Schlein, tra i promotori del progetto civico e politico, il cantautore Max Collini, che si è esibito in una “lettura coraggiosa”, e Roberto Orosei, lo scienziato reggiano che ha scoperto il lago salato su Marte, che ha parlato di ricerca, precariato e ambiente. 
  
Quattro i “candidati coraggiosi” parmensi che si sono presentati: Matteo Angri, ricercatore e fondatore di una onlus impegnata in progetti ambientali, Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione nazionale Comuni Virtuosi, Silvia Massera, ingegnere civile, e Anna Rita Maurizio, cardiologa dell’ospedale di Parma. Alla rosa si aggiunge anche Maurizio Ghisoni, medico ospedaliero per 40 anni e già vicesindaco di Fidenza. 
 
Emilia-Romagna Coraggiosa è un progetto ecologista e progressista che coinvolge tutto il campo delle forze civiche, riformiste e di sinistra della regione. È stato presentato a Bologna lo scorso 9 novembre e oggi è al lavoro in tutte le province in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020. È sostenuto sia da diversi partiti della sinistra sia da molte realtà civiche, associative e sociali, che hanno scelto di mettere in comune le proprie competenze ed esperienze in un percorso nuovo che individui e sostenga in tutti i territori le persone più credibili per rappresentarlo.
 
«È tempo di avere coraggio – affermano i promotori – e riconoscere che il modello di sviluppo adottato in questi decenni a livello globale si sta rivelando insostenibile a livello ambientale e sociale. Dobbiamo abbandonare la confortevole narrazione del “modello Emilia-Romagna” e cercare una vera svolta in senso sostenibile. Ripensare insieme il futuro della regione dando risposte ai bisogni delle persone: la casa, il lavoro, l’ambiente, la cultura. E una prospettiva politica contro tutte le destre».

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