Lavagetto lancia la sfida a Pizzarotti: "Prima la Regione, poi il Comune di Parma"

Il capolista della lista Borgonzoni Presidente prepara il terreno per le prossime Comunali: "Punto di partenza per costruire un'alternativa all'attuale sindaco". E sul programma: "Sicurezza, attenzione alla montagna e no tax area per i negozi dei quartieri in difficoltà"

Giampaolo Lavagetto, ex assessore della giunta Ubaldi, torna nella scena politica parmigiana da protagonista, come capolista della lista Borgonzoni Presidente, in vista delle elezioni regionali di domenica 26 gennaio: "Spero che la lista sia un punto di partenza per costruire un'alternativa a Pizzarotti, in vista delle prossime elezioni comunali". 

Com'è nata la sua scelta di tornare nella vita politica parmigiana? 

"Il progetto Emilia-Romagna Rete Civica è nato da un'idea che ho avuto, insieme ad altri amici: abbiamo costruito una rete civica sul territorio regionale, che va da Piacenza a Rimini con amministratori, ex amministratori e professionisti. Io sono il coordinatore mentre il sindaco di Coriano è il portavoce. Abbiamo deciso di confrontarci con i candidati alla presidenza: prima con Bonaccini e poi con Borgonzoni. Con entrambi c'è stato un dialogo costruttivo ma mentre Bonaccini non ci ha dato la possibilità di non legarci ad altri partiti la Borgonzoni ha capito l'importanza di avere una lista fatta esclusivamente da personalità del territorio e non da partiti. Poi ci siamo confrontati con i responsabili degli altri partiti, per esempio con il leader della Lega con il quale abbiamo chiarito che siamo interessati al cambiamento della Regione ma abbiamo anche interessi locali. La prima sfida sono le Regionali ma poi c'è anche un territorio che, secondo noi, merita un cambio di marcia. Ho accettato il ruolo di capolista perchè credo che la mia provincia possa dare molto e che tra due anni si possa lavorare ad un progetto alternativo a Pizzarotti. La lista civica di Bonaccini Presidente ha come capolista Marani, legato a Pizzarotti mentre la lista civica Borgonzoni Presidente vede me come capolista. Punto a fare il modo che su Parma la lista abbia successo per far si che sia un punto di partenza per costruire, insieme, un'alternativa a Pizzarotti".  

I tre punti principali della campagna elettorale? 

"Dobbiamo dare la possibilità al territorio di partecipare alle scelte che lo riguardano e lavorare per una Regione libera dalla burocrazia. Se un agricoltore deve fare un fienile nel suo prato deve fare tutta una serie di richieste, tra cui un permesso regionale. Stessa cosa nei servizi sociali dove c'è una burocrazia tremenda e la qualità non si basa sull'assistente dell'Ausl ma c'è una ceck list regionale. Il secondo tema è la sicurezza: come vogliono far passare molti non è vero che la sicurezza non ha competenze territoriali: il decreto Minniti divide tra la sicurezza repressiva, di competenza dello Stato, ma c'è anche la prevenzione, che è di competenza territoriale. La Legge regionali dà tantissime opportunità: se modificata può dare ai sindaci risorse e strumenti aggiuntivi per prevenire l'insicurezza. Il terzo tema riguarda la sanità e i servizi sociali: la Regione può godere di un sistema di tutele che oggi è ancora abbastanza saldo ma che vivrà una fase di difficoltà enorme. Lo stesso Bonaccini sta aprendo al privato. Il pubblico deve rimanere forte ma bisogna creare un sistema in cui il privato, sotto la responsabilità del pubblico, dà la possibilità di dare quelle risposte che oggi al cittadino non arrivano". 

I tre progetti concreti ai quali lavorerà se verrà eletto? 

"In particolare ho proposto alcuni interventi nell'immediato: questa città ha bisogno di un progetto finanziato di riqulificazione urbana per aver più sicurezza. La Regione, per esempio, può pagare l'illuminazione, i sistemi di sicurezza e il riordino delle aree verdi, oltre al sostegno alle attività sociali in alcuni quartieri a rischio.

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Come secondo punto una particolare attenzione ai centri storici e alla montagna, che vive una sofferenza enorme. Ospedali, punti nascita che vengono chiusi o non potenziati. Il terzo tema è dare la possibilità agli artigiani di un servizio di defiscalizzazione. Per le aree montane Bonaccini, guarda caso, ha fatto un bando ed ha creato una no tax area: nei prossimi tre anni i negozi non pagheranno le tasse regionali. Pensiamo alla stessa cosa, una no tax area, per i negozi di alcuni quartieri del centro di Parma". 

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