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Regionali, Marco Bosi fa critica interna: "Non stimo chi non si mette in discussione"

Il capigruppo M5s in Consiglio dopo i risultati: "Oggi noi, dopo essere stati il primo partito alle politiche e il #vinciamonoi delle europee, siamo davvero in grado di esultare per questo 13%? Non io"

"Nella vita, non solo nella politica -scrive il capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio Comunale Marco Bosi- non ho mai stimato chi non si mette mai in discussione. Ricordate quando mezza Italia derise Bersani per quella frase “a Parma non abbiamo perso, abbiamo non vinto”? Si cercava un modo abbastanza ridicolo per non ammettere di aver fallito. Oggi noi, dopo essere stati il primo partito alle politiche e il #vinciamonoi delle europee, siamo davvero in grado di esultare per questo 13%? Non io.

Basta guardare i voti. Appena 6 mesi fa, nella nostra regione, sono andati a votare per il Movimento 5 Stelle 443.936 persone. Ieri appena 167.022. La differenza ci dice che 276.914 non ci hanno più dato fiducia e, presumibilmente, non sono andati a votare. Ce lo vogliamo chiedere perché così tante persone che vedevano in noi l’ultima speranza hanno scelto di restare a casa? Fino a pochi anni fa eravamo quelli che davano speranza alle persone. Ora invece gongoliamo del fatto che grazie alla riduzione dei votanti siamo passati dal 7% del 2010 (quando nessuno ci conosceva) al 13% di oggi.

Ora se vogliamo possiamo pure dare la colpa di questa emorragia di elettori ai media. Però non mi pare che i media siano cambiati molto rispetto a 6 mesi fa. La verità è che tante persone ci hanno classificato uguali agli altri. Certo, lo scandalo ha coinvolto anche il nostro Consigliere Defranceschi, nonostante non abbia rubato un solo centesimo. Noi potevamo spiegare la differenza tra quello che veniva contestato a lui e agli altri. Invece no, abbiamo preferito scaricarlo a mezzo blog e avallare la tesi che alla fine anche noi diventiamo come gli altri. Un colpo di genio, non c’è che dire.

Quindi ora abbiamo 2 strade: continuare a dire che siamo diversi perché prendiamo meno soldi degli altri e che se gli elettori non capiscono evidentemente ragionano col voto di scambio. Oppure possiamo cominciare a pensare che per ottenere sostegno da parte degli elettori dobbiamo risolvere i problemi della gente e farglielo sapere.

Si è scelto di mettere in un angolo le esperienze amministrative dei comuni dove governiamo. Qualcuno ha addirittura criticato il nostro Sindaco Pizzarotti perché, pensando al bene della sua cittadinanza, ha ricevuto Renzi e gli ha chiesto a gran voce finanziamenti per l’alluvione. Il problema per alcuni era che nella foto insieme al Premier Pizzarotti sorrideva. Bene, vi informo di una cosa: ai parmigiani non frega un bel niente di quanti denti si vedessero in quella foto. Gli interessa che gli risolviamo i problemi. E i loro problemi si chiamano servizi, lavoro, sicurezza, casa. Delle seghe mentali da grillini duri e puri non gliene frega un cazzo a nessuno, al di fuori del nostro Movimento. Fatevene una ragione.

Io da oggi continuerò a lavorare per la mia città. Ci metterò l’anima, come ho sempre fatto. Certamente farò errori e chi vorrà confrontarsi con me sul mio lavoro da capogruppo troverà sempre la porta aperta. Chi invece preferisce continuare questa caccia alle streghe, perché ha bisogno di qualcuno di qualcuno su cui scaricare i propri limiti, lo farà senza di me. Per cambiare le cose bisogna stare al governo, con tutte le difficoltà che comporta. Io punto ancora a quello, alla maggioranza, come a Parma. E per chi vuole capire cosa significa ci vediamo proprio qui a Parma, il 7 dicembre.

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