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Matteo Renzi alla sala Tep

Matteo Renzi alla sala Tep

Renzi a Parma: "Votate si al referendum per iniziare il futuro"

Il premier all'incontro pubblico in via Taro: molta gente non è potuta entrare per ragioni di sicurezza. "Hanno detto c'è il rischio di un uomo solo al comando. Chi l'ha detto? Berlusconi. No al partito del No a tutto"

Matteo Renzi è arrivato nella sala della Tep Righi alle ore 18, dopo una lunga attesa del pubblico, arrivato già dalle 16.30 all'interno della struttura che consta di 280 posti. Molte persone sono rimaste fuori dalla sala dove il premier ha tenuto il suo discorso: per ragioni di sicurezza gli organizzatori non hanno permesso l'entrata di altre persone, dopo che era stato raggiunto il numero massimo consentito. 

Matteo Renzi: ""E quelli che dicono che si sarebbe potuto fare in ben altro modo, noi siamo il partito del ben altro, questa domanda è si o no, chi vota si riduce il numero dei parlamentari e riduce i costi della politica, chi vota no lascia le cose come sono.  Non crederete mica davvero a quelli che dicono che in sei mesi fanno una riforma? Intanto c'è scritto si o no e non si o no o  sarai più fortunato. Se vince il no non ci sarà un solo parlamentare che accetterà di modificare la Costituzione per un motivo molto semplice, perchè sarebbe un'azione contro il volere dei cittadini. Siamo il paese dei complotti: qualcuno dice 'Stanno facendo questo chissà con quale scopo, abbiamo intenzione di fare un riforma che tutti da cinque anni sostengono che si debba fare e che è portata al risparmio. La Regione Emilia-Romagna ha già approvato la riduzione dei costi. I consiglieri del Molise sono tutti contro anche perchè il loro stipendio diventerebbe come quello di un Comune capoluogo, come quello del Comune di Campobasso. Improvvisamente invece di prendere 13 mila euro al mese, prenderebbero come il sindaco di Campobasso. Una parte del ceto politico vive questa battaglia come la battaglia in difesa della democrazia. Dobbiamo smettere di guardare la realtà come se ci sia qualcosa sotto: è semplice, siamo l'Italia. Abbiamo un paese che a Pompei, dopo che per anni era il luogo dei crolli, oggi Pompei supera i tre milioni di visitatori, per la prima volta nella sua storia. Finalmente tutto il mondo parla di Pompei ma non ci basta. Di Maio ha detto che l'Italia rischia di diventare come la dittatura di Pinochet, dicendo poi che era in Venezuela e non il Cile. Comunque devi sciaquarsi la bocca prima di parlare di dittatura. Alla Reggia di Caserta davano le chiavi ai deputati per fare le passeggiare, invece noi abbiamo messo un direttore che, secondo un sindacato che ha inviato una lettera, lavorava troppo! Siamo il paese delle start up, come quella che ha progettato la macchina senza pilota. Abbiamo ottime prospettive e capacità se smettiamo di guardarci l'ombelico e cominciamo a guardare il mondo. Qualcuno dice che si rischia una deriva autoritaria ma non c'è nessun articolo articolo che dà più poteri al premier.

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