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Rimborsi spese extra-sanitarie anche per gli emiliano-romagnoli

Risoluzione del consigliere Mastacchi sui trapianti fuori regione

"Agli emiliano-romagnoli che hanno necessità di sottoporsi a dei trapianti fuori regione, al contrario di quanto avviene per i cittadini di altre regioni, non viene riconosciuto alcun rimborso per le spese extra-sanitarie che si trovano a dover sostenere". Una risoluzione del consigliere Mastacchi, chiede che gli emiliano-romagnoli (e quindi anche i parmigiani) godano degli stessi diritti degli altri.

"Il trapianto di un organo o di tessuti, pur avendo ormai una storia clinica consolidata, rimane a tutt’oggi, l’ultima ratio e preso in considerazione quando è in pericolo la sopravvivenza del paziente. Oltre alle competenze e all’esperienza dell’equipe medica che lo esegue, è sempre più evidente come l’efficacia dell’operazione dipenda anche dall’assistenza pre- e post-operatoria che si è in grado di garantire al paziente. La continuità assistenziale non è inoltre un concetto che coinvolge solo la parte medica ma riguarda una più ampia dimensione socio-economica, dal momento che comprende anche i donatori. Per quanto riguarda l’aspetto medico, la nostra è una Regione che fa scuola ed è punto di riferimento a carattere nazionale. Non altrettanto può dirsi per l’aspetto socio-sanitario del trapianto. Mentre altre Regioni si fanno carico anche di questo aspetto che riguarda i propri cittadini, rimborsando loro le spese extra-sanitarie (viaggi, vitto, alloggio, etc.) sostenute a seguito del trapianto, la Regione Emilia-Romagna non lo fa. 

Una risoluzione presentata dal Capogruppo di Rete Civica, Marco Mastacchi, chiede alla Giunta che la Regione si faccia carico, come già fanno altre, delle spese extra-sanitarie che i pazienti che hanno necessità di eseguire dei trapianti fuori dal territorio regionale si trovano a sostenere, riconoscendo il rimborso non solo per il trapiantato ma anche per eventuali accompagnatori necessari per la natura dell’intervento, ivi compresi i donatori, quando viventi, per garantire anche ai propri cittadini uguale trattamento che quello messo in essere in altre Regioni".

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