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Via Zilioli, Casadesso non ha soldi per finire i lavori. Rossi: "Concentrato di casi sociali"

L'ultima delle tre palazzine previste dalla società che fa capo a Stt verrà completata grazie ai soldi del Comune. In via Zilioli, dove ci sono famiglie con grosse difficoltà economiche la situazione è difficile

L'emergenza casa è anche emergenza sociale. E' toccato all'assessore al Welfare, Laura Rossi, affrontare il problema delle palazzine in via Zilioli ieri sera nel corso dell'incontro tra la Giunta e il quartiere San Pancrazio. "Si tratta - ha spiegato la Rossi - di una situazione complicata, di un concentrato di casi sociali difficili. Siamo consapevoli delle ripercussioni che ci sono sul quartiere e stiamo ragionando per intervenire nell'immediato, ma stiamo anche cercando una soluzione a lungo termine".

Il caso è quello delle abitazioni occupate da famiglie in gravi condizioni economiche e nell'ultimo periodo la situazione è peggiorata molto: "Al momento - ha continuato l'assessore al Welfare - ci sono circa 100 sfratti al mese, due esecutivi ogni settimana". Sfratti che hanno interessato anche le famiglie che hanno occupato gli alloggi rimasti liberi in via Zilioli, per cui era necessario trovare una sistemazione immediata: "Dovevamo decidere se lasciare queste persone in strada o se concentrarli temporaneamente nelle case ancora libere, sappiamo benissimo che tutti i residenti sono stati molto disponibili e hanno collaborato con noi nella ricerca di soluzioni, ma vi chiediamo di fare ancora uno sforzo per un'altra estate".

Al momento Casadesso, società partecipata che fa capo a Stt, deve completare i lavori sull'ultima di tre palazzine realizzate in via Zilioli, ma si trova in una situazione economica difficile che rallenta il cantiere. Per questo il Comune ha deciso di anticipare i soldi necessari all'ultimazione dell'edificio e liberare così 18 nuovi alloggi. I lavori sono fermi, invece, per gli stabili della società Parmabitare situati in altre zone della città. La proposta, quindi, è quella di mettere in atto un piano straordinario che preveda un finanziamento da parte di Acer per concludere i lavori di Parmabitare, per poi lasciare le case in gestione alla stessa azienda. In questo modo si cercherà di raggiungere l'obiettivo che vuole un decentramento delle famiglie disagiate in diversi luoghi della città.

Case, quindi, ma anche povertà. Come quella che riguarda gli anziani. Dal pubblico presente ieri all'incontro un signore chiede all'assessore Rossi una politica più attiva per coloro che non riescono ad arrivare alla fine del mese. "E' in cima alle nostre priorità - ha concluso l'assessore - e siamo consapevoli delle emergenze che vivono gli anziani, ma le liste d'attesa per farli entrare nelle strutture protette è inevitabile, visto che per ogni richiesta dobbiamo valutare attentamente se ci sono le condizioni che lo permettono".

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