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Spip, Capelli: "Noi ci abbiamo provato, non è colpa nostra"

Ci sono ancora molti dubbi e poche certezze riguardo alle conseguenze che il fallimento di Spip avrà sul Comune e sulla città. Capelli: critiche all'opposizione. Pizzarotti: "Le colpe non sono le nostre"

Ci sono ancora molti dubbi e poche certezze riguardo alle conseguenze che il fallimento di Spip avrà sul Comune e sulla città. Questa mattina nella conferenza stampa indetta in Municipio Gino Capelli, assessore al bilancio, ha voluto fare il punto della situazione e ha spiegato la linea che verrà adottata dalla Giunta: "Il fallimento di Spip non dovrebbe avere conseguenze, e uso il condizionale perché non ci è dato sapere cosa succederà in futuro, ovviamente reagiremo in modo opportuno quando la situazione lo richiederà. Noi ci abbiamo provato, abbiamo chiesto il concordato ma se la Procura, il Tribunale civile e i creditori hanno detto no non è colpa nostra. Quindi penso che al momento il danno è delle banche e non della città. Ovviamente all'origine del problema c'è l'acquisto dei terreni a prezzi esagerati e ora si vedrà a quanto e a chi lì venderà il Tribunale". Poi una precisazione: "Non voglio insegnare il lavoro a nessuno, ma credo che la Procura della Repubblica avrebbe potuto aprire un fascicolo di indagine prima che venisse dichiarato il fallimento per bancarotta fraudolenta".

Poi c'è la questione delle lettere di patronage, scritte dalle precedenti amministrazioni per garantire i prestiti bancari nei confronti della società partecipata: "La Corte dei Conti le ha classificate come deboli e riteniamo che questo possa bastare, quindi confidiamo positivamente". Resta il fatto che non si sa come queste possano essere usate dalle banche come mezzo per rientrare dei propri crediti. "Vorrei però dare anche una notizia positiva, - ha aggiunto Capelli - nel 2012 sono stati pagati 84 milioni di debiti ai fornitori e siamo riusciti a non violare il Patto di stabilità".

Lo scenario però resta molto complesso: "Al momento il piano di gestione del debito-credito più difficile è quello di Stt e le banche non hanno ancora dato risposta sul concordato proposto. Vogliamo evitare spargimenti di sangue, dato che ce ne sono stati già troppi e non vogliamo negoziare con le asce in mano, cercheremo piuttosto di offrire soluzioni valide anche se quello degli istituti di credito è un fronte frastagliato e ho delle difficoltà a mettere a fuoco alcuni punti".

Non sono mancate le critiche al lavoro svolto dall'opposizione. I bersagli: Maria Teresa Guarnieri, Nicola Dall'Olio e Giorgio Pagliari. "Non sono una persona che sparge ottimismo - ha commentato Capelli in risposta alla Guarnieri - e dal momento che nel 2006/2007 è stata assessore con Ubaldi, magari ci aiuterà a capire cosa è successo. Per quanto riguarda Pagliari vorrei  far notare che c'è grande confusione nel Pd, se prima si sostiene una tesi lo si deve fare anche dopo, invece noto che non c'è coerenza. E' stato facile, prima del fallimento dire che la Spip non deve fallire e poi dire che non dovevamo farla fallire". Anche il Sindaco ha poi commentato la vicenda: "Questo è il caso di una società che è iniziata male ed è finita peggio. Sono stati accumulati debiti sul nulla - ha concluso Pizzarotti - e questa è stata una sconfitta per la città, ma le colpe non sono le nostre. La città deve svegliarsi, non è il fallimento di Spip a rendere evidente lo sperpero fatto. Ora si riparte da qui, da questa amministrazione".

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