Tetto per gli stipendi dei manager pubblici: Fermare il declino avvia la raccolta firme

Il movimento avvia la campagna di iniziativa popolare “non più alto del Colle”: nessun dipendente pubblico deve poter in alcun modo percepire una remunerazione annua superiore a quella del Presidente della Repubblica, che è 248.000 euro all’anno

Fare per Fermare il declino lancia la battaglia per introdurre il tetto massimo agli stipendi dei dirigenti pubblici. "Anche a Parma -si legge in una nota- c’é stato negli anni un fiorire di manager pagati con i soldi dei cittadini, con stipendi che arrivano a superare dieci volte quello di un dipendente. A dirlo sono i dati pubblicati dagli stessi enti nei loro siti internet. Dal marzo di quest’anno, ogni amministrazione ha l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale una serie di informazioni, fra cui lo stipendio dei dirigenti. Non tutti gli enti pubblici parmigiani hanno completato l’”operazione trasparenza”. Ad esempio, non si conosce lo stipendio del rettore dell’università di Parma (la pagina “incarichi di vertice” è ancora in costruzione). Mentre si sa quale è la retribuzione del direttore generale dell’ateneo: 192.000 euro lordi all’anno. La Regione Emilia-Romagna ha ben 178 dirigenti, con compensi che vanno dai 70.000 ai 150.000 euro. La provincia di Parma ha 11 dirigenti, con compensi che vanno da 85.636 euro a 133.900 euro. Si parla sempre di stipendi lordi, ai quali poi vanno tolte le imposte.

Nel Comune di Parma  i dirigenti sono 27, con stipendi lordi che variano dai 58.000 euro agli 82.000 euro. Due anni fa, i dirigenti comunali erano il doppio: 47, e anche i compensi erano più alti; Carlo Frateschi, direttore generale, percepiva 251.000 euro lordi. Oggi in municipio c’é un dirigente ogni 50 dipendenti. All’Aipo, l’ex magistrato del Po, c’é un dirigente ogni 23. All’Aipo ci sono 299 dipendenti, 12 dirigenti (con compensi dai 77.000 ai 120.000 euro), e un direttore generale che percepisce 219.000 euro annui. Ci sono poi miriadi di società partecipate, consorzi, dove non mancano funzionari di alto livello, nominati dalla politica, spesso accompagnati da benefit, alloggio, rimborsi spese e agevolazioni. Ma il vero scandalo sono gli stipendi dei manager della pubblica amministrazione centrale, di enti e ministeri che hanno sede a Roma. Secondo una ricerca dell’Ocse, sono fra i più pagati del mondo, con stipendi medi di 650 mila dollari, quasi il triplo della media dei paesi industrializzati.

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Per questo Fare per fermare il declino lancia la battaglia per diminuire il numero dei dirigenti e abolire gli stipendi d’oro, con la campagna di iniziativa popolare “non più alto del Colle”: Nessun dipendente pubblico deve poter in alcun modo percepire una remunerazione annua superiore a quella del Presidente della Repubblica, che è 248.000 euro all’anno. Devono essere inoltre cancellati gli sprechi dell’apparato statale, e ridotto il numero di dirigenti. Sabato 16 novembre, a partire dalle 10, sotto i portici di via Mazzini, gli attivisti di Fare di Parma porteranno avanti la campagna di iniziativa popolare con un banchetto e una raccolta firme, per sensibilizzare la popolazione su questo tema.

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