Tagli al Piano Periferie, Alinovi tuona contro il Governo: "Vogliono cittadini sudditi e schiavi del Web"

L'assessore ai Lavori Pubblici: "Ecco tutti i progetti già avviati che non si potranno concludere: dalla riqualificazione dell'Ospedale Vecchio alla biblioteca del Montanara"

L'assessore ai Lavori Pubblici Michele Alinovi si scaglia contro il Governo per i tagli al Piano Periferie. I toni della conferenza stampa del 10 settembre in Comune sono stati particolarmente accesi. Abbiamo rivolto all'esponente della giunta Pizzarotti alcune domande, per capire meglio gli effetti concreti sulla nostra città dei tagli. 

"I toni sono giustamente accesi -esordisce Alinovi- perchè i cittadini di Parma, insieme a quelli di 96 Comuni italiani, stanno perdendo risorse per la riqualificazione delle proprie periferie con accordi già sottoscritti e impegni già assunti con il Governo Gentiloni. Questo per noi è inaccettabile non per l'Amministrazione Comunale ma per chi rappresentiamo, perchè si stracciano non sei opere pubbliche per Parma ma alcuni concetti fondamentali: che lo sport in periferia possa migliorare le condizioni dei nostri giovani e, per esempio, che la cultura ha un'importanza strategica fondamentale.

Quali sono i progetti concreti sui quali influiranno i tagli del Governo?

"Parma Capitale della Cultura 2020 viene stracciata in questi accordi perchè l'Ospedale Vecchio non potrà vedere la riqualificazione inserita nel dossier, si straccia anche la possibilità di avere la cultura in alcuni quartieri più periferici: la biblioteca al Montanara diventerà un sogno e resterà luogo di degrado, piazzale Pablo non diventerà luogo il mercato bisettimanale con la piazza riqualificata ma resterà il luogo che è oggi. Il Cinghio Sud che ha carenza di servizi: noi siamo già nelle condizioni di appaltare il nuovo centro civico, la sede degli Orti e un nuovo centro giovani. Abbiamo un problema di baby gang e il Governo straccia gli accordi".

"Vuole mantenere -prosegue Alinovi- i cittadini sudditi, ignoranti e schiavi del Web, non vogliono cittadini che ragionano con la loro testa. Noi ci opponiamo a questo, il sindaco è a Roma per fare una conferenza stampa per 'Italia in Comune' mentre domani ci sarà un'altra conferenza stampa di tutte le amministrazioni comunali che sono state scippate da queste risorse, che avevano lo scopo di migliorare la vita dei cittadini, questo è inaccettabile. La fiducia nel Governo e la fiducia nell'esecutivo per me si chiude qui: tutto finirà con una grande causa perchè i 96 Comuni faranno ricorso al Consiglio di Stato, i diritti non si stracciano". 

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