Consiglio provinciale, sospesa la discussione sul bilancio. Incontro con il Prefetto

L'Ente dovrà apporre un taglio alla propria manovra economica per il 2013 di 3,3 milioni di euro. Bernazzoli: "Si vogliono chiudere le Province? Lo si faccia, ma nel modo corretto. Così si fanno danni"

L'incontro tra la giunta provinciale ed il Prefetto Viana

TAGLI, GIUNTA PROVINCIALE DAL PREFETTO. Poco dopo aver chiesto la sospensione dell’iter di approvazione del bilancio in Consiglio provinciale, trovando l’accordo dell’assemblea, il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli e una delegazione del Consiglio si sono recati questo pomeriggio dal prefetto Luigi Viana, a rappresentargli “una situazione non più sostenibile”. “L’ulteriore taglio di 3,3 milioni di euro contenuto nel decreto legge dell’8 aprile scorso è stato per noi l’ennesima mazzata, tra l’altro arrivata senza preavviso, da un giorno all’altro. Per noi la situazione non è più sostenibile, e abbiamo scelto di venire da lei affinché possa trasmettere la difficoltà in cui ci troviamo ai livelli centrali”, ha detto al prefetto il presidente Bernazzoli.

Con lui l’assessore al bilancio Roberto Zannoni, il presidente del Consiglio provinciale Mario De Blasi, i capigruppo del consiglio e altri consiglieri in rappresentanza di tutta l’assemblea. “Se la situazione rimane questa – ha detto Bernazzoli - noi avremo difficoltà enormi a chiudere il bilancio dell’ente, che rischia il default. In sostanza non siamo nelle condizioni di garantire oggi un’adeguata gestione dei servizi e delle funzioni. E i cittadini pagano un prezzo enorme. Tutto ciò rende abbastanza evidente che cosa significa paralizzare l’attività della Provincia: avere le funzioni e le responsabilità ma non poterle esercitare”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore provinciale Roberto Zannoni e i capigruppo intervenuti: Stefano Tedaldi (Udc), Pietro Baga (Pd), Gianluca Armellini (Pdl), Giovanni Battista Tombolato (Lega Nord), Roberto Bernardini (Comunisti italiani), Massimo Pinardi (Altra politica). “La situazione è grave, altri 3,3 milioni di taglio non sono certo poca cosa – ha commentato il prefetto Luigi Viana -. Vi ho ascoltato con interesse, e il mio ascolto si tradurrà poi in trasferimento ai livelli centrali di questa situazione: una situazione, lo ripeto, assolutamente grave e che vi ha portato quasi a una “dichiarazione di impotenza”, certo sofferta e non fatta a cuor leggero. Tutto ciò va senz’altro riportato al livello centrale, con l’auspicio che già in sede parlamentare, nella conversione del decreto in legge, ci sia la possibilità di qualche modifica”

TAGLI ALLE PROVINCE, LA PROTESTA DI BERNAZZOLI. “Vi chiedo di sospendere l’approvazione del bilancio e di riflettere tutti insieme sul percorso che d’ora in avanti dobbiamo mettere in campo. Chiedo che si rimandi ad altro momento il punto in discussione oggi relativo al bilancio”. È una richiesta sofferta ma decisa quella che in apertura della seduta di oggi del Consiglio provinciale il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli rivolge alla platea dei consiglieri. Una richiesta dettata dall’ulteriore scure che il governo ha fatto cadere sulle Province, e che impone alla Provincia di Parma di fare i conti con ulteriori 3,3 milioni di euro di tagli. Troppi. Dalle norme contenute nell’articolo 10 del decreto legge 35, approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 aprile scorso, “Parma si vede passare da un taglio previsto di 5,6 milioni di euro a uno di 8,9 milioni di euro. In queste condizioni non possiamo approvare il bilancio che avevamo presentato, e messo insieme con mille difficoltà, e vorrei anche dire che con questo taglio il problema dell’approvazione del bilancio diventa estremamente serio”.

INCONTRO CON IL PREFETTO. Il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Parma Luigi Viana sulla questione del Bilancio dell’Ente, che in questi giorni è alla discussione del Consiglio Provinciale. La ragione di questa richiesta è motivata dalle norme contenute nell’articolo 10 del decreto legge n.35, approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 aprile scorso, in conseguenza delle quali la Provincia di Parma dovrà apporre un taglio alla propria manovra economica per il 2013 di 3,3 milioni di euro.

“Insieme con i capigruppo in Consiglio provinciale - spiega il presidente Vincenzo Bernazzoli - faremo presente al Prefetto di Parma che il Governo non ci mette nelle condizioni di approvare il bilancio preventivo”. Il Presidente della Provincia di Parma e i capigruppo saranno ricevuti alle 17 di oggi a Palazzo Rangoni. Alle 15, invece, si riunisce il Consiglio provinciale.

SOLIDARIETA' DA MAESTRI E PAGLIARI. “Facciamo nostra la protesta del presidente Vincenzo Bernazzoli e rilanciamo la più forte iniziativa parlamentare affinché il Governo Monti scongiuri tagli che avrebbero conseguenze gravi per i cittadini”. Il senatore Giorgio Pagliari e la deputata Patrizia Maestri prendono posizione a sostegno della protesta del presidente della Provincia di Parma e dell’Upi regionale, cui il decreto per i debiti delle Pa ha imposto nuovi tagli per più di 3 milioni. “Una situazione tanto più grave se si considera il ruolo centrale della Provincia in più di un servizio – spiegano i due parlamentari –. Se guardiamo a Parma, basta pensare alla gestione dell’emergenza legata al maltempo che ha messo in ginocchio il nostro Appennino”. Pagliari ha promosso al Senato una interpellanza urgente rivolta al premier Mario Monti, mentre la Maestri alla Camera ha lanciato una interrogazione che ha raccolto, nelle ultime 24 ore, il sostegno convinto di deputati che rappresentano la gran parte del territorio emiliano-romagnolo. Si tratta di Maino Marchi (Reggio Emilia), Manuela Ghizzoni (Modena), Marilena Fabbri (Bologna), Emma Petitti (Rimini), Marco Di Maio (Forlì) e Alessandro Bratti (Ferrara). Entrambi i parlamentari di Parma chiedono all’Esecutivo di procedere con ordine nella delicata materia del riordino del sistema delle Autonomie, evitando di tagliare risorse alle Province senza preoccuparsi di come saranno tutelate funzioni delicate come l’edilizia scolastica, la viabilità, la difesa del suolo, per citarne alcune.

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BERNAZZOLI: LE RAGIONI DELLA PROTESTA. La scure del governo, ribadisce Bernazzoli, si è abbattuta sulle Province in modo troppo pesante negli ultimi anni, con tagli ininterrotti e ingenti. “Abbiamo fatto fronte a questi tagli – continua il presidente - con sacrifici enormi, e questa non era una Provincia che aveva fatto degli sprechi. Lo sanno bene i dipendenti, che si sono sobbarcati sacrifici durissimi e che colgo l’occasione per ringraziare. Non è accettabile che questa politica di tagli vada avanti in questo modo, perché a questo punto anche i sacrifici diventano inutili. I tagli sono praticamente lineari: non tengono conto della virtuosità degli enti, delle situazioni reali”. E in questa situazione “si chiede alle Province di gestire servizi e funzioni anche delicati senza essere messe nelle condizioni pratiche di poterli gestire in modo dignitoso.

Penso al paradosso che stiamo vivendo in questo momento: penso alle strade, in situazioni difficili anche a causa di un inverno particolarmente rigido, al dissesto che è sotto gli occhi di tutti, alle scuole; noi non siamo messi nelle condizioni di gestire questi servizi e queste funzioni in modo adeguato, e lo dico perché credo che in questi giorni si sia toccato ancora più con mano quanto sia importante avere enti e istituzioni pronti a dare risposte. I cittadini ci chiedono di dare risposte e noi veniamo trattati in questo modo, oltre il limite della sopportabilità. Si vogliono chiudere le Province? Lo si faccia, ma nel modo corretto, perché così si fanno danni. Ma finché non si chiudono – sottolinea Bernazzoli - non si può pretendere che gestiscano servizi e funzioni senza essere messe nelle condizioni materiali di poterlo fare”.

Poi di nuovo sul bilancio: “Per la prima volta non l’abbiamo approvato fino ad aprile, aspettando fino all’ultimo per fare quadrare i conti. Abbiamo fatto sacrifici enormi di fronte al taglio di 5,6 milioni di euro della spending review per chiudere il bilancio mantenendo un minimo di servizi. Ora altri 3,5 milioni di euro di tagli: non si può chiudere un bilancio in queste condizioni. E con i capigruppo oggi andremo dal prefetto a segnalare la situazione”. Da qui la richiesta di sospensione dell’iter in Consiglio: “Sono consapevole – dice Bernazzoli -che è un fatto di enorme gravità, significa bloccare una programmazione amministrativa e questo non è senza ricadute, lo sappiamo bene. Ne siamo consapevoli, però non siamo nelle condizioni oggi di poter proporre un bilancio alternativo che assorba questi tagli”.

Nel frattempo, ha annunciato Bernazzoli, ci si muoverà anche sul versante nazionale, con iniziative diverse (a partire dagli emendamenti) che possano agire prima della conversione in legge del decreto da parte del Parlamento. “Ci auguriamo che il Parlamento – conclude Bernazzoli - capisca ciò che vogliamo dire, capisca le nostre ragioni e ne tenga conto. E nel frattempo noi proveremo ad approntare un bilancio di emergenza”.

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