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Trivelle a Parma, anche Rainieri chiede spiegazioni alla Regione

“La Regione Emilia Romagna faccia chiarezza sulla richiesta ‘Fontevivo’ della società Pengas e chiarisca se è stata coinvolta o meno nell’istruttoria preliminare”. Fabio Rainieri, vicepresidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna interviene così, con un’interrogazione a risposta scritta

“La Regione Emilia Romagna faccia chiarezza sulla richiesta ‘Fontevivo’ della società Pengas e chiarisca se è stata coinvolta o meno nell’istruttoria preliminare”. Fabio Rainieri, vicepresidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna interviene così, con un’interrogazione a risposta scritta, sull’istanza di ‘permesso di ricerca in terraferma’ per giacimenti di petrolio e gas naturali al Ministero dello Sviluppo economico avanzata dalla società Pengas. 

“Si tratta – spiega Rainieri – della richiesta di permesso di ricerca su un'area di 411,4 kmq nella provincia di Parma, che comprende i territori di Polesine Parmense, Zibello, Busseto, Soragna, San Secondo Parmense, Tre Casali, Torrile, Parma, Fontevivo, Fontanellato, Fidenza, Salsomaggiore Terme, Noceto, Medesano, Collecchio”.

“L'istanza, denominata ‘Fontevivo’ – spiega Rainieri -, è stata depositata lo scorso 19 dicembre e pubblicata sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse del 31 gennaio ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea”. “Per questo – aggiunge – considerato che l’attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi è materia molto delicata, sia perché si tratta di attività fortemente impattante, sia perché oggetto di recenti convulse modifiche normative che hanno portato anche all’indizione di un referendum nazionale da tenersi nei prossimi mesi, sono convinto che la Regione debba chiarire la propria posizione”.

“Non dobbiamo infatti dimenticare che diversi sindaci di comuni della zona interessata dalla richiesta hanno sollevato il problema di avere avuto notizia della stessa per via di canali non istituzionali e di non essere ancora stati minimamente coinvolti nel valutare la stessa come, invece, avrebbero dovuto”.

“Alla luce di tutto questo, alla Regione – chiarisce - ho chiesto di tenere conto del fatto che l’attività oggetto della richiesta è fortemente impattante dal punto di vista ambientale, in un’area a rischio sismico e che l’attività di ricerca di materie prime per la produzione di combustibili fossili è in netto contrasto con accordi e protocolli internazionali cui ha aderito la Regione Emilia-Romagna. A Bonaccini e alla sua squadra – conclude – ho chiesto poi  di  vigilare affinché nell’iter procedurale e nelle decisioni conseguenti siano coinvolte e rese consapevoli, con la maggiore trasparenza possibile, le comunità locali, come prevede la legge. Non è possibile calare sulla testa dei residenti decisioni come queste che hanno un impatto fortissimo sui nostri territori”. 

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