una giornata nei pressi del ponte sul po

AMO COLORNO: "Deserto silenzioso".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

La lunga chiusura del ponte sul PO, continua a causare gravi danni all’intero territorio Colornese interessato. Se da una parte si attende con religioso silenzio e tanta speranza, l’appalto che porterà all’assegnazione di una ditta atta a ripararlo provvisoriamente, dall’altro, percorrendo la strada che porta da Colorno alla rampa del ponte, si può notare solo desolazione. Amo Colorno si è recata fino al ristorante il Lido per verificare la situazione attuale, passando una giornata sul posto. Durante il nostro monitoraggio si à notato fin da subito che la strada è deserta quasi sempre è dissestata. L’erba alta e l’incuria fanno da cornice a uno spicchio di territorio che sembra nemmeno esistere più sulle cartine stradali. Percorrendo la via di Sacca, abbiamo immaginato di scorgere da un momento all’altro una balla di fieno rotearci davanti; mentre d’improvviso qualche spericolato guidatore (consapevole della mancanza di controlli), ci ha potuto superare ad una velocità degna della formula 1. Di tanto in tanto abbiamo scorto qualche camionista fermarsi a chiedere indicazioni per raggiungere l’altra parte del PO, e ancor più raramente qualche bus azzurro parcheggiarsi all’ombra di un albero, aspettando di ripartire per la sua meta. Le due attività di ristorazione, ossia il bar della “Motonautica Parmense” e il ristorante Al bello carico, spesso sono vuote. Da loro si recano ormai, solo i “soliti clienti noti”, con la certezza che potranno godersi un pò di pace e tranquillità giocando a carte, o sorseggiando un bel calice di vino leggendo il giornale. Arrivati al piazzale dell’Hotel Ponte, e del ristorante il lido, si possono scorgere diverse auto, e biciclette parcheggiate. Pendolari spesso lavoratori, con un pò di titubanza, ma certi di fare la cosa giusta, per non accollarsi un ora di viaggio e dei costi di carburante maggiori e quotidiani, si mettono in marcia sul ponte a piedi, in bicicletta o in motorino. La situazione che abbiamo potuto notare dopo una giornata passata ad osservare e a dialogare con i commercianti, è talmente pesante che sembra quasi fantascientifica. Nemmeno dei servizio ferroviario ci si può completamente fidare, e quando si registrano incomprensibili cancellazioni dei treni e/o altri generi di disservizi, non si fa altro che peggiorare le condizioni di vita di tutti coloro che già stanno soffrendo a causa del ponte chiuso. Ad oggi purtroppo, nonostante le nostre diverse proposte atte a migliorare la condizione di vita di questa “fetta” di territorio, nessuna è stata valutata e applicata. Vogliamo ribadire le nostre richieste e siamo disposti ad un incontro per valutarne la fattibiltà. Per alleviare il disagio dei commercianti chiediamo: Sgravio sulla TARI, per micro, piccole e medie imprese con attività diretta al contatto con il pubblico. Le aziende interessate sarebbero quelle interessate in un raggio di 5 km in linea d’aria dalla rampa del ponte sul Po. Di approvare lo sgravio IRAP per i commercianti con l’aiuto della regione. I fornitori di acqua, luce e gas, potrebbero nel contempo offrire anche qualche “piccola agevolazione di natura tariffaria”. Le amministrazioni dovrebbero interessarsi ad avere contatti con loro. Per i pendolari, aprire il ponte con funzione “ciclo-pedonale”: Realizzando magari anche un temporaneo servizio di bike-sharing. Quanto sopra proposto è l’unica cosa da fare per dare una rapida risposta ai cittadini. Nicola Scillitani Coordinatore cittadino AMO COLORNO

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