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Vignali: “Le multe sono servite per fare cassa e non per investimenti”

“Il bilancio 2023 di infomobility conferma esattamente quello che avevo previsto un anno fa”

"Il “corrispettivo” sulle multe sia da righe blu emesse dagli ausiliari sia da varchi elettronici che viene assegnato a infomobility, sulla base del contratto stipulato nel 2022, è servito più a fare cassa che per investimenti". 

Lo sostiene Pietro Vignali, che ha presentato un’interrogazione al consiglio comunale. 

“Da questo “corrispettivo” sulle sanzioni infomobility ha incassato nel 2023 786.885 di cui 268.794 per multe da righe blu emesse dagli ausiliari e 518.091 per multe da varchi. Importo che in futuro aumenterà anche per il “corrispettivo” sulle multe dall’Area Verde,anche questo assegnato a infomobility, che l’amministrazione vuole introdurre alle tangenziali. Ci saremmo aspettati quindi un aumento importante di investimenti sui servizi di mobilità sostenibile, investimenti che erano stati ilpresupposto per l’affidamento “in house”. Invece ciò che aumenta in modo significativo sono i depositi bancari e l’utile” - spiega Vignali. 

“A fronte di queste importanti entrate, prosegue l’ex Sindaco, non si capisce perché il piano sosta, di recente approvato dalla Giunta, sia mirato quasi esclusivamente ad un aumento dei costi per i cittadini e ad un conseguente aumento degli introiti per Infomobility. Ne è un esempiola scelta di eliminare la fascia gratuita fra le 12.30 e le 14.30.  Aumenti del piano sosta che si sommano ai maggiori incassi derivanti dall’incremento da 10 a 50 euro del permesso auto amica ambiente e di quello per residenti che è stato aumentato l’anno scorso (da 10 a 15 euro per la prima auto, da 10 a 35 euro per la seconda e da 10 a 50 euro per la terza). A fronte di tutto ciò invece gli investimenti purtroppo non decollano. Le postazioni fisse di car sharing sono state tolte e ricordo che a Parma siamo stati i primi in Italia ad adottare questo sistema di mobilità sostenibile. Le postazioni fisse di bike sharing non crescono quando il Pums ne prevedeva un aumento. Ciò che è stato fatto sono solo le postazioni mobili che non sono mai decollate, ad eccezione dei monopattini, con tutti i problemi che sono conseguiti. La cicletteria in stazione ha orari non consoni a una città turistica come Parma” - ricorda Vignali. 

“Di velostazioni ce ne è una sola in via Toscana, che nessuno usa perché non è conosciuta. Sono stati dati degli incentivi per le biciclette elettriche, ma non per quelle normali. E non tutti possono permettersi di acquistare una bicicletta elettrica. Inoltre i servizi per il rilascio dei permessi sono di gran lunga  peggiorati. Un tempo c’era una postazione fissa di Infomobility al Duc con sei - otto persone dedicate che è stata smantellata e ora il Duc sembra un fortino inaccessibile. I parchimetri, infine, non sono stati adeguati ai nuovi sistemi elettronici di pagamento. Infomobility è una società che conosco bene avendola ideata e costituita: ha una missione ben precisa che è quella di promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l’utilizzo dell’auto. Finanziarsi con un corrispettivo sulle multe è quindi una contraddizione nei termini in quanto oggi per sostenere il piano industriale deve sperare che le persone utilizzino il più possibile l’auto e oltretutto anche in modo indisciplinato.  Le entrate che derivano dalle contravvenzioni dovrebbero essere invece destinate a investimenti, servizi avanzati per la mobilità sostenibile e per migliorare la manutenzione e la sicurezza stradale per la quale da parte del Comune non c’è stato alcun investimento in questo senso.  Pochi soldi, briciole che non risolveranno certo le tante criticità che ci sono in città e nelle frazioni. Dai passaggi pedonali quasi tutti spenti (cosi come anche la segnaletica stradale) alle piste ciclabili pericolose, ai tanti incroci non in sicurezza in cui purtroppo accadono incidenti mortali. Continuo a pensare che oggi l’obiettivo del Comune sia di fare cassa con le multe. Non a caso anche nel bilancio 24 sono previsti a bilancio più 20 milioni derivanti da contravvenzioni. Far cassa sulle tasche dei cittadini, chiude Vignali, tra l’altro già provati da aumenti del costo della vita che sono sproporzionati rispetto agli stipendi, non lo trovo corretto”.

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