presentato a roma alla sisdca il body perception treatment da parte dell'ospedale maria luigia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Presentato a Roma il Body Perception Treatment e la seconda fase dello studio di efficacia al X congresso nazionale della SISDCA il 9, 10 ed 11 settembre 2017. Cos’è il disturbo dell’immagine corporea Il disturbo dell’immagine corporea è un disturbo spesso molto presente in pazienti che presentano disturbi alimentari. Sia per chi soffre di anoressia, di bulimia o di binge eating disorder il disturbo dell’immagine corporea porta ad un’alterata percezione del proprio corpo. Un ampio numero di indagini ha confermato il ruolo rilevante che un’anomalia di tale tipo di rappresentazione gioca nell’insorgenza e nel mantenimento dei DCA. Una convalida di questo orientamento è sostenuta dalle recidive dei Disturbi del Comportamento Alimentare, la cui incidenza è spiegabile sulla base di un mancato o non adeguato trattamento dell’alterazione dell’immagine corporea. A comprendere per la prima volta la distorsione dell’immagine corporea tra i sintomi chiave dei DCA, in particolare dell’Anoressia Nervosa, è stata Hilde Bruch nel 1962, quando elaborò la prima teorizzazione sistematica relativa alla funzione esercitata dall’immagine corporea nella fenomenologia dei Disturbi del Comportamento Alimentare. L’autrice ritiene che il disturbo dell’immagine corporea, considerato un fattore necessario per lo sviluppo dell’Anoressia Nervosa, sia un sintomo il cui miglioramento sarebbe solo temporaneo “senza un cambiamento correttivo dell’immagine corporea”. E’ infatti possibile che, quando la sintomatologia corporea e psicologica vanno in remissione, la dispercezione corporea rimanga in forma più o meno intensa per un lungo periodo dando così luogo a possibili ricadute. Cos’è il Body Perception Treatment Il Body Perception Treatment (BPT) è un modello di trattamento innovativo che fonda le sue basi teoriche sull’esperienza e sugli studi più aggiornati presenti in letteratura relativamente al  trattamento del disturbo dell’immagine corporea. Basato sulle considerazioni teoriche e il modello clinico proposto da Michel Probst, professore di Kinesiologia e Scienze della Riabilitazione nella salute mentale, il Body Perception Treatment si caratterizza  per un suo peculiare  protocollo di applicazione  che integra, in una sintesi originale, sia i più moderni contributi teorici che le diverse esperienze di trattamento. Il protocollo si articola in due fasi distinte. La prima, dedicata alla riacquisizione di uno schema corporeo cosciente e la seconda, successiva alla prima, di una ricostruzione funzionale dell’immagine corporea. Il protocollo è attivo da più di tre anni presso il reparto dei Disturbi Alimentari dell’Ospedale Maria Luigia. A parlarne la dott.ssa Chierici, coordinatrice del progetto sul BPT. “Il nostro lavoro si articola in due fasi, che vanno ad agire sullo schema corporeo e l’immagine corporea; tutti i pazienti presenti nel reparto dei disturbi alimentari sono trattati con il BPT, siano essi affetti da Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa o Binge Eating Disorder.” “Dai dati in nostro possesso possiamo osservare, in tutte le tipologie di pazienti trattati, un miglioramento dell’alterazione dell’immagine corporea e un graduale miglioramento nella percezione delle proprie forme. Non solo, ai pazienti, durante gli esercizi di terapia corporea è chiesto di indicare il grado di ansia percepita. Nel corso delle settimane si assiste non solo ad una riduzione dell’alterazione dell’immagine corporea ma anche ad una sensibile riduzione dell’ansia legata alla percezione di sè.“. “Quello che si ottiene non è quindi solamente un’immagine corporea più aderente alla realtà, ma anche una riduzione dell’evitamento della percezione di sè, che riteniamo essere un elemento centrale nella nascita e nel mantenimento del disturbo dell’immagine corporea.” Il Body Perception Treatment è stato presentato a Roma, al congresso annuale della SISDCA ed ha riscontrato interesse da parte della comunità scientifica. Conclude la dott.ssa Chierici “L’interesse mostrato verso il BPT ci motiva a proseguire negli studi di efficacia del modello di trattamento, sono stati già svolti due studi preliminari di natura qualitativa per perfezionare il modello, ad oggi è in corso la terza fase, di natura quantitativa per fornire maggiori evidenze di scientificità al protocollo“
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