ricettario patafisico di laura bonelli

Un nuovo lavoro letterario tra patafisica, filosofia e cucina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Terzo lavoro letterario per Laura Bonelli, milanese di nascita e fidentina d' adozione, dopo Piccole storie dei sette giorni e Fornelli metafisici (entrambi editi da Graphofeel) Ispirato alla patafisica di Alfred Jarry, la "scienza delle soluzioni immaginarie" ideata dal drammaturgo francese ai primi del '900, Ricettario patafisico (Graphofeel) racconta la storia di Amantiglio, una ragazza di città che, frastornata da un licenziamento, risponde ad un annuncio e si ritrova a lavorare in uno sperduto paesino di montagna dove troverà il mare, la passione a cui deve il suo nome. Da account pubblicitario a tuttofare in pasticceria il salto è grande, ma tra le pagine di questo libro il percorso diventa un vortice colorato di incontri e ricordi, in un laboratorio in cui gli ingredienti si amalgamano per "clinamen" e ogni mattina si sfornano cose diverse dal giorno precedente. Sarà l'incontro con quattro bizzarri personaggi, seguaci del pensiero patafisico che in modo del tutto fuori dagli schemi le consentiranno di cambiare, da un impasto insipido, fino a farla diventare cosciente di sé e della sua bellezza. Nel libro anche un ricettario, legato al calendario patafisico perpetuo inventato negli anni '50 e ispirato agli Almanacchi di Padre Ubu di Jarry. Ricette di pietanze fantasiose, ispirate anche alla tradizione popolare, in cui la povertà delle materie prime e l'inventiva hanno dato luogo a piatti saporiti e originali. Scritto in modo ironico, il libro trova un trait d'union tra narrativa, filosofia e cucina. Laura Bonelli è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. E' l'addetta stampa del Parma International Music Film Festival, cura la rubrica letteraria del mensile siciliano L'Araldo e del magazine La Nouvelle Vague. Fitopreparatrice e apicoltrice è appassionata di cucina naturale, dimensione in cui trova che le soluzioni immaginarie divengano realtà.

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