Rifiuti, il contratto per la raccolta è scaduto. Gcr: "Iren è abusiva?"

L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti sul contratto che, secondo il consulente del Comune Paolo Rabitti, è scaduto il 3 ottobre: "Urge l'avvio di una fase di gara pubblica, va riprogettato il sistema"

"Ieri è scaduto -si legge in una nota del Gcr- il contratto Ato-Enia, risalente al dicembre 2004, che affidava alla multiutility, oggi trasformatasi (e diventata altra cosa) in Iren, la gestione della raccolta dei rifiuti, smaltimento escluso. Nel solito fraseggio all'italiana, grazie al quale si può scrivere in una sola riga tutto e l'esatto contrario, lo smaltimento era comunque di competenza di Enia, visto che il testo dell'accordo prevedeva che fosse garantita comunque, in impianti propri o esterni, la fase di destinazione finale degli scarti. Da oggi quindi Iren opererebbe “abusivamente”, visto che non è in essere alcun contratto di servizio.

Ovviamente Iren deve garantire il servizio fino al nuovo bando di gara, ma il silenzio totale sull'argomento che vige da molte settimane in regione e in Atersir non fa che confermare il grande imbarazzo che regna in questi enti pubblici a cui è affidata la regolazione del comparto. Il comune di Parma, tramite il consulente Paolo Rabitti, ha fatto emergere la data di scadenza del contratto, non più dicembre 2014, ma 3 ottobre 2012, applicando dettagliatamente la legge regionale di istituzione degli Ato e le loro competenze. E' la stessa Commissione Europea poi ad aver aperto una procedura di infrazione su quel contratto, perché aldilà della scadenza, non era possibile affidare direttamente il servizio di raccolta dei rifiuti senza prima passare attraverso una gara pubblica, che favorisse concorrenza e tariffe migliori per i cittadini.

Secondo questa interpretazione dal 2004 è stato portato avanti un servizio non rispondente alla legalità ed ai dettami dell'Europa, mettendo a rischio di sanzioni gli enti locali e lo stesso stato italiano. La stessa procura di Parma ha aperto un fascicolo proprio sull'abuso d'ufficio riguardante lo stesso argomento, le indagini sono in corso in questi giorni, con la richiesta di sequestro del cantiere di Ugozzolo, respinto dal Gip, ma appellato al tribunale del riesame.

Come si uscirà da questa situazione? Senz'altro urge l'avvio di una fase di gara pubblica. Va riprogettata la programmazione del sistema per aggiornarsi alle moderne tecnologie meccaniche di trattamento a freddo dei rifiuti, vanno accolte e inserite le indicazioni dell'Europa che entro il 2020 prevede il divieto di incenerimento dei materiali compostabili e riciclabili. Insomma una rivoluzione, perché il mondo è molto cambiato. Le risorse scarseggiano e vanno utilizzate e riutilizzate finché è possibile. Il tempo degli inceneritori è scaduto".

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