Roma di Fellini apre Cinema alla Casa della Musica

Giovedì 6 ottobre alle 21, ad ingresso gratuito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

  Sarà Roma, uno dei film più belli di Fellini, ma anche di quelli meno conosciuti e meno “passati” dalle tv, ad aprire alle ore 21 di giovedì 6 ottobre la nuova rassegna di “Cinema alla Casa della Musica”, una rassegna di sette proiezioni cinematografiche e una interessante conferenza che, ad ingresso gratuito, si terranno nella bellissima Sala dei Concerti della Casa della Musica: la rassegna, organizzata con la collaborazione della Cineteca del Comune di Bologna, è dedicata a “Rota e Herrmann: i musicisti di Fellini e Hitchcock a cent’anni dalla nascita” e si prolungherà per tutto il mese di ottobre con due proiezioni alla settimana che si terranno nelle sere di martedì e giovedì, e sarà conclusa alle ore 17 di venerdì 28 da una conferenza di Sergio Miceli, il massimo esperto italiano di musica per film. Il film è un ritratto crudele, visionario, a blocchi di sequenze pressoché autonome, con alla base un'ispirazione autobiografica, sulla Roma anni '30, vista attraverso i ricordi di Moraldo-Fellini, e su quella degli anni '70, specchio del rapporto tenero e disgustato di Fellini con Roma-città-donna. È un documentario fantastico dove tutto diventa spettacolo, festa, carosello, anche se attraversato da segni e immagini di morte. Non è forse il miglior film di Fellini, ma sicuramente il più “inevitabile”. La pellicola vede presenti nel ruolo di sé stessi gli attori John Francis Lane, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi e lo scrittore Gore Vidal. Gli interventi di Mastroianni e Sordi verranno in seguito eliminati, mentre per la Magnani questo film rappresenta la sua ultima apparizione cinematografica. La colonna sonora del film, composta da Nino Rota e diretta da Carlo Savina, venne originariamente commercializzata solo negli Stati Uniti su un 33 giri United Artists, in cui il nome di Savina venne erroneamente cambiato in Savino e col sottotitolo The Fall of Roman Empire 1931–1972. Il film è un ritratto brioso e visionario di Roma, attraverso i ricordi di un giovane provinciale che arriva alla stazione Termini prima della seconda guerra mondiale. Roma come realtà composita, inesauribile e contraddittoria, qui rappresentata mediante una serie di quadri e personaggi eterogenei, dal defilé di abiti ecclesiastici alla ricostruzione delle case chiuse, dagli scontri con la polizia all'ingorgo notturno sul Grande Raccordo Anulare; mentre lo stile passa dal lirismo alla satira, dalla nostalgia alla truculenza senza soluzione di continuità. Tra le diverse parti non vi è alcun legame, si va da un soggetto all'altro senza transizione.

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