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Martedì, 21 Maggio 2024
Salute

Ondata di calore: accessi stabili in pronto soccorso, 3 svenimenti per il caldo

L’Ospedale Maggiore adegua i menù dei pasti per i pazienti ricoverati

Per alleviare il passaggio di Caronte, l’anticiclone africano che sta alzando le temperature oltre le medie stagionali, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha adottato le raccomandazioni che medici, aziende sanitarie e Ministero della Salute stanno diffondendo per la tutela della nostra salute: ovvero l’adeguamento dell’alimentazione per i pazienti ricoverati in questo periodo di caldo record.

Il Servizio Medicina Preventiva, Igiene Ospedaliera e Sicurezza Igienico Sanitaria diretto da Pietro Vitali ha infatti disposto che nei vassoi dei pasti serviti in Ospedale siano presenti due bottigliette di acqua, anziché una, in quanto per evitare la disidratazione è consigliato bene 1,5 – 2 litri di acqua al giorno. Oltre a quella che è la regina delle raccomandazioni “bere acqua”, ad ogni pasto verranno offerte ai pazienti frutta e verdura di stagione, preferibilmente quelle ricche di acqua come ad esempio lattuga, cocomero, pomodori, melone, zucchine e pesche. Affiancate a preparazioni semplici e facilmente digeribili adatte appunto a persone ospedalizzate.

E’ comunque tutto pronto per gestire l’emergenza che potrebbe verificarsi a causa dell’ondata di calore anche se Sandra Rossi, direttrice del Dipartimento Emergenza Urgenza provinciale interaziendale con funzioni di direttore sanitario, precisa come gli accessi al Pronto Soccorso risultino costanti. “Non stiamo vedendo patologie strettamente correlate al caldo, anche se il caldo può aggravare patologie già presenti, soprattutto in persone cosiddette fragili o vulnerabili”.

Sono tre le persone che, negli ultimi dieci giorni, si sono rivolte al Pronto Soccorso di via Abbeveratoia lamentando uno svenimento legato al caldo. Accessi comunque stabili.

“Nel nostro ospedale – continua Sandra Rossi – è attivo un triage in 5 colori che rappresentano la priorità assegnata dall’infermiere che valuta l’utente con l’obiettivo di una presa in carico rapida e appropriata”.

“Il codice calore, indicato dalla circolare ministeriale, può essere riferito a tutte le patologie – spiega Dario Cremonesi Dirigente Professioni sanitarie Dipartimento Emergenza Urgenza provinciale interaziendale – ad esempio la patologia definita come “colpo di calore” è una vera e propria emergenza e al paziente viene assegnato il codice rosso di massima urgenza. Solitamente invece le patologie associate al calore come ipotensione, lipotimia o sincopi vengono sempre valutate dall’infermiere del triage e prese in carico negli Ambulatori a Bassa Complessità (ABC)”. 

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