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Giovedì, 26 Maggio 2022
Salute

Ospedale di Vaio:formazione e ricerca per l’équipe dell’Unità Operativa di Chirurgia

Continua l’esperienza dell’uso del verde d’Indocianina ai congressi di Torino, Londra e Parigi

Continua la partecipazione dell’équipe dell’U.O. di Chirurgia dell’Ospedale di Vaio ai congressi nazionali ed internazionali con l’esperienza di uno studio multicentrico internazionale sull’uso del verde d’Indocianina nella chirurgia laparoscopica, cioè non invasiva.

In questi ultimi mesi, i professionisti dell’AUSL Lorenzo Casali, Paolo Detullio, Christian Franzini, Caterina Santi e Alessio Rollo erano a Torino e Londra e saranno a Parigi a fine estate, per portare i positivi  esiti dello studio fatto all’Ospedale di  Vaio con l’uso di questo colorante. In particolare, sono stati illustrati i risultati registrati su oltre 40 interventi all’intestino dove, grazie all’uso del verde d’Indocianina è stato possibile indagare la vascolarizzazione del colon, per ridurre una delle complicanze più temibili, cioè la mancata tenuta della cucitura tra le due parti dell’intestino, dopo l’intervento.

Non solo. L’utilizzo del verde d’Indocianina è stato portato come esperienza anche per identificare il linfonodo sentinella, sempre negli interventi al colon, per l’asportazione di tumori. “Gli obiettivi di questa metodologia sono principalmente due - spiega Vincenzo Violi, Direttore U.O. di Chirurgia dell’Ospedale di Vaio -  identificare linfonodi in una sede anomala che altrimenti non sarebbero asportati e identificare il linfonodo sentinella, cioè il primo linfonodo che drena la linfa proveniente dal segmento di colon in cui è localizzata la neoplasia. Il prossimo passo sarà eseguire su questo linfonodo sentinella delle analisi di biologia molecolare per verificare la presenza o meno di metastasi anche molto piccole che non possono essere evidenziate dalle comuni indagini di anatomia patologica. Ciò consentirà  una valutazione più accurata dello stato di avanzamento della malattia tumorale con l’obiettivo di offrire al malato una cura chemioterapica particolarmente mirata. Si va quindi – conclude Violi - nella direzione della “medicina personalizzata”, uno degli obiettivi principali fissati dalla Commissione europea nell'ambito del programma di ricerca Horizon 2020.”

E’ utile ricordare inoltre  che il verde di Indocianina è una sostanza sicura, non è radioattiva, non richiede una tecnologia particolarmente complessa se non la colonna laparoscopica con sorgente luminosa ad infrarossi che è già in dotazione al comparto operatorio dell’Ospedale di Vaio da 2 anni.

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