Quatto casi di Epatite C all'Ospedale di Borgotaro

I pazienti che hanno contratto il virus facevano la dialisi. L'Ausl assicura: tutto sotto controllo

Quattro persone sono state contagiate dall'epatite C mentre si trovavano in cura all'Ospedale di Borgotaro: i pazienti che sono stati infettati dal virus facevano la dialisi all'Ospedale Santa Margherita. La scoperta era avvenuta nel mese di agosto ma è stata resa nota solo dopo che una persona ha dichiarato pubblicamente di aver contratto il virus durante un incontro a Palazzo Tardiani. L'Ausl ha assicurato che la situazione è sotto controllo. 

LA NOTA DELL'AUSL -In occasione dell’incontro che si è svolto a Palazzo Tardiani di Borgotaro sulla violenza di genere, una persona ha dichiarato pubblicamente di aver contratto il virus dell’epatite C, a seguito di trattamento dialitico all’Ospedale di Borgotaro.

Per questo, la Direzione dell’Azienda USL ritiene necessario un chiarimento. Nell’agosto scorso, a seguito di esami del sangue di routine eseguiti sulle persone sottoposte a dialisi, sono risultate positive al virus dell’epatite C sei persone seguite dal Centro di Borgotaro dell’Azienda USL, di cui due già note per pregressa positività. Ciò significa che, pur non avendo sviluppato l’epatite, sei pazienti del Centro dialisi avevano contratto il virus. Da subito, queste persone sono state informate e tempestivamente affidate ai professionisti del Centro Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma per iniziare la terapia farmacologica atta alla eradicazione del virus. Tutte e sei le persone sono quindi tuttora sottoposte alla necessaria terapia.

Sempre nell’agosto scorso, l’Azienda USL ha istituito una apposita commissione multidisciplinare con l’obiettivo di indagare possibili situazioni che possano aver portato al contagio. Sono quindi state verificate le procedure normalmente seguite dai professionisti del servizio di dialisi, analizzati i fattori ambientali e organizzativi, oltre che – ovviamente – monitorati tutti i pazienti seguiti dal Centro (in tutto 18 persone).

Il risultato dell’indagine, pur non avendo dimostrato la causa del contagio, ha comunque consentito di mettere in atto ulteriori azioni migliorative finalizzate a rendere ancora più sicuro il servizio.

L’evento, avvenuto l’estate scorsa, non solo è stato tempestivamente gestito dall’Azienda sanitaria in tutti i suoi aspetti, ma può anche considerarsi concluso: ne è la conferma che non ci sono stati altri casi di infezione dall’agosto scorso.

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