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Chiusura delle scuole Santa Rosa e Liceo Porta, Pd: "Cosa farà il Comune?

La consigliera Daria Jacopazzi: "Una delle ipotesi possibili è quella che il Comune possa utilizzare gli spazi eventualmente liberi dell’edificio per classi di altre scuole “da collocare provvisoriamente"

La chiusura delle scuole gestite dalla Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda sta suscitando reazioni, oltre che da parte dei genitori degli alunni e dei dipendenti anche da parte della politiva. Sono in tanti, in queste ore, a chiamare in causa il Comune di Parma. 

 "L’annuncio della chiusura dei quattro livelli di scuola della Congregazione della Beata Imelda sita nel quartiere Montebello -si legge in una nota della consigliera del Pd Daria Jacopazzi- ha colpito la città e immaginiamo quanto abbia reso diffcile la prospettiva per tante famiglie che avevano progettato lì un percorso educativo per i propri figli. Pensiamo che il ruolo della amministrazione comunale in questi frangenti possa essere fondamentale, quale garante sia di una “nuova progettualità” condivisa e fruttuosa per le famiglie e gli studenti, di maggiore continuità possibile, sia dei diritti per i lavoratori della scuola (almeno una quarantina tra amministrazione e docenti). Possiamo ipotizzare che questo evento in sé negativo possa portare un investimento in idee da parte della amministrazione comunale, tale da trasformarlo in una opportunità: allargando lo sguardo sui bisogni educativi della città infatti troviamo quello di “spazi” per accogliere studenti di alcune scuole in ristrutturazione (di ieri articoli e commenti sulle difficoltà organizzative dell’assessorato in proposito). Una delle ipotesi possibili è quella che il Comune possa utilizzare gli spazi eventualmente liberi dell’edificio scolastico della Congregazione (edificio pienamente a norma perché di recentissima costruzione, tra l’altro) per classi di altre scuole “da collocare provvisoriamente”. Con un affitto si riuscirebbe a sollevare la scuola stessa da costi di gestione non sopportabili, facendo in modo che possa protrarsi un percorso di continuità didattica per le classi della Santa Rosa e del Porta per gli anni necessari. Pensiamo inoltre che la presenza di questa struttura scolastica nel quartiere Montebello, quartiere con nuovi bisogni educativi per il recente sviluppo territoriale, debba essere considerata dal Comune come una risorsa. Pur comprendendo il delicato rapporto tra pubblico e privato, siamo sicuri che in vista di un fine startegico importante e centrale quale è il settore educativo il Comune possa impegnarsi a promuovere soluzioni condivise (in primis per le famiglie e i lavoratori coinvolti), frutto di dialogo e di ascolto dei bisogni e delle competenze che sono presenti sul territorio". 

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