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La Clinica Dermatologica di Parma si conferma leader nella gestione delle malattie bollose autoimmuni

Il prof. Claudio Feliciani ha recentemente pubblicato su “Journal of Investigative Dermatology” la validazione dello score ABSIS e PDAI per le malattie bollose autoimmuni Pemfigo e Pemfigoide

Il prof. Claudio Feliciani, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Parma, insieme a un gruppo internazionale di esperti, ha recentemente pubblicato su “Journal of Investigative Dermatology” la validazione dello score ABSIS e PDAI per le malattie bollose autoimmuni Pemfigo e Pemfigoide.

Si tratta di un sistema matematico standardizzato in grado di misurare, oltre alla gravità della malattia, il suo andamento nel follow-up, fornendo un grande ausilio negli studi clinici di questo gruppo di patologie.

Questa pubblicazione, che segue quella delle linee guida europee e italiane del Pemfigo e del Pemfigoide sul “Giornale Italiano di Dermatologia” e sul “British Journal of Dermatology”, accredita ulteriormente la Dermatologia di Parma come leader nazionale nella gestione di queste malattie.

Pemfigo e Pemfigoide appartengono al gruppo delle malattie autoimmuni bollose rare. La loro incidenza è bassa nella popolazione, ma si tratta di patologie cronico-recidivanti particolarmente impattanti sulla qualità della vita e per le quali è necessaria una terapia immunosoppressiva per lunghi periodi di tempo.

La Clinica Dermatologica di Parma, insieme all’Oculistica e all’Odontoiatria, offre in questo settore servizi assistenziali di altissimo livello: grazie al contributo del servizio di diagnostica autoimmune della dott.ssa Bonaguri è in grado di eseguire, oltre alle tecniche diagnostiche standard, la nuovissima metodica di Biochip in immunofluorescenza indiretta (eseguita solo in pochi altri centri in Italia) e di definire al meglio le caratteristiche autoimmuni antigeniche dei pazienti.

Il centro inoltre è stato selezionato per una ricerca in fase II di un nuovo trattamento biologico che sembra più efficace e meno rischioso delle terapie biologiche attualmente utilizzate.

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