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Esame di stato Psicologi

Buonasera, mi chiamo Mara Baccelli, ho 27 anni e sono laureata in Psicologia. Mi piacerebbe raccontare cosa sta succedendo a noi laureati quinquennali, con 1000 ore di tirocinio non retribuito post-laurea e l’imminente esame di abilitazione, perché la vicenda è vergognosa. Gli esami di abilitazione si svolgono due volte l’anno, costano in media 300-500€ e sono costituiti da una lunga e complessa serie di prove del tutto inadeguate a valutare realmente la nostra professionalità e le conoscenze apprese (si suppone che valuti quelle sul piano pratico, dato che per quelle teoriche veniamo da cinque anni di esami e due lauree). La sessione di abilitazione sarebbe dovuta cominciare il 16 Giugno ma, ad oggi, è il caos più assoluto. Il ministro Manfredi è stato ascoltato due volte e per due volte è stato imbarazzantemente vago. Le università aspettano un decreto, ma nel d.l. n.22, all’articolo 6, in cui si parla di noi, non c’è nulla di chiaro o stabilito. Il Consiglio Nazionale degli Psicologi stenta a riconoscerci già come colleghi e non spetta a loro prendere una decisione..tuttavia ieri ha cominciato a girare una lettera indirizzata al Ministro con una loro proposta per la modifica dell’esame: un abominio di esame orale cumulativo di 4 prove (di cui 3 in precedenza erano scritti) che non sarebbero preparabili nei tempi normali (la maggior parte di noi si prepara da mesi, ma su cosa che ora non valgono nulla), figuriamoci a meno di due mesi dall’esame. Ad oggi quindi non sappiamo se l’esame sarà di per certo in presenza o telematico, di quante prove sarà costituito, quali saranno le commissioni e nemmeno i costi! Aggiungo solo che dal 2018 la professione di Psicologo è stata riconosciuta come professione sanitaria, ma ad oggi nei fatti non ci viene riconosciuto nessuno dei diritti che spettano a tale categoria professionale. Come è stato gestito fino ad oggi, l’esame di abilitazione è fatto solo per rimpinguare le casse e andrebbe abolito. Dopo 5 anni di studio, più di mille ore di tirocinio tra pre e post laurea in cui non vediamo un soldo...non sono quattro domande a valutare la nostra preparazione. Tanto più che il tasso di bocciatura è sospettosamente utile per creare quell’effetto a imbuto che permette di far uscire sul mercato ogni anno il numero di psicologi ottimale. È evidente che non ha senso che una facoltà che ad oggi non ha numero chiuso sbarri la strada a molti di noi per la prima volta dopo sei anni di preparazione perché siamo “troppi”. Concludo dicendo che è riconosciuto ormai ovunque che questa emergenza si traformerà ben presto da sanitaria a psicologica e lo stiamo già osservando nel moltiplicarsi di richieste di aiuto e sostegno non solo delle persone colpite dal virus, ma dai loro cari, dal personale medico e sanitario e da tutti coloro per cui le condizioni imposte dalla quarantena non sono sostenibili a livello di salute mentale. Ringrazio chi vorrà prendere un attimo per leggere e condividere questo mio sfogo, sono solo una delle tante che crede in quello che studia e che vuole essere al più presto là fuori per dare una mano. Stiamo facendo mille sacrifici, io lavoro come segretaria (ora in smart working) e mi mantengo da quando ho 23 anni. Ho svolto il tirocinio nel Centro di Terapia per le Famiglie dell’AUSL di Parma e non passa giorno in cui io non mi chieda come staranno vivendo l’isolamento quelle famiglie in difficoltà. Ho fatto tirocinio anche in oncologia pediatrica ma questa è una storia per un’altra volta. Noi studenti di psicologia forse non siamo ambiziosi come quelli di medicina, non siamo richiesti come quelli di ingegneria nè capaci di reinventarsi come quelli di economia e nemmeno viviamo per amore della conoscenza come gli studenti di lettere o filosofia. Abbiamo scelto questa facoltà perché volevamo capire e aiutare, ve lo dirà chiunque di noi. Molti hanno sofferto o hanno visto soffrire qualcuno di caro e lí hanno trovato la scintilla, altri sono sempre stati empatici ed è stata una scelta naturale. Abbiamo acquisito la capacità di restare in ascolto delle nostre emozioni e quello che provo io oggi sono rabbia, frustrazione e tristezza. Per fortuna ho un terapeuta da cui farmi aiutare per affrontare tutto questo. Dovrebbero averlo tutti. Chiedo solo di poter essere io quella terapeuta, domani, per qualcuno. Grazie Mara

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