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Noceto, la lettera di protesta dei commercianti. "Il paese che non c'è più"

Pubblichiamo una lettera ricevuta da Cinzia Munari della Libreria 'A testa in su' di Noceto.

NOCETO, IL PAESE CHE NON C'E' PIU'

Vivo in un comune dell'hinterland parmense, Noceto, dalla fine del '94. Era allora un paese piacevole, tipico della zona. Ogni manifestazione/evento erano vissuti dai cittadini e dai visitatori provenienti dai comuni vicini con entusiasmo. Col passare del tempo però tutto questo andò a scemare, non so come mai… io in quel periodo lavoravo in città, ma sentivo gli amici commercianti che lamentavano questo disinteresse generale agli eventi nocetani da parte dei visitatori, sempre meno presenti a questi giornate…

Le iniziative da parte dell'amministrazione comunale a differenza delle altre amministrazioni, anche loro impegnate con i problemi dell'attuale crisi però più elastiche verso le problematiche quotidiane dei paesi che rappresentano, sono: i mercati del forte e altri simili, la festa dei nonni, l'accensione dell'albero, fiere generica a luglio e agricola a novembre della durata di un giorno, il tutto senza alcun evento collaterale. Da un anno mi ritrovo ad essere commerciante, libraia per caso, con un'attività nella piazza del paese e quindi con gli stessi problemi di cui si lamentavano gli amici.

Non sono iscritta a nessuna associazione di categoria. In un anno non ho mai ricevuto da parte dell'amministrazione comunale un invito ad un incontro dedicato ai commercianti , non dico per pianificare un calendario annuale, ma almeno per collaborare a risanare questa situazione in cui si trova il paese diventato, ormai, solo un classico "paese-dormitorio" alle porte di una città.

Al di là della poca adesione di "pubblico" a questi mercati ci si domanda per quale motivo la distribuzione delle bancarelle degli ambulanti non venga effettuata con un criterio diverso ossia… perché non posizionarle dove ci sono attività commerciali come tutte e due le piazze e le vie principali!, per quale motivo vengono disposte lungo una via dove non ci sono negozi e dove anche gli ambulanti stessi lamentano la poca affluenza?

Chiudere le strade di accesso al centro non usufruendo degli spazi che si creano può, non intenzionalmente, creare disagio ai commercianti che risiedono nel perimetro. Dopo aver parlato con chi di dovere e non avendo ricevuto nessuna risposta, in un anno, mi vedo costretta, assieme ai colleghi firmatari, a rendere pubbliche queste domande in attesa di una risposta.

Cinzia Munari - A TESTA IN SU libreria

In ordine alfabetico i commercianti che aderiscono alla richiesta di chiarificazioni:

100 COSE MERCERIA - BAR GRELO - BELLI E RIBELLI ABBIGLIAMENTO - BIAGIOMARTIN CONCEPT STORE -

BOULEVARD CAFE' - CHARLIE ABBIGLIAMENTO - EUPHORIA ABBIGLIAMENTO - GRAMIGNOLI SPORT - LA

TULIPE ADORABLE CARTOLERIA - LO SPIRITO DELLE COSE MERCERIA - MAESTRI FERRAMENTA - MARCELLO

CAVAGNA CARTOLERIA - VALENTINA ABBIGLIAMENTO

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Irene
    Irene

    Il problema è che se fanno il mercato del forte i commercianti del territorio non vengono valorizzati e se non si ideano iniziative degne di nota la gente proprio non viene a noceto, tra un pò se ne dimenticherà assolutamente. Noceto? dove? Ah si Colorno..

    • Avatar anonimo di cinzia munari
      cinzia munari

      Mi perdoni Irene, ma al contrario ritengo che più mercati mirati e particolari vengano proposti più vengano valorizzati  il paese, per il movimento che andrebbe a creare, ma soprattutto i commercianti della zona per il passaggio! le sarebbe sufficiente far scorrere le foto in Facebook della mia libreria per vedere le tristi immagini della piazza davanti a me per capire la realtà.

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