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Zibello, la protesta dell'Adcu: "Casa Acer, il calvario di una 54enne per un trasferimento'

Finalmente per lei era arrivato il momento di andarsene da quel condominio i cui coinquilini erano stati sempre ostili; troppi torti, troppi dispetti, ed alla fine ci si sono messi anche i ladri. Capelli e polvere gettati apposta dal balcone soprastante sulla propria terrazza, continue ammaccature alla propria auto e per condire il tutto ,un furto messo a segno da ignoti nella propria abitazione, dove i topi d'appartamento entrati arrampicandosi sui tubi del gas, prima di andarsene indispettiti per non essere riusciti a trovare quello che cercavano, avevano deciso di lasciare un loro ricordo, defecando al centro della sala. Era giunta l'ora di andarsene da quel maledetto contesto, e così aveva chiesto all'Acer l'associazione case Emilia Romagna, di potere usufruire di un nuovo alloggio ubicato in una diversa zona dal paese ove risiedeva.

Teatro di questa sconsolante vicenda è il paese del noto e pregiato salume della bassa: Zibello, dove una 50enne gli ultimi anni che vi ha vissuto li può solo ricordare come un incubo dal quale fino ad oggi non è riuscita a svegliarsi; anzi le cose sono peggiorate. Dopo varie richieste inoltrate all'Ente al quale paga il canone di locazione; l'Acer comunica che vi è la disponibilità al trasferimento in un nuovo alloggio ad alcuni kilometri di distanza. La zona sembra ottimale rispetto a prima, il profumo delle carni lavorate in un salumificio nei pressi dell'abitazione rendono il tutto ancora migliore ;ma il peggio deve ancora venire. Una volta visitato l'appartamento, tutto sembra essere in regola, tranne alcune chiazze di muffa che fanno la loro presenza sia nel bagno che nelle camere da letto, ma con un buon trattamento la situazione si può risolvere senza problemi….. almeno apparentemente. I vicini però ai quali vengono chieste informazioni su chi vi abitava prima sembrano non essere molto propensi a parlare, ma a volte ciò può essere un'interpretazione personale.

Così a novembre dello scorso anno, la donna a proprie spese chiama un imbianchino che oltre a dovere tinteggiare le pareti, deve occuparsi anche delle sgradevoli macchie che impregnano d'umidità i muri. L'operaio pagato dalla donna a proprie spese, lavora ininterrottamente fino a conseguire il risultato finale come prestabilito; muri puliti e colori più vivaci di quel precedente bianco morto. Arrivano poi i professionisti del trasloco pagati anch'essi lautamente, e la fatica sia per il trasporto che per il montaggio dei mobili non manca. A fine novembre dello scorso anno finalmente entra in possesso dell'alloggio assieme alla propria figlia alla ricerca di un inizio migliore. Passate alcune settimane però cominciano i guai; dapprima il termosifone della camera deve essere sostituito a causa dei continui allagamenti dovuti alla rottura di alcuni elementi, poi è la volta della luce che continua a saltare ed anche qui viene chiesto l'intervento di un tecnico. Alcuni giorni di tregua e ci pensano le incessanti piogge a far capire alla donna che qualcosa di strano in quell'appartamento sta per accadere; le macchie di muffa fanno gradualmente la loro ricomparsa giorno dopo giorno.
Se in un primo momento sembrano piccole, arriveranno ben presto a raggiungere dimensioni più grandi, così l'imbianchino deve ritornare ad estendere il trattamento. Poche settimane dopo però, come i fantasmi dalla nebbia, la muffa riappare ancora più consistente di prima, fino a raggiungere dimensioni più grandi.

Viene allertata l'Associazione che affitta il locale, ma non si risolve nulla, la pioggia continua battente ed i muri s'impregnano sempre di più di umidità. Le schiene dell'armadio acquistato nuovo circa un anno prima cominciano a marcire una dopo l'altra ed il falegname deve sottoporle ad una delicata piallatura. La doccia viene invasa dalla fioritura della muffa,e la camera da letto principale diventa simile ad un bagno turco per il persistere dell'umidità. Così nuove contestazioni vengono mosse all'Acer, la quale però nega da parte sua ogni responsabilità per gli eventi verificatisi, mentre le condizioni salutari soprattutto respiratorie della donna e della giovane figlia cominciano ad avere problemi. Senza ricevere riposte incoraggianti, madre e figlia cominciano a cercare di smuovere da sole le acque di Zibello.

Prima interviene un'agente della Polizia Municipale che accerta le problematiche rilevate all'interno dell'abitazione, poi fa la sua comparsa l'ufficiale sanitario che attesta l'inabitabilità dell'appartamento per le scarse condizioni sanitarie, ed infine l'Asl che redige un verbale. Nel frattempo a tutelare la sventurata locataria scende in campo L'A.D.C.U (l'associazione a difesa di cittadini e utenti) che oltre ad occuparsi di malagiustizia tutela chi ne ha bisogno. Nelle varie missive tra l'associazione e l'Acer non viene raggiunto alcun accordo, ben che l'ADCU aveva richiesto immediatamente la ristrutturazione delle stanze interessate dalla muffa ,ed al contempo il trasferimento della donna in altro alloggio nelle zone limitrofe, fino al compimento delle opere di riqualificazione della struttura,ma nulla di ciò fino ad oggi è stato fatto. Abiti, borse e scarpe sono state buttate via perché divenute inutilizzabili. Così ora tramite l'associazione la 50enne è stata affidata al legale della stessa l'Avvocato Bernardo Rognetta, che si sta preparando a citare L'Azienda case Emilia Romagna in tribunale, mentre per il sindaco di potrebbero esservi problemi in vista in quanto anche il comune è responsabile di quanto accaduto. L'ADCU infatti sta valutando la possibilità di inoltrare un esposto alla procura generale di Bologna al fine di chiedere la sussistenza di profili di ordine penale. Tanti soldi spesi dal Comune a volte per cose inutili, mentre chi invece ha effettivamente bisogno di essere aiutato coi fondi pubblici è costretto a rimanere all'interno di un appartamento in gravi e scarse condizioni igieniche col rischio di ammalarsi.

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