Eccellenza Parma, oltre 60% di differenziata

Il Rapporto Arpa 2012 sui rifiuti: cala la produzione pro capite e cresce il riciclo. La Provincia di Parma è sul podio

Fa ben sperare la fotografia scattata all’Emilia Romagna dall’Arpa con l’anteprima dei risultati del rapporto 2012: la produzione dei rifiuti cala e quella della raccolta differenziata cresce. Particolarmente buona la performance della provincia di Parma, che si piazza al primo posto in Regione per la differenziata, toccando la ragguardevole percentuale del 60,8%.

Complice anche la crisi, che probabilmente contribuisce a indurre un comportamento più parsimonioso, secondo l’anticipazione Arpa, sono 2.893.518 le tonnellate di rifiuti regionali prodotti nel 2012, ovvero 109.253 in meno rispetto all’anno precedente, nel quale si erano superati i 3 milioni. La produzione pro capite passa dai 673 kg per abitante del 2011 a 647, registrando un calo del 3,9%. Parma in particolare è la anche la seconda provincia più virtuosa in regione per produzione di immondizia, fermandosi a 548 kg per abitante, con 245.256 tonnellate totali e il decremento più alto, - 6,3% rispetto all’anno precedente.

Sempre secondo l’anticipazione Arpa, il 52% della raccolta differenziata in provincia di Parma avviene col metodo del “porta a porta” (+3 rispetto al 2011), il 21% con la differenziata stradale (+2%), il 27% con quella presso i centri di raccolta (-4%) e l’1% con altri servizi (servizi su chiamata/prenotazione da parte dell’utente, assimilati avviati a recupero direttamente dal produttore, tramite contenitori specifici presso farmacie, centri commerciali, aziende, scuole, mercati, fiere, parrocchie, enti di volontariato etc, nessuna variazione rispetto al 2011). In particolare, nel capoluogo la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 50,1%: il 65% avviene col “porta a porta” (-3% rispetto al 2011), il 21% con la raccolta differenziata stradale (+3%), il 13% con la differenziata presso i centri di raccolta (-1%) e l’1% con la differenziata con altri servizi di raccolta (+1%).

«Il calo della produzione pro capite di rifiuti urbani è certamente legato a comportamenti più parsimoniosi dovuti alla crisi economica. Un’attenzione maggiore a non sprecare che generalmente resta radicata nelle abitudini anche nelle fasi di ripresa economica e si concilia con l’obiettivo di sostenibilità ambientale», commenta con soddisfazione l’assessore regionale all’Ambiente e alla Riqualificazione urbana Sabrina Freda. Ed esorta a guardare al riciclo come a una concreta opportunità economica, da non sottovalutare: «Il Piano regionale di gestione dei rifiuti – spiega infatti - si inserisce in questo contesto, e rende opportuna una riflessione sulla concreta possibilità di fare dell’industria del recupero un fattore di ripresa economica, riducendo allo stesso tempo lo smaltimento e di conseguenza le discariche e gli inceneritori presenti in Regione».

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