Emilia Romagna e mondo agricolo, un rapporto privilegiato

A Parma 9 fattorie didattiche. Nella regione il progetto più importante del Bel Paese, per numero di aziende coinvolte e per il coinvolgimento di settore pubblico e privato

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In Emilia Romagna nel 1999 nacque, per la prima volta in Italia,  la rete delle fattorie didattiche, nell’ambito del progetto ‘Fattorie Aperte’ promosso dall’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Province emiliano-romagnole e il supporto tecnico di Alimos. L’obiettivo: creare e rafforzare il rapporto tra le fattorie e il mondo scolastico e i gruppi organizzati. Gli agricoltori di questa regione hanno sempre puntato sulla formazione e per primi si sono impegnati a sottoscrivere una Carta della qualità. Il progetto è il più importante in Italia, per numero delle aziende coinvolte nel territorio emiliano-romagnolo e per il coinvolgimento del settore pubblico e privato.

In provincia di Parma, rispetto al resto dell’Emilia Romagna, si può fare di meglio, ma anche qui queste particolari aziende sono la meta ideale per vivere una giornata all’insegna della genuinità. Alcune fattorie riservano l'ingresso alle scolaresche, altre anche a famiglie o gruppi, in qualche caso offrendo servizio di pernottamento o ristorazione. L' obiettivo è offrire la possibilità di scrutare il mondo agricolo e i suoi segreti, insegnando ai più giovani, ma non solo, a rispettarlo e capirlo.

Ma cosa sono le fattorie didattiche? Aziende agricole che accolgono scuole, famiglie, gruppi di adulti per una comunicazione diretta fra agricoltore e cittadino, a cominciare dalle giovani generazioni. Le fattorie didattiche aprono le porte alla scuola e ai visitatori in un'ottica di multifunzionalità, di rapporto continuativo con il consumatore, di coinvolgimento attivo, per creare un collegamento tra città e campagna, far conoscere l'ambiente agricolo, l'origine dei prodotti alimentari, la vita degli animali. Una maniera per i giovani di scoprire l'importanza di un mestiere spesso sottovalutato.

La fattoria come mezzo educativo è così interessante perché offre legami con la dimensione sociale economica tecnica politica e culturale dell'ambiente. Una proposta che integra metodi culturali locali con sistemi innovativi di didattica della scuola stessa. Una buona educazione al territorio infatti è estremamente importante e deve partire dalla realtà locale, dal territorio in cui l'istituto scolastico è insediato. Le visite in fattoria, preparate adeguatamente dagli insegnanti e inserite e ragionate nel piano dell'offerta formativa (POF), sono preziose occasioni di apprendimento e crescita che la scuola valorizza autonomamente. La fattoria è un luogo di pedagogia attiva, dove si comprende il legame fra l'origine dei prodotti agricoli e la loro finalità: la nostra nutrizione. Un luogo di incontro, di conoscenza reciproca, di scambi di esperienze tra agricoltori, ragazzi, insegnanti, adulti.

Ogni azienda agricola è diversa è uguale allo stesso tempo: testimonia le risorse e la varietà dell'agricoltura emiliano-romagnola, dai suoi prodotti, ai suoi paesaggi; ma è anche strumento tramite il quale conoscere più da vicino il lavoro di tutti gli agricoltori e il ruolo speciale di ognuno di essi: differente per ognuno il sapere della cultura rurale, la passione e l'amore per la terra.

Gli imprenditori agricoli e le loro famiglie offrono un valore aggiunto: opportunità per scrutare e apprendere la realtà dinamica dell’azienda agricola e dell’ambiente rurale. Tra le attività didattiche più praticate in fattoria dai bambini: vendemmia, raccolta delle olive, produzione di pane e salumi. Un modo divertente per approcciarsi al mondo agricolo. L’obiettivo è avvicinare i più giovani, ma non solo, alla natura diffondendo allo stesso tempo la conoscenza delle attività svolte all’interno della fattoria stessa, coinvolgendo gli ospiti nella realizzazione di un prodotto tipico o in altre attività agricole, come la raccolta di frutta o verdura. 

Secondo il censimento realizzato da Alimos - società senza fini di lucro sorta nel 1967 per favorire processi d'innovazione nel settore ortofrutticolo, sostenere la tutela dell'ambiente e del territorio (agro-biodiversità) e contribuire al mantenimento della salute dei consumatori -  nel 2010 in Italia erano attive oltre 1.936 fattorie didattiche, la maggior parte delle quali in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Puglia.

In generale le aziende che rientrano nei criteri garantiscono il rispetto di requisiti essenziali al fine di permettere la buona riuscita delle visite, stabiliti nella Carta della Qualità regionale, ma i più importanti sono:

  • Metodo di produzione ecocompatibile (agricoltura biologica o integrata).
  • Disponibilità di un luogo di accoglienza coperto per la realizzazione delle attività didattiche in caso di maltempo.
  • La fattoria è pulita, accogliente e attrezzata per ricevere il pubblico. Gli ospiti devono comunque considerare che si trovano in un luogo di lavoro e quindi devono rispettare eventuali limitazioni d'accesso o segnalazioni di pericolo comunicate dall'agricoltore.
  • L'azienda ha un'assicurazione di responsabilità civile che include i rischi di intossicazione alimentare.

Qui tutte le fattorie di Parma

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