Inquinamento, in aumento le giornate con “aria buona”

Il bacino padano resta la zona più critica e ancora spesso a Parma sono stati superati i limiti di polveri sottili, ma la situazione va migliorando

Ormai lo sanno tutti: la qualità della vita (e della salute) è indissolubilmente legata a quello che respiriamo. Questa raggiunta consapevolezza ha fatto alzare l’asticella dell’attenzione e oggi sono molti i sistemi di monitoraggio applicati all’aria cittadina.

Sono i centri urbani più densamente popolati quelli in cui, soprattutto in virtù dell’alto numero di auto e delle varie forme inquinanti legate all’antropizzazione, la densità di sostanze nocive nell’atmosfera rischia di essere maggiore. La qualità dell’aria è uno degli ambiti principali cui è dedicato l’ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), giunto al IX anno e presentato a Roma le scorse settimane.

Le criticità restano e ancora molta è la strada da percorrere, ma si procede nella direzione del miglioramento. Le polveri sottili (lo studio è effettuato su un set di 57 stazioni di monitoraggio appartenenti al territorio di 29 città) diminuiscono: si registrano deboli ma significativi segnali di una diffusa tendenza alla riduzione delle concentrazioni di PM10 e biossido di azoto, anche se la stessa tendenza non si individua per l’ozono, per il quale risulta una situazione di stazionarietà.

Il rapporto rileva anche che gli inquinanti dell’aria rimangono tutti in città: il particolato (PM10 e PM2,5), il biossido d’azoto e l’ozono continuano a essere le sostanze nocive immesse in atmosfera più critiche nelle aree urbane, soprattutto nel bacino padano. Anche il benzo(a)pirene per le sue accertate proprietà cancerogene desta preoccupazione.

In particolare Parma migliora per quel che riguarda il numero di giornate con aria “buona” o “accettabile”, che sono il 60%. Per quanto concerne, invece, il limite giornaliero di PM10 (media oraria giornaliera da non superare per più di 35 volte pari a 50 microgrammi/m3), sono state 29 le stazioni che l'hanno superato nel 2012: a Parma è successo in 3 stazioni su 4 e nella città, assieme a Reggio Emilia e Modena, sono stati superati nel 2012 anche i limiti annuali per la protezione della salute umana (media di 40 microgrammi/m3). Migliore la situazione per le PM 2,5: utilizzando il valore limite che entrerà in vigore nel 2015 (25 microgrammi/m3) i superamenti sono stati registrati solo in due stazioni, e non riguardano Parma.

Relativamente all'ozono, invece, sono stati superati i limiti massimi giornalieri di concentrazione (media mobile su 8 ore di 120 microgrammi/m3) in 30 delle 34 stazioni di monitoraggio, tra le quali quella di Parma.
Buona, e in costante e progressivo miglioramento, la situazione del biossido di azoto (NO2): nessun superamento del livello orario di protezione della salute umana (200 microgrammi/m3 da non superare per più di 18 volte all'anno) e solo pochi casi di superamento della media annuale (40 microgrammi/m3) concentrati nelle aree urbane delle province centro-occidentali. Tra gli altri aspetti positivi, sono risultate tutte abbondantemente sotto i limiti di legge le concentrazioni di metalli pesanti (arsenico, cadmio, nickel e piombo), di benzene (C6H6), di monossido di carbonio (CO), di biossido di zolfo (SO2), degli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e di benzo(a)pirene.

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