È tornato il re dei boschi

Piccola guida per conoscere il cervo, che è tornato a popolare le nostre colline

Le nostre colline sono tornate a ripopolarsi di cervi, caprioli, daini e cinghiali, che di nuovo le abitano in grande numero. È il cervo, soprattutto, a essere caratteristico della fauna della provincia di Parma, per questo andiamo a conoscerlo meglio, grazie alla scheda informativa fornita dalla Regione.

Il cervo è un cervide di grandi dimensioni, con specchio anale dai colori sfumati e con coda relativamente corta. Il maschio adulto possiede tipicamente un grande palco cilindrico ramificato: in inverno sviluppa una folta criniera golare che lo rende ancora più imponente.

È un pascolatore intermedio dotato di buona plasticità. Specie gregaria, vive quasi tutto l'anno a sessi separati: il nucleo sociale fondamentale è il gruppo familiare formato da una madre, il piccolo dell'anno e la figlia nata l'anno precedente, eventualmente allargato ad altre femmine imparentate (gruppo matrilineare). Il culmine degli amori è tra metà settembre e gli inizi di ottobre, quando i maschi si spostano nei quartieri riproduttivi e cominciano i duelli vocali a distanza emettendo i famosi "bramiti".

Tra maggio e giugno le femmine partoriscono nel folto della vegetazione un cerbiatto maculato. Attualmente in Emilia-Romagna sono presenti tre diverse popolazioni di cervi, per ciascuna delle quali è stato individuato un comprensorio di gestione, corrispondente all'areale distributivo, denominato ACATER (Areale del Cervo dell'Appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo) orientale (nel Casentino, in provincia di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze), ACATER centrale (in provincia di Bologna, Prato, Pistoia e Firenze) e ACATER occidentale (in provincia di Modena, Parma, Reggio-Emilia e Lucca). Complessivamente si stimano oltre un migliaio di esemplari per ogni areale. Anche nel Piacentino le segnalazioni si sono fatte via via più costanti.

Degna di particolare nota è la popolazione di cervi presente nel Bosco della Mesola in provincia di Ferrara. Questa, che rappresenta l'unico nucleo autoctono dell'intera penisola italiana, vive in appena 950 ettari recintati della Riserva Naturale Gran Bosco della Mesola e, dopo aver registrato un minimo storico di circa 40 esemplari nel 1992 oggi conta 150-170 individui. Recenti studi genetici hanno permesso di evidenziare l'assoluta unicità di questo prezioso nucleo. I tre nuclei principali di cervo, dell'Acquerino (ACATER centrale) e del Casentino (ACATER orientale) così come quello dell'ACATER occidentale, insistono su areali a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana; una parte considerevole degli animali possiede alcuni quartieri stagionali su un versante e altri sull'altro versante. Si tratta quindi di un patrimonio prezioso condiviso tra due regioni e diverse province, una risorsa comune da gestire in maniera coordinata e con oculatezza.

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