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foto: D. Fornari

foto: D. Fornari

Parma, con il mago Scozza scompare la paura

Il regista sta diventando un punto fermo

Silenzioso ma sempre in moto, come il suo cervello. Matteo Scozzarella sembra elaborare eternamente calcio. Non sta fermo un attimo, si guarda sempre intorno per cercare di creare uno sbocco e cominciare l’azione, per provare a fare breccia tra le maglie serrate degli avversari e mandare in gol i compagni. ‘Scozza’ è uno che pensa davvero prima di agire, uno che macina un sacco di cose nella testa e che non riesce a stare fermo. Serse Cosmi ai tempi del Trapani ha detto di lui: “E’ uno dei migliori nel suo ruolo, probabilmente uno dei giocatori più forti che abbia mai allenato”. E se uno come Serse si sbilancia così un motivo ci sarà. E dalle prime uscite di Scozzarella in maglia Parma sembra davvero esserci un fondo di verità nelle esternazioni iperboliche di Cosmi. Scozzarella sta facendo vedere cose buone con la maglia crociata, nonostante sia arrivato da pochissimo pare aver già preso in mano la squadra.

Sicurezza e personalità, tocco corto e lungo, intuizioni e visione di gioco degna dei registi d’alta scuola, in un reparto che latitava fino ad ora e che adesso è il punto di forza di una grande squadra. Gli manca sicuramente la fase di non possesso (giocherebbe in A se l’avesse, diciamo la verità), ma qui, in una Lega Pro oscura e spietata sicuramente è un lusso. L’anno scorso è arrivato a giocarsi la Serie A contro il Pescara, era destinato probabilmente ad altri e più alti palcoscenici già da giugno, quando il sogno del Trapani è tramontato proprio contro la squadra di Oddo all’ultimo atto. Decisivo il rosso rimediato dal maghetto di Trieste, dicono, che ha lasciato in dieci i suoi compagni dopo un testa a testa clamoroso deciso da una partita condotta sul filo. 

Dopo il corteggiamento del Palermo, a fari spenti, in estate Scozzarella è rimasto al Trapani con Faggiano, ma solo per un po’. Faggiano che lo aveva voluto a tutti i costi in granata e che poi lo ha ‘lasciato’ andando proprio agli ordini di Zamparini. Un percorso incrociato. L’avventura del diesse è durata pochissimo, giusto il tempo di traslocare da un posto all’altro dalla Sicilia. Con Zamparini lavorare diventa difficile per tutti, e lo è diventato dopo tre mesi anche per un direttore emergente ma di polso, come Daniele Faggiano. Che è salito sul treno Parma perdendo un aereo che portava a Brindisi e che come primo regalo, a un mesetto dall’arrivo, ha scelto proprio la tecnica di Matteo Scozzarella per puntellare la mediana. Grande palleggiatore, il maghetto sin dai tempi della ‘cantera’ atalantina gioca a due tocchi, a tre massimo, riuscendo sempre a guadagnare un tempo di gioco e a spiazzare nelle intenzioni gli avversari. Domenica contro la Samb è partito malissimo, come tutta la squadra, poi ha saputo reagire trovando due assist. Uno per Baraye e uno per Calaiò. Quando ha metri a disposizione e campo aperto diventa devastante.

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