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Alla scoperta del Santarcangelo, Melini: "Calaiò? Spero in una sua assenza"

La battuta del Ds: "Se avesse un'influenza... . A parte gli scherzi, temo tutti, basta guardare la rosa"

I colori sociali sono il giallo e il blu, d’accordo. Fatto sta che il Santarcangelo sarà solo il prossimo avversario del Parma che deve saltare per forza l’ostacolo. Obbligati a vincere, sempre, i ragazzi di Apolloni sanno che al Valentino Mazzola non sarà facilissimo. Perché comunque si affronta una squadra a punteggio pieno che guarda i crociati dall’alto. Il Direttore sportivo Oberdan Melini, da undici anni a Santarcangelo, spiega la posizione della sua squadra e le reali ambizioni di un club ‘passeggero, perché noi siamo solo di passaggio. Da noi i ragazzi hanno la possibilità di giocare a calcio e di crescere’. 

Melini, sesta stagione in Lega Pro, complimenti.

“Grazie. Questa è una stagione importante tra i professionisti, ci siamo sempre salvati senza passare dalle Forche Caudine dei play out e dobbiamo dimostrare di saper continuare su questa scia. La quinta salvezza consecutiva è stato il nostro scudetto, nonostante i sei punti di penalizzazione siamo riusciti a rimanere dove siamo”.

Siete primi attualmente, e imbattuti.

“La nostra posizione di classifica ci fa piacere e ci lusinga, ma non dobbiamo perdere la nostra dimensione. Sono sei punti in meno per arrivare quintultimi. Rispetto ai 43 che servono…”.

Ci parli un po’ della società.

“La nostra è una piccola società di provincia formata da un gruppo di amici, la gestione è assicurata da persone che riescono a convogliare nelle casse della squadra di calcio una gran parte di guadagni attraverso sponsor e incassi. Questa è la mia undicesima stagione consecutiva da Ds. Abbiamo fatto tanti sacrifici accusato patemi e vissuto situazioni strane che non ci hanno impedito di iscriverci regolarmente”.

Rivedrà Galassi dopo tempo.

“Galassi era al settore giovanile, faceva anche l’osservatore per il Palermo. Competente e inquadrato”.

Ma è vero che le riunioni si fanno nella taverna?

“Il quadretto è un po’ romanzato, ma corrisponde a verità. Le riunioni si svolgono a casa del presidente, davanti a pane, salame e lambrusco. La stragrande maggioranza dei consigli si svolge con questo clima. A volte ci accomodiamo di fronte a una piadina, alprosciutto e alle tagliatelle”.

E il Presidente che tipo è?

“Uno che con noi ha fatto 23, 24 anni di calcio. Se dici Santarcangelo Calcio dici Roberto Brolli. Ha speso tutto il suo tempo libero e non solo in funzione del Santarcangelo. Mi auguro davvero che possa proseguire la sua opera senza interromperla. Resta il presente, lui è il Santarcangelo, è un tutt’uno. E’ presidente del consorzio di bonifica della Romagna, è un tecnico-politico, è il segretario generale della Conf Cooperative della provincia di Rimini. Le cosiddette cooperative bianche”. 

Che significa sfidare il Parma?

“Per noi sfidare il Parma è un onore, soprattutto a Santarcangelo. Guardandoli dall’alto dopo, lo è ancora di più. Siamo onorati di affrontare il Parma nel nostro stadio. Una formazione di blasone e grande lignaggio che viene a farci visita. L’anno scorso abbiamo già ospitato (a Santarcangelo si è giocato contro il San Marinondr). Non ricordo precedenti, cercheremo di accogliere nel migliore dei modi al Valentino Mazzola i tifosi e la dirigenza gialloblù”.

Chi toglierebbe al Parma?

“Io credo che basti guardare la lista dei giocatori del Parma per capire che non è bello affrontarli. Io depennerei subito Calaiò, dopo il gol di sabato… . Gli farei venire un’influenza. Le ambizioni e le disponibilità economiche di Parma non sono le stesse delle nostre, per cui loro faranno un altro campionato, indipendentemente da come finirà”.

E Marcolini, come la sta preparando?

“Dopo cinque anni in Lega Pro, qualcosa il mister ha cambiato. Abbiam fatto sempre il 4-3-3 o il 4-3-1-2, con Zauli. Siamo passati al 3-5-2 con Marcolini. Anche in Coppa Italia abbiamo fatto un bel pari con il Mantova e con il Venezia, siamo ancora imbattuti e tocco ferro. Stiamo assimilando il nostro modo di fare calcio”.

Come lavora?

“Lui ha grinta, è dinamico e intraprendente. Io credo che sia ungiovane, un bravo allenatore che ha voglia di arrivare. Siamo stati costretti a trovare il sostituto di Zauli, andato a Teramo, lui è stato il primo nome sulla lista e ci siamo incontrati subito. Ci abbiamo messo cinque minuti per firmare il contratto. Mi auguro che questo trend possa essere positivo. Viene da una stagione a Pavia, dove le cose non sono andate pienamente bene. Ci conosciamo da poco, lo conoscevo come giocatore e allenatore, non avevamo mai giocato contro di lui. Al Lumezzane e con il Real Vicenza eravamo nell’altro girone, stesso dicasi per il Pavia”.

Qual è la vostra forza?

“Credo che la nostra forza sia il gruppo, almeno mi auguro che possa essere questo. Determinazione e ritmo, voglia di sacrificio. Mantenere la lega pro come il traguardo della vita. Il Santarcangelo deve essere una tappa per riuscire a diventare calciatori veri, aspirare al Parma e a campionati importanti. Il mio presidente a volte si arrabbia quando dico che siamo una società di passaggio sia per gli allenatori che per i giocatori. Che hanno voglia e spirito. Cerchiamo di valorizzarli”.

Il vostro credo calcistico qual è?

“Adesso noi abbiamo la coppia d’attacco con Cori, classicopistolone centrale che funge da centravanti boa, che fa salire la squadra. Al suo fianco Cesaretti, punta tecnica e veloce che ha avuto un’esperienza importante in B con Empoli e Frosinone. La squadra cerca il fraseggio, il ritmo e il lancio lungo. Poi la spizzata e la correzione per Cesaretti e altri che possono supportare la manovra. Dalla Bona è il play, il leader, giocatore con maggior carisma e curriculum. A sinistra Rossi, Pasocco a desta. Poi Gatto uscito subito a Fano per problemi muscolari. Nardi è la nostra icona, il capitano, da dodici stagioni. Per un giocatore di Santarcangelo, avere raggiunto tutti i massimi traguardi con la squadra cittadina è fondamentale. Mi spiace non si sia cimentato in B”.

Firma per il pari?

“Io me la voglio giocare partendo da questo concetto: rispettare ogni avversario e non avere paura di nessuno. Faremo il massimo per mettere in difficoltà gli avversari e lottare per un risultato positivo. Sette undicesimi della scorsa stagione li abbiamo persi. Scontando una penalizzazione di meno sei relativa al calcioscommesse ci siamo salvati con spirito di sacrificio. Dello scorso anno abbiamo Nardi, Rossi, Adorni e Valentini. Quattro elementi che compongono l’attuale organico. Hanno avuto proposte importanti e la realtà Santarcangelo viene vista solo come di passaggio. Adesso c’è una seconda tranche relativa al calcioscommesse, a causa del nostro magazziniere che millantava e telefonava, il Santarcangelo ha pagato oltre misura, essendo solo parte danneggiata di questa storia. La responsabilità oggettiva è una fardello che va rivisto. Che armi abbiamo di non permettere ai giocatori di telefonare? Giocatori prosciolti, tra l’altro dopo lemillanterie telefoniche di un magazziniere non tesserato ha comportato per il Santarcangelo sei punti di penalizzazione e 35.000 euro”. 

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