Parma, contro l'Alto hai quasi chiuso il campionato. E pure il mercato...

La squadra ha risposto bene, la dirigenza ha deciso che, al 90%, non si farà nessun movimento. Ma non è escluso che nei prossimi giorni non arrivi qualcuno in prova con vista sul 'domani'...

Lo staff del Parma 1913 dopo la vittoria con l'AltoVicentino - foto di Daniela Alessi per Parmatoday.it

La partita contro l’Altovicentino non sarà stata bellissima, ma non contava che lo fosse. Diciamo che il bel calcio lo si va a vedere altrove, troppo importante era il risultato per andare a spulciare nell’estetica, perché queste sono partite che valgono davvero una stagione. E quella di Valdagno è stata una gara intensa e piena di significato, festeggiata con enfasi (è volato pure qualche dito medio, ma tant’è, era di gioia) e partecipazione, una gara sentita, come da tempo non succedeva al Parma che, come se ce ne fosse bisogno, ha dimostrato ancora una volta di essere il principale nemico di sé stesso in chiave campionato. Per la lotta al vertice, per arrivare all’obiettivo di fine maggio, la squadra di Scala deve fare attenzione solo a quelle logiche interne che, fatti tutti gli scongiuri del caso, sembrano ferree e inattaccabili. Quella con l’Alto, tra l’altro, rappresentava anche uno spartiacque in chiave mercato. Perché, in caso di risultato negativo, Galassi e Minotti sarebbero dovuti tornare sul mercato, per rafforzare un attimo la squadra in vista delle tappe che mancano da qui alla fine. Detto che, da rafforzare c’è ben poco, perché la squadra è collaudata è coperta in tutti i reparti, il Parma dopo il 2-1 di Valdagno lascerà passare questa settimana al 90% senza fare interventi mirati. Mercato chiuso? Probabile che nessun movimento venga registrato da qui alla fine. Restano solo da valutare gli infortunati, che procedono in un recupero abbastanza confortante. Se per Longobardi il momento del rientro in gruppo dovrebbe essere vicino (ancora una o due settimane), per Lauria il tempo di recupero pare essere diminuito. Il giocatore ha voglia di smaltire nel più breve tempo possibile questa noia muscolare che lo ha colpito e sta accelerando i tempi e aumentando di fatto le sedute. Un consulto medico ha di fatto ‘accorciato’ i tempi di recupero ma senza nessuna ufficialità. Perché se prima si parlava di due mesi, o per lo meno era una possibilità paventata, attualmente, con un po’ di ottimismo, si può dire che questo lasso di tempo sarà ridotto notevolmente. Il giocatore vuole arrivare a giocarsi gli ultimi mesi di un campionato abbastanza in ghiaccio. Perché dieci punti di vantaggio, sono pur sempre dieci punti. Contro un Altovicentino sempre in gara, fino all’ultimo, un po’ per merito suo, un po’ perché il Parma ha incredibilmente abbassato il baricentro e si è affidato alle ripartenze, pensando forse di aver già vinto e dimenticandosi la gestione del pallone, la squadra di Apolloni ha strappato una bella fetta di ‘scudetto’ e se la è cucita addosso malgrado abbia rischiato di essere raggiunta. Certo, paratone Zommers non ne ha fatte, qualche uscita alta, un paio di smanacciate e la solita fredda concentrazione che lo porta a stare calmo in diverse circostanze. Non era certo calmo Apolloni che, alla fine, è arrivato a giocare con cinque under, Ricci e Mazzocchi davanti per andare di contropiede e chiudere una gara difficile, tosta e intensa che, al triplice fischio, è stata parecchio piacevole. Si sapeva che sarebbe andata a finire così, con l’Alto a dare tutto, ad attaccare alto il Parma e il Parma a difendersi e andare di contropiede. Guazzo, praticamente soporifero, doveva essere innescato da Mazzocchi e Ricci, ma lasciato solo perché la squadra si è ritratta in maniera inaspettata, non ha inciso e ha finito per fare a sportellate da solo. Con la palla lasciata completamente all’Alto, senza un giocatore che sapesse lavorare d’esperienza e non buttasse il pallone, (Simonetti non lo era ed è stato travolto dalla forza fisica dei veneti), il Parma ha perso un po’ di sfrontatezza ma ha retto bene, cercando di limitare i danni e contenere un avversario abbastanza affamato quanto fumoso. Miglietta forse sarebbe dovuto entrare prima ma… è andata bene.
 

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