Amoroso tra Parma e Udine: "Potevamo vincere lo scudetto, oggi tifo Tudor"

"La città e quella maglia mi sono rimasti nel cuore, ma in bianconero sono maturato. Il mio Parma era una squadra di fenomeni"

Màrcio Amoroso - foto Ansa

I settanta milioni che il Parma spese per portare in crociato Màrcio Amoroso fecero scalpore. Era il Parma di Cannavaro, di Thuram, di Buffon e Ortega, di Crespo. Il grande Parma. Una spesa che purtroppo non valse a tanto. Gli anni d'oro non divennero di platino per un pelo: la favola della provinciale di lusso che arriva al palazzo e si prende il potere (come si direbbe oggi), non ha avuto un lieto fine, ma è stata solo una questione di dettagli. Che purtroppo hanno fatto la differenza. "Eravamo una squadra di fenomeni, tutto il meglio del calcio mondiale era in Italia, molti giocatori forti a Parma". E in quel Parma c'era anche lui, Màrcio Amoroso cresciuto nel Flamengo, arrivato all'Udinese dove si è imposto riuscendo a vincere la classifica di capocannoniere e a centrare uno straordinario terzo posto, ad oggi il miglior risultato raggiunto dalla squadra bianconera nella sua storia, prima di passare al Parma per 70 miliardi delle vecchie lire. "Conservo ricordi straordinari di quegli anni (1999-2001), è un peccato non aver raggiunto i traguardi che pensavamo di raggiungere - dice Amoroso in esclusiva a ParmaToday.it - soprattutto per la squadra che avevamo costruito".

Amoroso, ci racconta un po' il suo Parma?
"Bastano i nomi: Cannavaro, Thuram, Buffon, Dino Baggio, Crespo, Ortega. Potevamo pensare allo scudetto veramente".

Cosa non ha funzionato? 
"Abbiamo perso quella partita in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina e credo che vincere quella sfida ci avrebbe dato una grande forza. Poi qualcosa abbiamo lasciato per strada anche noi. Ma ho un ricordo molto buono di Parma, era una squadra molto forte".

Oggi però è un po' diverso. Chi parte favorito tra Udinese e Parma?
"Nel calcio ci sono delle fasi, come nella vita. Ma adesso hanno fatto entrambe scelte giuste. Domenica non sarà facile nè per l'Udinese né per il Parma. Parte in vantaggio la squadra di casa perché è lanciata dopo la vittoria contro il Milan, approfitta di questo risulato per caricarsi, per sfruttare l'entusiasmo della gente. Vincere la seconda alla Dacia Arena sarà determinante per un'ottima partenza".

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Come vede il Parma?
"Il Parma dopo la sconfitta con la Juventus vorrà rifarsi, hanno una buonissima squadra, D'Aversa li ha fatti giocare bene contro i bianconeri. Avversario molto ostico da affrontare".

E' un po' la sua partita: Udinese-Parma, si può dire per chi fa il tifo?
"Eh (ride ndc), è dura. Sono molto legato all'Udinese, passato e presente per me. Mi ha fatto diventare calciatore e uomo, poi qui c'è mio figlio che gioca nell'Under17. Tifo per l'Udinese per gli anni che ho fatto qua, per la gente del Friuli. Ma non dimentico Parma che mi ha dato la possibilità di giocare in una grandissima squadra, dove c'erano tantissimi grandi giocatori".

Che ricordi ha di Parma?
"Positivi. Belli. Un ottimo spogliatoio, un grande gruppo di ragazzi. Ricordo le risate con Fabio (Cannavaro ndc), l'amicizia con Junior che è arrivato dopo, con Appiah e Walem che ho ritrovato anche a Udine, Ortega. Eravamo sempre insieme. Le vittorie si costruiscono fuori dal campo. Con Parma ho avuto un rapporto bellissimo, ero molto legato alla famiglia Chiastra. La gente di Parma in quel periodo mi ha trattato alla grande, quando ero nella mia migliore condizione fisica ho fatto anche la differenza".

L'unico rammarico è stato non vincere lo scudetto?
"Anche di non essere stato benissimo fisicamente: ho avuto due infortuni che non mi hanno fatto esprimere al meglio: quando ero al 100% ho fatto gol (19 in 51 partite ndc)".

Quello più importante?
"Contro il Milan, in campionato, quando abbiamo pareggiato 2-2. Perdevemo 2-1, eravamo in corsa per lo scudetto. Segnare al Milan non è una cosa che ti capita tutti i giorni".

Torniamo a Udinese-Parma: dove si decide la partita?
"Si affronteranno due squadre molto attente tatticamente. La partita la vincerà chi sarà messo meglio in campo. E' una gara  in cui ci può stare anche un pareggio. Saranno molto importanti i primi venti minuti".

Nel Parma chi può essere decisivo?
"La partita con la Juventus ha sottolineato che può giocarsela tranquillamente. Gervinho se sta bene è fondamentale. E' un giocatore che conosciamo tutti: sa dribblare, sa farsi spazio in area e non si può perdere d'occhio altrimenti fa gol. E' molto bravo".

Cosa ci dice di Hernani?
"Ha qualità, il calcio italiano è diverso. Ma imparerà e diventerà fondamentale".

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