ESCLUSIVA - Parma, Sonetti su Donadoni: "Figlio di Zingonia, lo chiamavo Ragno"

L'allenatore toscano, primo ad avere avuto a che fare con l'attuale tecnico crociato, a parmatoday.it confessa aneddoti curiosi sul "talento più puro che abbia mai allenato. Era il migliore, ma quanto mi faceva arrabbiare..."

Mister Donadoni guarda verso Bergamo - foto Tm News Infophoto

In questi giorni difficili, in cui Parma deve risollevarsi dopo l'alluvione che ha allagato molte zone della città, è difficile pensare ad altro, che non sia strettamente legato all'attualità. Si cerca di riprendere la vita normale, con gli angeli del fango che ripuliscono le strade e le zone allagate. Tutti si sono dati una mano, la solidarietà vince e il buon cuore pure. Un diversivo per non pensare alla triste vicenda lo offre il calcio, tornato alla carica dopo la pausa per le Nazionali. A Bergamo o si vince, o si vince... . Donadoni ci torna sempre volentieri a casa. Lì è nato come calciatore, li ha cominciato la sua avventura da professionista, ha l'Atalanta nel cuore, ma sa che domenica deve battagliare per portare a casa punti. E' difficile, Colantuono perde da 4 turni, ha sempre incassato gol, tranne che nella prima giornata, ha sempre fatto fatica, anche nell'unica vittoria. Donadoni se la sta studiando, sentire il profumo dell'erba di casa sua sarà eccezionale, a patto che si vinca. 

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SONETTI E IL RAGNO - "Quel campo lo conosce bene - dice Sonetti, primo tecnico che ha allenato Donadoni, a parmatoday.it -. Eccome se lo conosce". Nedo gli è stato accanto nella crescita, lo ha preso a 19 anni, lo ha lasciato quando è andato al Milan. Lo ha "costruito", un po', anche lui, quel campione educato ed elegante. "Mai una parola fuori posto, mai. Nemmeno quando lo sgridavo. Mi faceva arrabbiare tanto, non entrava subito in partita, sonnecchiava per un quarto d'ora, ma quando carburava... . Non lo fermavi più. Penso sia stato uno dei migliori, se non il migliore dei giocatori che ho allenato. Il talento più puro di Zingonia. Abbiamo vinto il campionato di B con quella manica di giovani. Certo che se ci penso, mi viene la pelle d'oca. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Donadoni mi ha subito impressionato. Io lo chiamavo il Ragno. Aveva una mobilità articolare pazzesca, captava il pallone per primo e saltava tutti. Educato, gentile, qualità impressionanti e spirito di sacrificio che lo hanno portato a diventare un grande giocatore e un buon tecnico. Mi ricordo che Berlusconi voleva delle consulenze perché era "innamorato" di Donadoni. E mi chiamava e mi convocava. Lo abbiamo dato al Milan per 10 miliardi. Mai un eccesso, mai un comportamento fuori dalle righe. Non parlava mai, tanto che pensavo avesse delle difficoltà a integrarsi con il gruppo. Poi ho capito che era carattere". Si rialzerà il Parma, è convinto Nedo Sonetti. "Con un tecnico così...".

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