Atalanta-Parma 0-4 | Molinaro, Benalouane, autogol, Cassano e Schelotto, record

Arriva a Bergamo il dodicesimo risultato utile, con una vittoria rotonda che regala il record a un gruppo maturo e consapevole della propria forza. Mirante salva il risultato, più volte, poi si dilaga con la punizione di FantAntonio e il tocco di Schelotto

Molinaro in gol contro l'Atalanta, foto dal web

Quattro gol, tre punti e un record di dodici vittorie consecutive, sesto posto agguantato, in attesa del Verona e tanti saluti all'Atalante che ci ha provato fino alla mezzora del secondo tempo, quando Benalouane ha disfatto il lavoro dei suoi con un un improvvido appoggio di petto che ha tradito Consigli, ottimo come il suo collega, Mirante, bravo più volte a blindare un vantaggio arrivato grazie al primo gol con la maglia del Parma di Molinaro. Il ragioniere para tutto, Moralez se lo ricorderà, i suoi compagni fanno il resto, giocando bene, convincendo e salendo in classifica. Unica pecca, non chiudere prima le partite, con tutte le azioni che il Parma crea, vedere l'avversario vivo per tutto il secondo tempo, non fa vivere tranquillo Donadoni, bravo e fortunato a indovinare le alchimie e a mescolare le carte. Il Parma soffre l’avvio convincente di un’Atalanta che, in casa, cerca di riscattare il brutto passo falso di Firenze, dove resta buona solo la prestazione. Pronti via Raimondi cerca di chiamare subito Mirante, ma il suo tiro viene stoppato da Lucarelli con il braccio. Di fatto il capitano tocca la palla aumentando il volume del corpo con il movimento dell’arto, ma l’arbitro giudica involontario e non punisce tra le proteste dell’Atalanta che, al 4’ va alla conclusione con Carmona, che si vede respingere il suo tiro dalla difesa attenta.

IL MATCH – Il Parma si rimette in piedi, nonostante Carmona e Baselli siano due clienti difficili da fronteggiare perché non lasciano spazio e mordono i dirimpettai. Bonaventura dà fastidio, in partenza la sua posizione fa vacillare Cassani, Palladino e Biabiany, dall’altra parte, sono chiamati a ripiegare spesso e a fare un lavoro doppio, che riesce bene grazie al loro spirito di sacrificio e alla corsa di un centrocampo provo di Marchionni, con Gargano che dirige, abbinando corsa e piedi fini. Cassano non dà punti di riferimento, come sempre quando gioca nella posizione di falso nueve, e favorisce gli inserimenti dei centrocampisti e dei compagni di reparto. L’Atalanta soffre questa situazione e, al 9’, Molinaro trova la breccia e fa 1-0 grazie anche alla deviazione di Stendardo che inganna Consigli e corona un’azione lunga del Parma cominciata da Biabiany e chiusa dall’esterno sinistro dal limite. Alla prima occasione gli ospiti passano, dopo aver subito l’avvio dei padroni di casa. Che si rifanno sotto dopo aver metabolizzato lo schiaffone. Prima Baselli su punizione, poi Moralez da un passo, sfiorano il vantaggio, ma Mirante è super e riesce a cancellare anche gli errori della difesa. La gestione del pallone è distribuita in maniera equa, e il lavoro sporco, a volte, tocca agli esterni crociati che fanno densità in difesa e creano grattacapi in attacco. Biabiany potrebbe andare sul 2-0, ma il suo destro viene deviato in angolo, a conferma che le fiammate rendono via una partita divertente.

LE PAGELLE

In fase difensiva, quello del Parma diventa un 4-5-1 con Cassano che resta davanti e gli esterni che ripiegano e aiutano. Lo aveva detto Donadoni, fisicamente il Parma sta bene, deve solo applicarsi e imparare a essere più cinico. Chissà se Donadoni lo ricorderà a Gargano che, al 2’ del secondo tempo, ha un’occasione colossale per raddoppiare. Solo davanti a Consigli, sbaglia calciandogli sul piede il pallone del 2-0. Occasione sciupata. E se non chiudi la partita, specialmente con queste occasioni, fai presto a rimpiangere le occasioni. Moralez al 6’ ha sulla testa la palla giusta, ma Mirante vola e dice no. Colantuono vorrebbe entrare in campo ma non può, ci manda Livaja a dire ai suoi che bisogna giocare palla a terra per cercare di impensierire il Parma. Benalouane ci prova da 25 metri, ma Mirante dice no, Consigli fa lo stesso prima con Biabiany, poi con Schelotto, che ha rilevato Palladino e di tacco ha allungato un tiro di Marchionni. E il vantaggio arriva nel modo che non ti aspetti, con Benalouane che di petto va a beffare il suo portiere. E come se non bastasse, alla festa partecipa pure FantAntonio, con un calcio di punizione che arrotonda il risultato. E Schelotto, che perdona i fischi del suo ex pubblico, segna e non esulta. 

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